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L'avventura di una famiglia expat in Australia (forse)


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Libertà o Incertezza

Siamo tornati in Australia che sembra ieri, ed invece siamo già a Marzo!
È passato quindi un mese e mezzo, 6 weeks come piace tanto dire qui perché è considerata l’unità di misura minima per qualsiasi cosa.

In questo caso posso dire che dopo 6 weeks ci siamo riambientati, siamo entrati nella routine della scuola, della vita senza au pair ma con babysitter, della corsa al mattino presto e dopo l’ufficio per far quadrare capra e cavoli.

Il sentimento principale della settimana è stato però nuovamente la profonda incertezza.

Qui tutto è sempre in movimento ed è una cosa che mi piace, anche se a volte tutto va davvero troppo veloce!!!

A lavoro io devo cercare di chiudere il progetto di cui mi sto occupando da prima di Natale e presentare l’equivalente della nostra DIA. Sono ad un punto in cui ho perso abbastanza l’interesse, non ho più grandi idee e se qualcuno mi desse una mano ne sarei felice. Peccato che venerdì mi abbiano comunicato che lunedì mi avrebbero spostato di nuovo di scrivania, non solo io ma tutti quelli della mia area, per ricreare gruppi omogenei di persone che lavorano insieme sullo stesso progetto o su stesse fasi di progetti diversi.

Io non mi sposto di molto, ma perdo la vicinanza della mia collega tedesca V. Dopo L, la collega sudafricana dei primi mesi, ora era lei il mio pilastro a cui chiedere consigli su Revit, sul progetto in generale e su come muovermi in certe situazioni. Non è una tragedia, potrò sempre andare a chiederle consigli, ma sarà più difficile.

Dovrò invece “ricominciare” il lavoro di capire i miei nuovi vicini di banco, farmi apprezzare ed aiutarli nella speranza di ottenere supporto. Alla fine del 2015 ottenni il supporto di V dopo che la aiutai molto nel suo progetto, rimanendo anche oltre il mio orario di lavoro, perché in ufficio nessuno ti regala niente!
Una delle mie nuove vicine è J, ovvero la figlia del fondatore di tutti gli studi…un osso più duro non mi poteva capitare!!!
Quindi addio radio Deejay, WhatsApp solo per le emergenze con le tate, testa bassa e lavorare!!!
Anche perché suo marito ha appena preso in mano le redini dell’ufficio e mi sembra uno in gamba intenzionato a fare bene.

G dal canto suo è in totale balia del suo lavoro, perché non si sa ancora nulla del suo futuro. Ogni giorno qualche collega viene licenziato o spedito in cantiere o in piattaforma. Non sappiamo cosa toccherà a G e la cosa più difficile è aspettare, mantenendo i nervi saldi per non fare mosse sbagliate!

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Nonostante tutto: Auguri G

Insomma, a volte tutto questo movimento mi piace: gente che parte, che cambia lavoro, che si trasferisce altrove. Mi fa sentire libera di fare ciò che vogliamo.

A volte mi sento tremare la terra sotto i piedi, ogni volta che raggiungo un piccolo equilibrio qualcosa cambia, che siano i compagni di lavoro, gli amici o le babysitter (forse la super svedese, che sa anche cucire, non riesce a rinnovare il suo visto e dovrà lasciare l’Australia…settimana prossima 😦 ) ed ogni volta c’è una nuova sfida da affrontare. Ecco, a volte mi sembra di affogare in un mare di incertezze e piccole difficoltà, con la paura di non avere la forza di continuare a galleggiare ed a mantenere la rotta.

Credo che questo sia il quesito più vivo in questo momento: sarà sempre così? Dovremo solo farci il callo ed abituarci? Oppure ad un certo punto saremo talmente stanchi che non avremo più la forza di tenere il ritmo?

Il week end è stato emotivamente impegnativo. Oggi per fortuna a lavoro è andata abbastanza bene.

Incrociamo le dita e andiamo avanti!

