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L'avventura di una famiglia expat in Australia (forse)


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Settembre è tempo di migrare

Ormai iniziavamo a perdere un po’ le speranze, nel senso che eravamo “certi” che sarebbe arrivato prima o poi, ma il quando stava diventando davvero impegnativo da sostenere, specialmente dopo l’ennesimo contrattempo burocratico: le fedine penali caricate online il 10 Settembre non erano mai state ricevute dal nostro Case Officer!

Ma al fin, dopo una telefonata strategica ad Adelaide, questa mattina all’alba…rullo di tamburi…

E’ ARRIVATO IL VISTO 189 per tutti e 4….e sull’ultima riga c’è scritto: “Period of stay: INDEFINITE”!

Precisamente il 30 Settembre 2014 alle 8 a.m. ora italiana, una data che non dimenticheremo facilmente 😉

Che dire, forse non ce ne siamo ancora del tutto resi conto.
Oggi si festeggia e da domani iniziamo a rispondere a raffica a tutti gli annunci di lavoro e speriamo in bene 😉

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Realtà e Aspettative

Più del 30% di expat (inglesi) in Australia dopo un certo periodo rientrano in UK, perché nonostante tutti I pro della vita DownUnder, le differenze culturali sono molte e perché in fin dei conti “casa è sempre casa”.

Dato questo presupposto, noi stiamo cercando di prepararci il più possibile a questa avventura, onde evitare dopo un paio d’anni di tornare indietro con le cosiddette “pive nel sacco”, affrontare la sensazione inevitabile di “aver fallito” e doverci riambientare in Italia, soprattutto le nostre bimbe.

Ovviamente non sarà mai possibile sapere come sarà vivere laggiù finché non lo proveremo in prima persona ed il nostro viaggio di 8 anni fa ci ha permesso di avere solo un piccolo assaggio della realtà australiana, ma grazie alla rete e soprattutto ai blog è possibile farsi un’idea di quali sono I pro e contro della day-to-day life.

Ho quindi iniziato a studiare vari siti web e numerosi blog, specialmente di famiglie con bimbi, sia in australia che nel resto del mondo, per avere un’idea delle difficoltà e delle gioie più comuni tra le famiglie expat.

Queste le maggiori differenze (non in ordine di importanza) annotate finora tra lo stile di vita europeo e lo stile Aussie nel Western Australia:

1- La struttura delle città: non esiste un centro storico ma solo un CBD (Central Business District) dove si lavora ed immensi quarteri residenziali (Suburbs) dove si vive.

2- Dato il punto 1, il pendolarismo (Commuting) è all’ordine del giorno. Capire in quale quartiere andare a vivere diventa fondamentale, onde evitare di doversi svegliare tutte le mattine alle 5am per andare in ufficio

3- La vita è molto costosa, apparentemente più delle grandi città italiane. I costi più elevati sono:

–  l’affitto

– la scuola, se scelta privata: da capire ancora la qualità della pubblica

– la scuola materna e gli asili nidi privati: non ci sono asili nidi pubblici e la materna pubblica inizia dai 4 anni.

4- Il lavoro è mediamente ben retribuito, in proporzione alle proprie capacità ed al proprio impegno! La formazione continua è considerata un plus dalle aziende e viene spesso agevolata.

5- La distanza da casa, dagli affetti e dagli amici

6- Il senso di isolamento: per visitare un’altra città bisogna prendere l’aereo e spostarsi un bel po’, con minimo 2/3 ore di fuso orario

7- Gli animali “esotici”: da quello che ho letto non bisogna fare allarmismi, ma c’è comunque da stare attenti a 2 tipi di ragni velenosi, a 5 serpenti molto velenosi ed agli squali. Le mosche ed altri insetti, a seconda delle stagioni,  possono essere molto fastidiosi

8- Le case sono costruite in modo “leggero”, con muri in laterizio ma senza isolante, finestre con vetri singoli e sommari sistemi di riscaldamento, anche se di inverno la temperatura di notte può scendere anche sui 5°C.

9- La vita tranquilla e 100% outdoor: grandi parchi super attrezzati, spiagge bianche lambite dall’oceano indiano, kg di carne grigliata su bbq onnipresenti

10- Storia e cultura assai “giovani”

I nostri motivi per provare ad emigrare:

1- Per fare un’esperienza di vita all’estero con tutta la famiglia, per allargare I nostri orizzonti e metterci alla prova

2- Per provare a lavorare in un contesto più meritocratico rispetto all’Italia

3- Per pensare ad un futuro alternativo per noi e le nostre bimbe, data la situazione economica italiana non proprio rosea

Link utili: queste le mie fonti

Libri:

– È facile cambiare vita se sai come farlo?

