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L'avventura di una famiglia expat in Australia (forse)


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Passin passetto… 

Passin passetto la vita quaggiù procede 😁

La grossa mazzata della partenza di Suor Germana è stata attutita dalla presenza di mio fratello che in queste 3 settimane è stato di grandissimo aiuto sia a livello emotivo che a livello pratico… 

Il nostro terrazzo ha finalmente un divano in pallett come avevo tanto desiderato 

E il nostro water ha una doccetta per fare il bidet. Ammetto che appena installata ho pensato che forse non fosse così necessaria…poi ho fatto il bidet senza dover entrare in doccia e mi sono illuminata!!! Piccole gioie per italiani all’estero 😂😂

L’altra mazzata logistica è stata la partenza della mitica tata svedese A, colei che mi risolveva OGNI problema e sapeva pure cucire. Per fortuna la nostra au pair E. è tornata a Perth per qualche mese. Ora vive da sola ma mi aiuta un giorno a settimana ed è un buon inizio. Per il resto la ricerca della tata è sempre difficile, per il fatto che le ragazze sono super impegnate e cambiano disponibilità ogni settimana, ma soprattutto non hanno idea di cosa faranno della loro vita il mese successivo!!! 

La mia amicizia con M, la mamma della migliore amica di 2G, sta diventando sempre più importante, sia perché ci aiutiamo alla grande con pick up e drop off da scuola in alternativa al delirio tate, sia perché ha il grande pregio di smorzare le mie agitazioni da “milanese” grazie al suo punto di vista rilassato alla “WA style“. 

3G è cresciuta tantissimo ed è ormai una bambina indipendente, che ama giocare con sua sorella ed anche da sola. Il suo carattere da Ariete rimane, ma sono veramente fiera sia di lei che di 2G.

Il mio lavoro ingrana… Stavo scrivendo oggi alle 2 pm… Ed ora devo rettificare, perché alle 4 pm ho ricevuto una mail di conferma dopo il colloquio fatto martedì 😉 

Provo ad andare con ordine, per mettere ordine anche nel mio cervello confuso! 

Il lavoro come insegnante procede bene, nel senso che mi piace anche se a volte mi mette a dura prova perché io e i miei studenti veniamo non solo da continenti diversi ma anche da galassie differenti! Cmque sempre grazie a M sto imparando a capire come ragionano e come portarli dove voglio io 😳

Il lavoro Casual in WA si continua a rivelare un tipo di lavoro assai Casuale più che a Progetto! Per esempio qualche settimana fa sembrava che la mia avventura come insegnante si sarebbe conclusa con questo corso, mentre ieri ho scoperto dagli studenti che il prossimo trimestre avrò ben due corsi. Pianificare è quindi impossibile, fare yoga è la mia unica salvezza 😇

Le mie attività di volontariato stanno dando buoni risultati ed infatti sono appena stata nominata responsabile del “Built Environment Portfolio” per le mie “mini” Nazioni Unite del WA e sto organizzando il primo seminario sul tema. 

Anche il blog “ThinkAboutSustainability” si sta rivelando un buon biglietto da visita per conoscere persone nuove ed interessate al tema sostenibilità ambientale, nonché una buona palestra per le mie writing skills. 

Dietro consiglio di una collega delle Nazioni Unite, ho ricominciato a rispondere agli annunci di lavoro per posizioni legate alla sostenibilità ambientale, anche se non ho tutte le qualifiche richieste. Uno di questi cv è andato a buon fine e così da metà agosto, dopo aver fatto un bel po’ di scartoffie incluso un drug test, dovrei iniziare un altro lavoro casual per 2 giorni a settimana, che ben si incastra col lavoro di insegnante…nella speranza che un altro cv per un super lavoro a tempo pieno con un contratto di 3 anni vada a buon fine… 

Let’s keep fingers crossed e avanti tutta 🤞🤞🤞

Ps: mio fratello è appena partito, ed io elaboro l’ennesimo saluto panificando!!! 

Pps: ieri ho iniziato a scrivere questo post col titolo “passin passetto”. Poi la mia amica C nonché per pura casualità vicina di casa a Perth per 6 mesi, in commento alla mia notizia del nuovo lavoro mi ha scritto: “passin passetto…la asfalti Perth“!!! 