Ps: mentre caricavo questo nuovo post, ho visto il titolo del post precedente, un post carico di positività e l’ho scritto solo una settimana fa!!! Si tratta di un perfetto esempio della costante montagna russa che stiamo vivendo 😉


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Ritrovata leggerezza

È da una settimana che siamo tornati ad essere in 4.

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Autoritratto di 2G

Non è stato facile, ho iniziato a correre come una matta, ad anticipare la sveglia al mattino, 3G ha ricominciato a svegliarsi due/tre volte per notte, una Babysitter ci ha ammaccato la macchina… Ma nonostante tutto sono contenta!

Sono contenta di essere più presente, di occuparmi di più delle mie figlie, nonostante la maggiore fatica per me, e
non so perché e per come, ma in casa si respira un’aria diversa, c’è molta più coesione, supporto e leggerezza!

Anche con le bimbe siamo più pazienti e ci sforziamo di trovare dei diversivi perché non ci sono altre opzioni: a scuola/asilo devono andare perché io devo andare a lavoro, le commissioni vanno fatte tutti insieme perché non ci sono alternative. Loro lo sanno, noi lo sappiamo e c’è un solo modo per “sopravvivere” : fare squadra!

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Scampoli di Oceano

Godiamoci questa nuova fase e avanti tutta! 😉


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“Take it Easy and Make the Best of it!”

È quasi un mese che siamo tornati a Perth e non è stato facile.
È stato strano, perché nonostante avessi avuto fin da subito la sensazione di essere tornata a “Casa”, abbiamo iniziato ad annaspare.

Ammetto quindi che ci sono rimasta un po’ male del fatto che ci fosse di nuova grande stanchezza in famiglia, momenti di sconforto e di critica/paragone tra il “nostro” modo di vivere/fare le cose ed il modus vivendi di Perth. Io stessa sono cascata nella trappola del paragone, nonostante lo sapessi che è una delle cose peggiori da fare.
Ecco che le fasi Expat esistono davvero: io speravo di essere già nella Fase 3 della Regolazione, invece siamo regrediti alla Fase 2 dell’Alienazione. E la cosa più difficile è che i vari componenti della famiglia possono trovarsi nello stesso momento in fasi diverse!!!

Per fortuna ci siamo resi conto, grazie anche agli amici Expat con più esperienza di noi, del piccolo tunnel in cui ci eravamo infilati e siamo pronti a rimetterci in carreggiata 😉

La nostra au pair E. è partita oggi alla volta di Bali e poi continuerà la sua avventura verso la costa est. Il bilancio con lei è stato super positivo: le bimbe la adoravano, lei era super disponibile e di aiuto in casa.
La difficoltà maggiore per me è stata la “responsabilità” di avere un’altra persona a cui pensare e a cui dare supporto nell’adattarsi a vivere a Perth. Già io e G stiamo facendo la nostra bella fatica, le bimbe ovviamente hanno bisogno aiuto…energie per aiutare anche E sotto questo punto di vista proprio non ne avevamo!!!

Nell’ottica di pensare positivo e di goderci al meglio tutto ciò che questa esperienza di vita a Perth ci sta offrendo (e con la scusa che E è partita), proverò a “preoccuparmi” meno di come stia andando il nostro inserimento a Perth, se il capriccio delle mie figlie in realtà nasconda il desiderio di avere i nonni vicini, se le giornatacce di G a lavoro possano mettere in discussione la nostra permanenza qui.

Proverò a godermi le mie giornate, accettando sia le cose positive che quelle negative, e tra un mesetto potrò fare un punto della situazione per vedere come stiamo andando 😉

Ricordandomi però che contemporaneamente ora inizia un’altra fase: due nuove Babysitter e la corsa tra nido, scuola e lavoro… Ahhhh!!!

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Buon S. Valentino


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44 gatti…anzi no, 44 gradi!

Ebbene si, siamo appena sopravvissuti alla settimana più calda degli ultimi 80 anni della storia di Perth, non tanto per la temperatura massima raggiunta (42 gradi al termometro, 44 percepiti) quanto per la durata: 5 giorni di seguito!