E mi ha fatto morire anche per la coincidenza. Cara C, noi vi aspettiamo quaggiù 🤣


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Le mie “battaglie interiori” 

Ormai si sa che sono un animo complicato ed assai idealista. Per fortuna G con il suo lato più “quadrato” da ingegnere contribuisce a bilanciare i miei slanci 😉 

In pausa pranzo: corsetta intorno al lago

È da tanti anni che combatto varie battaglie interiori, cioè delle situazioni personali che non mi vanno bene ma fatico ad affrontarle ed a trovare una soluzione o almeno un compromesso

Da quando sono mamma, ovviamente la principale battaglia è “Carriera o Famiglia“.

Come Architetto, sono spesso tra due fuochi: uno è quello di tornare in un grosso studio e di fare carriera, a discapito ovviamente della famiglia. L’altro è quello di fare la libera professionista promuovendo la sostenibilità ambientale

Sono praticamente 10 anni che combatto queste battaglie e finalmente, nel giro di pochi giorni, ho fatto dei bei passi avanti

Lunedi mattina: brainstorming davanti all’Oceano

Innanzitutto ho smesso di cercare la soluzione definitiva ma ho accettato  il “momento“. La parola “compromesso” non mi piace. Il “momento”, grazie allo yoga, mi piace molto! 

Nel giro di 6 mesi mi sono ricreata una situazione lavorativa che mi soddisfa: lavoro al mattino come free lance, al pomeriggio sto con le mie bimbe e spesso dopo le 5 pm mi dedico ad attività di volontariato e workshop vari. Questo per ora soddisfa la parte di “carriera e famiglia”. Nel 2018 anche la piccola 3G andrà a scuola tutte le mattine e potrà frequentare il before school ed after school con la sorella maggiore, perciò potrei cambiare nuovamente i miei piani 😉 

Sul lato Architetto, è da 1 anno che non progetto nulla e la cosa non mi turba affatto!!! Sto studiando e conoscendo nuove persone e progetti interessanti, soprattutto con la scusa del mio nuovo blog ThinkAboutSustainability. Insegno seguendo un programma molto poco definito che mi da la possibilità di strutturare le lezioni come voglio, facendo ricerca per preparare le lezioni. Insomma, al momento mi va benissimo così! 

In “gita” con i miei studenti!

Il grosso studio di architettura per ora non mi manca. Tengo comunque gli occhi aperti se dovesse capitare qualche occasione super, anche a tempo determinato. Perché il contratto a progetto può avere anche i suoi lati positivi 😉 

Infine, mi sono resa conto che non ho più la voglia/motivazione di fare la libera professione alla Don Chisciotte. Sbattermi e farmi il sangue marcio per convincere le persone e le imprese di costruzioni a realizzare edifici in modo diverso, in questo momento non mi interessa. L’ho fatto per tanti anni in Italia, non me la sento di ricominciare di nuovo quaggiù! 

Invece mi piace molto promuovere tutto ciò che di positivo viene fatto da altri. Ecco che ThinkAboutSustainability come contenitore di novità per l’ambiente mi calza a pennello ed infatti gli sto dedicando molta energia e passione, nel mio nuovo ruolo autoassegnatomi di Sustainability Communicator! 

Ricca non divento di certo, ma per fortuna G mi regala la serenità di non dovermi preoccupare della questione economica…e poi con le mie nuove capacità culinarie, sto contribuendo sempre di più a ridurre le spese di famiglia. Anche questo era ovviamente un nodo fondamentale per la mia serenità: quante storie mi sono fatta perché mi sembrava di spendere e basta, come se passassi le giornate a fare shopping in Montenapo!!! 

La mia nuova passione: il pane fatto in casa. Che si incastra perfettamente con il mio lavorare da casa 😉

Maturare vuol dire anche questo? Voi che nuove consapevolezze avete raggiunto? 