Io sono miracolosamente sopravvissuta, forse è tutto il sodio nell’acqua che mi tiene su la pressione, chissà!
Anche le bimbe hanno retto, praticamente segregate dentro con l’aria condizionata ed un giorno ho fatto bigiare scuola a 2G e le ho mandate insieme con la au pair in piscina.

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Il nuovo centro acquatico di Bold Park con piscina all'ombra per i bimbi

Da ieri E ha iniziato a fare affiancamento alle mie tre balde nuove tate. La prima, quella per le emergenze, è meglio che faccia ancora pratica prima di guidare con le bimbe a bordo. La seconda, in teoria la più esperta, ha bozzato la nostra macchina ed ora non vuole più guidarla. Tutte le speranze sono di nuovo puntate sulla svidisa!!!

A lavoro io procedo bene, ovviamente ora devo concludere questo progetto e presentarlo in comune. Il mio capo inoltre ha spostato il meeting settimanale del mio gruppo a lunedì mattina alle 8,30, giorno in cui devo portare io le bimbe a nido e scuola. Il nido alle 8 è già aperto, la scuola apre alle 8,30… Volo? Dono dell’ubiquita’?
Nemmeno la mamma che abita davanti a scuola mi può aiutare perché il lunedi attacca presto anche lei. Ammetto che un po’ di agitazione mi sta salendo.

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Un po' di frescolino!

Comunque vediamo come va, al massimo iscrivo 3G al pre scuola, anche se per 15 minuti e prenderò una tata che prenda 3G il pomeriggio alle 17 al nido… Di più non posso fare!

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Il più bel regalo del giorno!

Ora mi godo il mio pomeriggio di libertà con le bimbe al mare e speriamo che domani non ci siano altre sorprese 😉


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“Scegli le tue battaglie”

Lo sfogo di venerdì sera sul blog mi ha fatto bene. I commenti dei lettori anche, e così sono ripartita!

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Zen come una sfinge...ma se azzanno!!!

Sabato mattina giro alla Toy Library per fare il cambio di giocattoli e poi via al mare a City Beach che ormai è il nostro punto fisso: c’è il bar, i bagni, l’ombra, il parco giochi, i bagnini e l’Oceano…perfetto direi 😉

Mentre aspettavamo il cappuccino take away (ordinato senza zucchero e senza cacao secondo le mie nuove “ricerche” in tema di cibo e salute….praticamente farei meglio a non ordinarlo nemmeno!!!), il mio sguardo è andato a posarsi sui movimenti del barista: faceva un caffè alla volta, ogni volta montava il latte praticamente da capo, tempo di attesa per un cappuccino almeno 7/8 minuti!

Il bar dove andiamo è di una signora italiana e prima di natale gran parte del personale erano ragazzi italiani e sarà un caso ma il rempo di attesa era molto diminuito. Poiché in un momento di crisi l’anno scorso avevo chiesto anche a questa signora aiuto per trovare una tata, meglio se italiana per la lingua delle bimbe, ho saputo da una di queste ragazze che la signora ora non vuole più ragazzi italiani a lavorare nel suo bar perché ce n’erano troppi e si stava creando troppo un gruppetto.
Il morale della storia? Anche se il servizio era molto più rapido, siamo comunque in Australia ed il personale è giusto che sia multietnico altrimenti diventa un bar di “italiani”

Il secondo elemento di riflessione è stato un commento fatto ieri dalla mia amica e collega Svizzera, quella del” cerco di non pensarci per non soffrire”. In realtà lei ha detto testualmente: “cerco di non fare paragoni, di fare tabula rasa”. Oggi quelle sue parole mi sono tornate in mente e mi sono resa conto che in realtà noi stiamo continuando a fare paragoni, notando come i colleghi si approcciano al lavoro, come viene preparato un caffè e così via.

Sono paragoni fatti in buona fede, non per criticare ma per analizzare e capire in modo critico, ma sono sempre paragoni che mal si addicono con lo spirito expat di adattamento e portano solo nervosismo e stanchezza mentale.
Lo scorso anno, a parte alcuni momenti di difficoltà, mi ero principalmente focalizzata sull’apprezzare le cose positive e tutto ciò che stavo imparando e vivendo, cercando di non dar troppi peso a tutte le cose diverse che mi lasciavano perplessa.