Ps: per lo slancio ad iniziare a fare il pane devo ringraziare Drusilla che mi ha introdotto alle ricette di Misya. Le mie preferite: Pane integrale veloce e Pane di segale 


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Nel mio zaino per questo 2017

In questo inizio di 2017, sto mettendo nel mio zaino tante cose che mi piacciono e ne sono felice 😉 

Ecco le principali:

Senso di maggiore stabilità: in realtà non è cambiato nulla rispetto a prima in termini di certezze lavorative, però pian piano ci viene spontaneo dire che si, l’anno prossimo nostra figlia parteciperà di nuovo ai Nippers, che a Settembre andremo al Ningaloo Reef e che a Natale andremo in vacanza in Italia. Senza sempre essere in dubbio per qualsiasi attività del prossimo futuro. 

Il trofeo dei Nippers consegnato a tutti i partecipanti

Per me è un cambio di approccio molto ma molto importante! Credo abbia influito anche il fatto che siamo a metà strada per la cittadinanza, un grande traguardo per tutti noi ma soprattutto per il futuro delle bimbe. Starà poi a loro scegliere dove vorranno vivere, tra un “tris d’assi” di paesi bellissimi 😉 

Rimane sempre il dubbio di cosa fare dopo, perché al momento siamo scettici di fare passare l’adolescenza alle nostre bimbe in una città che è un’isola dorata all’interno di un’isola remota..ma per fortuna c’è ancora un po’ di tempo per decidere! 

I want to be… Here!

Comfort Zone: siamo sempre migliaia di km fuori dalla nostra comfort zone, ma pian piano certe cose stanno diventando “normali”. Certo aver visto sabato scorso a Rottnest un serpente velenoso (ci hanno detto) sulla spiaggia e ieri aver trovato un ragno Redback sul nostro terrazzo (questo di sicuro molto velenoso e pericoloso specialmente per i bimbi), ci ricorda che non siamo a casa nostra. Però anche questo ci ha turbato meno che se fosse accaduto 2 anni fa. 

HammerHead, una delle sculture di Sculpture by the Sea 2017 a Cottesloe. In tema wildlife australiana!!!

Fiducia in me stessa come professionista: sono passati 9 mesi da quando il mio ruolo nello studio di architettura è stato fatto “Redundant” cioè “ridondante” e ce ne ho messo di tempo per mandarla giù…Perché sono un filo permalosetta 😉 Finalmente ho accettato che non è stata colpa di nessuno, ma che il termine “Redundant” vuol dire proprio che non c’erano più lavori per la mia posizione, non che io non ero all’altezza. Nessuno fino ad ora è stato preso per rimpiazzare il mio posto. È solo che in questo momento non c’è proprio trippa per gatti negli studi di architettura! 

Grazie alla ritrovata fiducia in me stessa e del fatto che non ho niente da perdere, mi sono creata un ruolo da zero. Dopo mesi di dubbi su “cosa voglio fare da grande”, ho semplicemente preso il mio titolo professionale, quello che mi interessa e li ho uniti in un titolo che non esiste da nessuna parte ma che mi calza a pennello e tendenzialmente faccio ciò che mi pare 😉 

Giovedì scorso sono andata con una collega è  amica Svizzera ad una serata di Networking, con i miei nuovi bigliettini da visita, ho chiacchierato tranquilla, sicura di me e di quello che sto facendo. Il modo in cui ci si presenta fa l’80% del lavoro, tanto che settimana prossima ho un incontro con un developer (agente immobiliare e promotore di progetti). Non ho idea di cosa si parlerà. Io però sono consapevole di quello che so, di quello che mi interessa e vediamo se mi torna la voglia di avere a che fare con gli edifici. 

In futuro vivremo in delle lattine riciclate? Molte sculture erano su temi ambientali

Bilinguismo: le mie figlie volano che è una meraviglia. Il loro accento inglese è fantastico e non hanno alcun problema a scuola. Per l’italiano, tutte le ore che trascorro prima e dopo scuola stanno dando i loro frutti, specialmente con 3G che al momento non mescola le due lingue e sta imparando a coniugare i verbi correttamente. 

Oggi mi sono proprio resa conto di quanto sia utile il momento dopo scuola, in cui mi raccontano come è andata la giornata. Vivendo tutte le loro esperienze in inglese, capita spesso che alcune parole per descrivere un’attività siano inevitabilmente inglesi. Ecco che entro in gioco io, che le ascolto ed interessata rinforzo ogni frase con le parole italiane corrispondenti. Frasi del tipo: “ah, avete usato la pittura (paint) o la colla (glue)” oppure: “oh, oggi avete studiato i muscoli (muscles), bello!” In questo modo colmo subito una parte di divario tra le due lingue, o almeno ci provo!

Io sono sempre abbastanza confusa, nel senso che fatico molto a saltare da una lingua all’altra. Se sono al bar con italiani, 99 su 100 parlerò al cameriere in italiano. Però vedo dei miglioramenti in inglese, specialmente da quando ho iniziato a scrivere in inglese per il “box” sulla sostenibilità ambientale. Mi diverto un mondo, leggo, studio, ma soprattutto intervisto persone. Lo faccio per me, per promuovere la sostenibilità ambientale, mi sento utile e mi diverto un sacco!

Da quando ho iniziato a differenziare le bucce di frutta e verdura per il compost, la nostra pattumiera si è ridotta da quella grande a quella piccola…si vede che amo frutta e verdura 😉

Ritmi: a due mesi dall’inizio della scuola, con la grossa novità del Kindy per 3G, mi sento di aver preso il ritmo. Fondamentale sia per me che per G sono le ore di sonno che devono essere tantissime, come i bambini. Quindi ormai si cena tutti alle 18,30, bimbe a nanna alle 19,30 massimo le 20, noi a nanna alle 21,30 massimo le 22 per svegliarci alle 6,30 belli carichi. Basta solo che andiamo a dormire un’ora dopo ed il nostro cervello va in pappa, la pazienza cala e si finisce a schifio 😉 Anche su questo finalmente G ne ha convenuto, anche perché due volte a settimana lo spedisco in piscina alle 6 am…così vedi che alle 21,30 vuole andare a letto!!! 

Per i drop off al mattino e i pick up al pomeriggio delle bimbe dalle due scuole diverse ho trovato un’ottimo equilibrio con due care amiche mamme, così da ridurre le corse di qua e di là. Una nuova tata italiana che ha studiato per diventare cuoca ogni tanto mi aiuta sia con le bimbe che in cucina.

Crostata cangurosa

Le mie mattine sono sempre intense ma piacevoli. Il lunedi mattina presto è la mia pausa per fare il punto della situazione. Di solito caffè con le altre mamme,  spesa e programmazione per la settimana. Martedi, mercoledì e giovedì lavoro per preparare la lezione del venerdì e per scrivere di sostenibilità ambientale. Venerdì ho la mia lezione di Progettazione Architettonica di Interni con l’uso di Revit. Il lavoro più intenso di insegnamento del software mi pare si sia concluso e così posso dedicare 1h della lezione a revisionare i loro progetti e mi piace molto. Ovviamente appena posso introduco spunti sul risparmio energetico e la sostenibilità ambientale. 

In attesa dell’onda giusta…

Insomma, non si canta vittoria anche perché tra poco il Term scolastico finisce ed i miei ritmi salteranno per due settimane, però spero di continuare a riempire il mio zaino di cose positive 😉 

Buona settimana e avanti tutta! 

Passin, passetto…

Ps: sto anche intraprendendo un passo social, cioè ho creato il mio account su Fb come MammArch. Devo ancora creare la pagina del mio blog, ma spero di riuscirci a breve. Non sono un’amante di Fb, però penso che possa essere utile come luogo per condividere pubblicamente i miei consigli in tema trasferimento in Australia che al momento do privatamente via email o attraverso skype calls. 

NB: Ricordate sempre che io NON SONO un Migration Agent e NON DO consigli sui visti. 

Condivido solo la mia ESPERIENZA PERSONALE con chi è interessato! 


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Cosa bolle in pentola? 

Tante novità e tante sfide!!!  


Il tempo per raccontarle tutte ovviamente manca, ma tra una sbandata, alcune soddisfazioni e qualche “schiaffone” si va avanti, cercando di cogliere il meglio che questa pazza Australia ha da offrirci 😉 

Opera in the Park: quest’anno era il 50esimo. Splendido spettacolo e grande orgoglio italiano 😉

Tra poche ore la settimana ricomincia, con 3G che andrà al kindy dalle 8,45 alle 14,45 e 2G che invece va dalle 8,35 alle 15,05…in due scuole vicine (perché il kindy per mancanza di spazio è “off campus”), ma non abbastanza da andarci a piedi! 