Anche sul tema “confronto su temi importanti”, oggettivamente con quante persone nate in Australia ho fatto amicizia? Credo solo due. Tutte le altre persone che conosco sono neo australiane o lo diventeranno a breve, pertanto sono persone con mentalità diverse che probabilmente hanno maggiormente il desiderio di capire meglio questo paese come noi. Sono immigrati in cerca della loro strada come noi.

Forse gli australiani preferiscono discutere di temi importanti dopo qualche birra: io ai venerdi sera di aperitivo in ufficio non rimango quasi mai perché a) vado dalle bimbe b) se bevo alle 5 collasso c) sono super stanca e capisco poco d) se loro hanno iniziato a bere e gli si scioglie la lingua…io non capisco più una ceppa di niente!!!

Quindi giusto sfogarsi ma anche ricordarsi che noi siamo i nuovi arrivati e non dobbiamo nemmeno troppo rompere le scatole!
Tra l’altro grazie al cielo che mediamente a lavoro le persone non si sbattono troppo e sono meno critiche e propositive…altrimenti mica ci avrebbero preso a lavorare, arrivati bel belli senza conoscere granché dell’Australia e con una accento italiano che fa pietà 😉

Questo non vuol dire che voglio spegnere il cervello e fare tabula rasa, ma prendere gran parte delle cose “così come vanno”, tipo il tempo di attesa per un caffè, ed indirizzare le mie energie verso ciò che ritengo più importante.
Un po come con 3G quasi treenne, testarda come un mulo: combattere su tutto è impossibile, meglio “scegliere le mie battaglie!”

Anche il fatto di cambiare città dopo due anni, si può fare, ma vuol dire ricominciare da capo, dover capire una città, chi ci abita, la mentalità che sarà di nuovo diversa, farsi conoscere sul luogo di lavoro per poter così pian piano poter dire la mia. L’anno scorso, dopo uno dei miei pippoti in tema ambiente, un amico in giro da anni per il mondo mi disse: “porta pazienza, scala la catena alimentare dello studio e vedrai che ti daranno retta”. Io per ora mi sento un plancton un pochino cresciuto, non sono più invisibile ma nemmeno un colosso a cui gli altri danno retta più di tanto.

Insomma, siamo appena tornati quaggiù, dobbiamo riprendere il ritmo e dosare le forze, quindi nuovo mantra: “Scegli le tue battaglie” e vediamo come va questa relazione con la nostra fidanzata Perth ed i nostri lavori 😉


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Habemus Tatam

Anzi Tatas!!!

Dopo 7 giornate di ricerca sfrenata ed aver intervistato circa 14 ragazze, ieri ho definito le due nuove tate.

Avremo A. ragazza svedese di 24 anni, in Australia da due anni, che parla un ottimo inglese e dovrebbe stare a Perth un altro anno con lo student visa.
Poi avremo G. (tanto per cambiare iniziale!!!) ragazza italiana di 27 anni, a Perth con il suo fidanzato che ha lo sponsor visa e dovrebbero rimanere per un po’.

A. mi copre il martedi ed il venerdì. G. mi copre i giovedi.
La mamma della migliore amica di 2G dovrebbe prenderla dopo scuola il lunedì ed il mercoledi mentre 3G è al nido.
Loro però a breve andranno due settimane in vacanza, perciò sto concludendo con un’altra tata di back up per le emergenze…facile no?!!?

Domenica prossima E parte ed io incomincero’ a correre di qua e di là. Vediamo come va 😉

Il rientro a lavoro mi ha dato molte soddisfazioni perché sto coordinando i mille consulenti del mio progetto, che dopo cotanta ricerca e coordinazione di Babysitter mi sembra quasi facile!!!
I consulenti sono talmente tanti che la mia collega iraniana nuova arrivata come me mi ha chiesto: “ma quindi tu cosa fai???”. Bella domanda!!!

Mi dispiace dirlo perché suona molto come quella che sputa nel piatto in cui mangia, ma i nostri dubbi verso alcuni modi di pensare e fare politica a Perth continuano a lasciarci molto perplessi.