È stampato su una mia maglietta, per non dimenticarlo!

Cosi MA vola da una parte all’altra e in mezzo ci piazza anche le sue attività lavorative. Il drop off al mattino è una gran fatica, il caffè subito dopo, in solitaria o con le amiche, è un miraggio, il pick up quando vedo i loro sorrisi è una grande gioia 😉 

Buona settimana a tutti! 


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Quando una donna va dal parrucchiere…

Quando una donna va dal parrucchiere…gatta ci cova! 

Per lo meno per me, che non amo andare dal parrucchiere, ma quando ci vado, vuol dire che c’è aria di cambiamento 😉 

Siamo rientrati a Perth da circa 10 giorni, la casa sta riprendendo forma (gli 80 kg di valige + 40 kg di bagaglio a mano dei nonni sono quasi stati sistemati), G ha iniziato un nuovo lavoro interessante ed “importante” ed è bello adrenalinico, 2G fa vita mondana e sportiva tra amiche e centro estivo, 3G non vede l’ora di andare a scuola…e io?!!? 

Obiettivo: sentirmi viva!

In questo momento sono dal parrucchiere, un nuovo parrucchiere in centro consigliato da un’amica ed anche questo è un bel segnale! 

L’inidizio che vi do è il seguente: in un momento di difficoltà ho cercato su google la voce “apatia per il proprio lavoro” e ho provato a rispondere a queste 10 domande: http://www.efficacemente.com/2014/03/cosa-fare-nella-vita/2/

Il risultato è stato lampante, lo avevo sotto gli occhi da tempo ma facevo fatica ad accettarlo, non so perché poi!!! 

Avanti tutta e speriamo di non uscire verde da questo nuovo parrucchiere 😉 


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Molte strade. Quale sarà la mia?

In questi due mesi di networking ed analisi del mercato di Perth, non ho fatto nessuna scoperta esaltante, anzi mi sono sentita ripetere il ritornello che Perth non è il posto giusto per quello che piace a me (sostenibilità ambientale e risparmio energetico, anche detti “buon senso” e “avere un minimo di rispetto per l’ambiente e le generazioni future”. L’Australia è uno dei paesi al mondo con il più alto  consumo di energia pro capita. La sua salvezza è che ci sono pochissimi abitanti!) e che non conta ciò che conosci ma chi conosci! 

Non lo definirei un risultato entusiasmante (!!!!), però durante questo mio percorso ho parlato e bevuto taaaaanti caffè con persone disponibili che hanno espresso la loro opinione sul tema e mi hanno consigliato varie strade ed altre persone con cui parlare. 

La mia ricerca non è finita, perché a gennaio ho in programma almeno un’altra decina di caffè, però sinceramente ad un certo punto vorrei provare ad intraprendere una di queste strade e vedere dove mi porta. 

Quale sia quella giusta per me, ancora davvero non lo so. 

Ecco le opzioni che si sono delineate finora. Nessuna ovviamente porta ad un posto di lavoro assicurato, sono tutte strade in salita e tortuose…se no che gusto c’è 😉 

1) Tornare in uno studio di architettura medio/grande, non appena il mercato riprende (e chi lo sa quando), con un ruolo che va dal Revit Drafter al Design Architect. 

Perché si: per avere un lavoro “certo” con orari fissi ed uno stipendio 

Perché no: perché la qualità dei progetti è mediamente bassa ed è un lavoro che richiede spesso ore extra

Voto: 5

Offerte di lavoro: per ora poche, ma il mercato sta migliorando 

2) Entrare in uno studio medio/piccolo che realizza progetti di maggiore qualità, magari anche con un occhio alla sostenibilità ambientale ed  al risparmio energetico. Peccato che anche qui la crisi si sente e che a Perth le persone sono molto ignoranti in tema di risparmio energetico. Morale ci sono pochi clienti “illuminati” e quindi pochi studi con questo target 

Perché si: per provare a far parte di un bel progetto 

Perché no: forse per il rischio di voler uccidere il cliente ricco ma poco illuminato che pensa solo alla piscina ed alla sala tv con aria condizionata a bomba!!! 