Io provo a dire quello che penso, probabilmente mi sbaglio e fa parte del mio choc culturale, non lo so, ma davvero provo dei forti contrasti dentro di me, tanto che a volte vorrei essere meno sensibile e godermi di più le mie splendide giornate.

Il primo grosso punto di domanda, come ormai ben sapete, è legato allo sviluppo urbanistico, ovvero le tante costruzioni in corso in città che tra l’altro sono ciò che mi permettono di avere un lavoro!!!

Prima domanda è: per chi le fanno?
Va bene volersi bene, ma o pensano che ci riproduciamo come conigli, o aprono le frontiere, perché non c’è così tanta gente che vive in Australia per giustificare tutti questi condomini che stanno costruendo.
Inoltre in Western Australia non si produce granché, il reddito si basa principalmente sull’oil & gas ed il mining che stanno raggiungendo minimi storici….chi comprerà queste case ed appartamenti?

Io sono quasi l’unica in ufficio ad essermi letta un “bellissimo” studio sul futuro di Perth (chiamato Perth & Peel) e di come raddoppierà la sua popolazione.
The Perth and Peel regions are projected to grow to 3.5 million people by 2050 – an increase of almost 70 per cent on our current population. Supporting this growth and delivering an efficient and liveable city while protecting our unique natural environment is a significant challenge.”  
Scopro ora che lo hanno rinominato Perth & Peel Green Plan!!!

Non c’è che dire, a fare marketing sono molto bravi, peccato che le loro stime a mio parere non abbiano grandi fondamenti. Però in questo modo si sono creati da soli uno studio di riferimento che poi citano ogni volta come fosse la “Bibbia” per cambiare gli indici urbanistici e quindi costruire di più, vendere nuovi terreni (per lo più aree verdi) e così via.
La qualità delle nuove costruzioni poi è davvero pessima ahimè!

Forse sono troppo critica o non ho capito niente. Se qualcuno ha maggiori informazioni per favore che mi scriva un bel commento.

Da brava rompiballe ho provato a chiedere in ufficio ai miei colleghi cosa me pensassero. Sembra che nessuno l’abbia letto e che non siano interessati.

Oggi ero a pranzo con una amica ed architetto Svizzera che è in Australia da 6 anni. Prima viveva a Sydney e lavorava come architetto, poi arrivata a Perth non ha trovato quello che si aspettava e si è messa a fare altro.
Le ho chiesto chiaramente: tu come ti rapporti con queste cose e lei mi ha schiettamente risposto: “dopo un po’ impari a non ” soffrire” e cerchi di non notarle più ”

Però il mio progetto è su un sito contaminato e non è richiesta la bonifica ma ci si costruisce sopra… Peccato che siamo a 300 metri dal mare!
Suo marito lavora nell’ambito della geologia e sta seguendo delle nuove costruzioni vicino al fiume. Si tratta di nuovo di terreni inquinati che non vengono bonificati e c’è forte rischio che le schifezze varie percolino verso il fiume.

Ma noi diamine qui ci viviamo, al week end tutti al mare…nessuno se ne rende conto??? Forse sono davvero troppo sensibile, dovrei bere una birra in più e rompere meno le palle…chissà!

E ancora la nuova moda di costruire villette e case a schiera sfruttando il più possibile il terreno, quindi zero giardinetto davanti casa e molto piccolo dietro. Le pubblicizzano come “zero maintenance houses”… Però io quando torno a casa dopo lavoro faccio una passeggiata rilassante lungo la mia via e sono circondata dal verde e dagli uccellini.

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La via dove abitiamo a 15 min dal centro e 15 min dall'oceano!

Io stessa però vivo in un appartamento al primo piano che di verde non ha nulla, non nella villetta sgarrupata con tanti alberi ma anche ragni e scarrafoni annessi…quindi forse dovrei farmi prima un esame di coscienza?

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Una casa su un lotto d'angolo: molto ambito da chi vuole costruire due villette in un colpo solo. E quei bei alberi?