Voto: 8

Offerte di lavoro: pochissime  

3) Assistant Project Manager: a distanza di 6 mesi ho fatto un secondo colloquio con una piccola azienda di Project Management. Il direttore mi ha preso in simpatia ed è rimasto colpito dal mio cv. Quello che potrebbe essere il mio superiore, però, dichiaratamente non mi ha preso in simpatia e non so davvero perché!!! 

Perché si: perché ho buone doti da Project manager ed è da un po’ di anni che vorrei provare a fare questo lavoro

Perché no: perché non ho percepito un grande amore nei miei confronti da parte del Project manager a cui dovrei fare da assistente… 

Voto: 7

Offerte di lavoro: in teoria “il posto è mio”, peccato che la società prima debba vincere il contratto per il nuovo progetto e negli ultimi 6 mesi non gli è andata gran bene!! ! 

4) Consulente energetico da libero professionista, come facevo in Italia. Il problema è, come anticipavo, che non c’è la cultura né dei clienti né tantomeno delle imprese costruttici

Perché si: perché penso che sia doveroso costruire e ristrutturare pensando ai consumi energetici, specialmente qui dove ci sono tantissime villette


Perché no: perché sarebbe una guerra persa quasi in partenza e da sola, in un paese che non è il mio, è davvero troppo! 


Voto: 4


Offerte di lavoro: quasi zero


5) Sustainability Officer, cioè il responsabile della sostenibilità ambientale per un comune. Ruolo più gestionale e sociale, completamente staccato dal mondo dell’architettura. 


Perché si: per provare qualcosa di nuovo e lavorare per lo stato  australiano. 


Perché no: c’è il rischio di stufarmi  della burocrazia e del modus operandi di un “posto pubblico” 


Voto: 7


Offerte di lavoro: circa una al mese, peccato che per ora mi abbiano sempre scartato. Oggi ho ricevuti l’ultimo no, ho chiesto maggiori dettagli e mi hanno detto che hanno ricevuto 70 cv per un posto e solo 4 faranno il colloquio. Io non ero una dei 4! Non avendo titoli di studio australiani, purtroppo la vedo moooolto dura


6) Insegnare nell’ambito dell’architettura e della sostenibilità ambientale, probabilmente iniziando con corsi per software di disegno come Autocad e Revit


Perché si: ho esperienza di insegnamento in Italia a colleghi che volevano diventare certificatori energetici e mi è piaciuto


Perché no: per la mancanza di contatto con la realtà della progettazione e costruzione, ma soprattutto per la totale incertezza lavorativa. All’inizio se va bene potrei fare la supplente chiamata all’ultimo secondo


Voto: 8


Offerte di lavoro: quasi zero, ma tramite networking che rasenta lo stalking, forse qualcosa troverò!!! 


7) Fare un Phd (dottorato di ricerca). Dato il mio cv, l’unico percorso di studi ulteriore che avrebbe senso, soprattutto qua dove quasi tutti ottengono solo il Bachelor Degree (laurea triennale), sarebbe il Phd. Nessuno me lo ha “offerto”, dovrei conquistarmelo tirando fuori le unghie ed impegnarmi assiduamente per i prossimi 4 anni…


Perche si: per ottenere un titolo riconosciuto a livello internazionale e poter insegnare anche in altre nazioni 


Perché no: perché quattro anni sono lunghi, molto lunghi, e dopo non si ha la certezza di avere un posto di lavoro assicurato all’università e si rischia di essere troppo qualificati per tornare in un’azienda! Inoltre dovrei rifare l’IELTS, ma questa volta Academic e prendere almeno 7. Forse è la volta che miglioro il mio accento?!!!? 


Voto: 5/6


Offerte di lavoro: poche! 


8) Sustainability manager in un’azienda/studio e/o responsabile di certificazioni “green”. Ancora devo capire bene questo ruolo. A gennaio dovrei riuscire a parlare con una collega che ha questo ruolo in uno studio. 


Perché si: per rimanere nell’ambito dell’architettura/costruzioni ed occuparmi di sostenibilita ambientale 


Perché no: potrei essere la solita rompiscatole che si occupa di cose che non interessano (ahimè) a nessuno 


Voto: 7,5


Offerte di lavoro: fino ad ora, mai viste! 


9) Inventarmi un lavoro di “nicchia” in base alle mie capacità e competenze. Ovviamente qualcosa ho già in mente, ma se la crisi non passa, qualunque iniziativa è dura! 


Perché si: perché in fondo sono una libera professionista “nata” che ama la sua indipendenza 


Perché no: ritrovarmi di nuovo a lavorare da sola, da casa, in una lingua che non è la mia…ma non deve essere per forza così, posso sempre escogitare qualcosa 😉 L’ostacolo principale è la crisi 


Voto: 7


Offerte di lavoro: devo creare io una nuova esigenza! 


Infine potrei cambiare completamente ramo e:


A) Insegnare italiano 

B) lavorare con un migration agent 

C) fare “solo” volontariato


Di base ho la grandissima fortuna di poter contare sul supporto economico ed emotivo di G, cosa che mi da il lusso di cercare il lavoro che più mi piace. Ovvio che se le condizioni dovessero cambiare, mi rimboccherei le maniche e farei qualsiasi cosa! 


Al momento approfitto di questa condizione privilegiata, con l’obiettivo però di fare una scelta. 


Ecco quindi la mia top 3 di possibili lavori nel campo dell’architettura:

Primi ex equo: Studio di architettura  medio/piccolo ed insegnare tematiche architettoniche (voto 8)


Terzo: Sustainability manager (voto 7,5)


E voi che vedete la situazione dall’esterno, cosa ne lo pensate? 


Grazie 😉 



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Freelance, again! 

​Ci sono mattine in cui mi sento alla deriva.
Stanca da notti non proprio tranquille, svegliata presto da G che super esaltato va due mattine a settimana in piscina per ottenere il Bronze Medallion, ma soprattutto prosciugata dai miei mille pensieri su cosa farò “da grande” o semplicemente cosa farò domani mattina 😉
Il senso di spaesamento mi coglie di solito subito dopo aver lasciato le bimbe ad asilo ed a scuola, ma quasi sempre lo colmo proponendo all’istante un caffè alla mia amica M, mamma della migliore amica di 2G.
È lei in questo ultimo mese, da quando è partita la mia cara amica italiana ML, con cui passo la maggior parte del mio tempo libero ed è bello perché siamo in sintonia nonostante la differenza di lingua e di cultura (lei è di Perth al 100%).
Abbiamo molti elementi in comune, oltre alle figlie migliori amiche già dallo scorso anno: gli studi fatti (lei è Industrial Designer), la fatica a trovare un lavoro nel nostro campo che ci piaccia, la necessità di licenziarsi spesso (anche io da giovane ero così, ora che ho più esperienza non accetto nemmeno certi lavori dove so che tanto non durerei molto!!!) e la passione per l’ambiente e la sostenibilità ambientale (tanto che lei nel giardino produce il compost ed io le passo le mie bucce ;))
Stamattina M era impegnata, io sono salita in macchina e mi son detta…”E ora?!!?”
Con la scusa di alcune commissioni da fare per la festa di compleanno di 2G che si avvicina, sono andata a bere il caffè dalla mia amica che lavora ad un bar vicino a casa. Lei è super schietta e troppo simpatica, con il suo marcato accento romano. Mi ha visto arrivare, mi ha preparato un ottimo caffè macchiato e mi ha detto: “ma vattene al mare te che puoi!”

Pausa pranzo con vista!

E così ho fatto le mie commissioni, ho aggiornato dopo ben 5 mesi il mio profilo su LinkedIn, accettando il fatto di essere tornata freelance…ed eccomi qua!
Le mie parole chiave di questo periodo?
Oceano, Sushi e Yoga!

M mi ha anche insegnato a preparare il sushi

Ps: mi sono appena resa conto dell’importante differenza tra il termine Free-Lance, che ho usato oggi per la prima volta, e Self-Employed, termine che ho sempre usato durante i miei impegnativi anni di libera professione…che abbia finalmente trovato una chiave di lettura? Chissà 😉