G da bravo ingegnere razionale è molto più lineare: “qui la natura è strepitosa, tutto ciò che è costruito fa schifo”. Giudizio abbastanza lapidario e generalista, ma un fondo di verità c’è: purtroppo gli edifici nuovi sono costruiti al super risparmio, l’edilizia esistente e davvero “vecchia” senza isolamento, vetri singoli, nessun vespaio areato. Per forza a Perth tutti stanno sempre all’aria aperta: se c’è il sole in casa schiatti di caldo, se fa freddo ti ghiacci le chiappe!!
O vivi con l’aria calda/condizionata accesi (se ce li hai) o esci e cerchi refrigerio/tepore da qualche altra parte!
I consumi energetici pro capite sono i più alti al mondo, più che Stati Uniti e Cina… Ci si salva solo perché siamo pochi!!

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Le nuove case che sfruttano tutto il lotto, senza verde davanti. Tra l'altro sono costruite pure male: dopo solo un anno i balconi sono già un po' scrostati...grrr!

In ultimo il tema educazione delle nostre figlie. Noi siamo stati molto contenti dello scorso anno scolastico di 2G. Vedremo quest’anno come sarà.

Le nostre esperienze a lavoro con i colleghi tendenzialmente nati e cresciuti qui sono però alquanto disarmanti. Nessuna iniziativa, presa di responsabilità, spirito critico e voglia di provare a fare qualcosa di diverso.
A scuola invece vengono spronati, stimolati a fare bene, a volte il fatto di ottenere un premio se svolgono il lavoro bene mi sembra quasi eccessivo. Puntano molto sulla fiducia in se stessi, sul public speaking… E poi? Dove perdono tutta l’energia che hanno da piccoli?

A pranzo spesso mi capita di incontrare qualche collega, soprattutto quelli più giovani, che mangiano al parco. Io cerco di chiedere loro informazioni in modo educato, di capire cosa ne pensano, ma non ottengo grandi risposte. Sicuramente non sono tutti così, forse sono abituati ad un approccio più blando…non lo so!

Mi ha consolato però sentire da una cara coppia di amici e colleghi sudafricani, che anche loro erano convinti che in Australia fossero all’avanguardia in ambito risparmio energetico e sostenibilità ambientale. Invece arrivati qui hanno avuto una brutta sorpresa.
Di sicuro sono molto bravi a farsi pubblicità ed “esportano” solo quello che gli fa comodo!!!
Insomma non so chi ha presente l’architetto Glenn Murcutt che io citai più volte nella mia tesina del terzo anno. Famosa la sua frase “Touch this earth lightly” … ecco, lo posso pure dimenticare!!!

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Uno schizzo di Glenn Murcutt

Foto tratta da qui

Cercando di essere costruttivi e tenendo ben a mente il nostro obiettivo a medio termine, che è la cittadinanza per le nostre bimbe e anche per noi (perché chissà se tra 30 anni decideremo di fare i pensionati a Perth 😉 ), sto iniziando seriamente a valutare l’opzione di spostarci in futuro verso la costa Est, per scoprire meglio quest’immensa australia e non avere una visione limitata.

Chissà, vedremo gli sviluppi lavorativi soprattutto di G!

Io dopo questo post super pallosso, che solo chi mi vuole davvero bene avrà letto tutto, vado a dare un bacino alle mie bimbe che dormono e domani MAAAAARE, che sono previsti 39 gradi!!!

Buon week end a tutti 😉

Ps di questa mattina: perché mi infervoro così tanto? Perché soffro così tanto?
Solo perché amo la natura e perché mi dispiace vedere un luogo fantastico venire distrutto, o forse perché in fondo in fondo qui sto bene e vorrei poter mettere le mie radici?
Ci provo a vivere guardando il lato positivo delle cose e apprezzando solo il meglio, ma mi sembrerebbe di essere ipocrita e pure un po’ opportunista!

Non so, di sicuro in ogni parte del mondo ci saranno cose positive e cose negative e non vorrei vagare come una trottola in cerca del luogo perfetto…vorrei trovare un equilibrio ed avere il “mio” luogo, chissà!

Intanto 3G fa pipi e popò alla grande sul water ed è uno spettacolo come parla 😉