Blog su vita in Australia:

Perth:

Expat Chapter: il blog di un papà canadese con due bimbi, felice della scelta dopo due anni

Wear to Next: il blog di una ragazza di Vancouver che vive a Perth da più di due anni

Our life downunder: le avventure di una famiglia con due bimbi piccoli, rientrati in UK dopo 18 mesi

Life in OZ: altra famiglia con bimbi, rientrati in UK dopo un paio d’anni

Darwin:

DownUnder: blog di una famiglia italiana che vive a Darwin da un anno. Gentilissima F. nel rispondere alle mie mille e più domande 😉

 Altre informazioni pratiche molto utili:

Italiani a Perth

I pilastri del Down Under

La mia Australia: ora però il blogger si trova in Nuova Zelanda!

La maga di Oz: un blog davvero completo ed utile. Ora la blogger si gode una meritata maternità 100% italiana

Blog su economia e politica in Australia:

Note dal Pacifico

Esperienze di Mamme Expat:

Amiche di Fuso 


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Le fasi del “futuro” expat

Esistono le varie fasi del cosiddetto “shock culturale”, ovvero le tappe che tutti gli expat affrontano fino ad adattarsi alla nuova cultura ed al diverso stile di vita (trovate su Wikipedia la definizione ed un bel racconto sul blog di NonSoloSissi).

Io sto sperimentando le tappe del “futuro” expat, quando ancora non sei partito ma stai preparando il grande salto:

1) Esaltazione totale per l’idea e voglia di prenotare il volo e partire il giorno dopo

2) Momento di raziocinio e verifica della fattibilità della cosa

3) Scoraggiamento elevato dopo la scoperta che senza un visto ed un’offerta di lavoro non vai da nessuna parte. Se non hai ottimi contatti lavorativi con aziende operanti in australia è assai dura ottenere un’offerta. Se vuoi fare il visto in autonomia (Skilled Independent Visa 189) è molto faticoso,  costoso e ci vuole come minimo un anno per ottenerlo.

4) Consapevolezza che questa cosa la vuoi fare sul serio e ci proverai con tutte le tue forze

5) Inizia la preparazione di tutte le carte ed esami necessari,  che include il balletto dell’attesa tra momenti di grande studio e lavoro ed altri di totale apatia. (vedi post Visto Australia: come è difficile aspettare)

6) La fase 5 dell’attesa è caratterizzata da momenti di equilibrio del tipo: “dai vedrai che ce la facciamo”, a momenti di desolazione: “non ci risponderanno mai, non passerò mai l’esame etc etc”, a picchi di follia in cui: “molliamo tutto, partiamo,  facciamo un periodo sabbatico e poi quando arriva il visto siamo già in australia e cerchiamo lavoro”

7) Quando sei quasi vicino al visto, da un lato non ce la fai più ad aspettare e dall’altro inizi a fartela sotto: tutto intorno a te non ti sembra più tanto male!!!

Quando torni in te, cerchi di resistere ancora qualche mese, intanto studi bene le offerte di lavoro, I racconti sui blog di chi vive/ha vissuto in australia,  onde evitare di ricevere una doccia fredda perché hai aspettative assai superiori alla realtà (vedi il prossimo post: Realtà e aspettative).

Noi siamo alla fase 8…speriamo in Ottobre di passare alla fase

9): IL VISTOOOOO!!!

e poi alla fase

10): qualche bella offerta di lavoro, per concludere con la fase

11): The Big Move! 😉

I consigli da chi ci è già passato sono sempre molto graditi, grazie.


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Australia un anno dopo…ma stando sempre in Italia! Sottotitolo: gli step per il visto

“Australia un anno dopo?!?”

No, non sono impazzita (del tutto) e non ho una doppia vita! 😉

“Australia un anno dopo” nel senso che un anno fa (Settembre 2013) abbiamo iniziato le pratiche del visto per l’Australia, anche se l’idea risale a molto tempo prima…ma andiamo con ordine!!!

Le motivazioni:

1) La passione per I viaggi: i miei genitori viaggiano alla grande da una vita e mi hanno trasmesso la voglia di  scoprire luoghi nuovi, la voglia di avventura ed il desiderio di vedere con I propri occhi. A tutto questo ho aggiunto il desiderio di capire meglio I luoghi che amo, conoscendo le persone e la vera vita locale… in poche parole di viverci in pianta stabile almeno per un po’!

2) La mia irrequietezza e la sensazione di non “fare” mai abbastanza: se da un lato mi sono sposata giovane ed ho avuto subito due figlie, scelte che vincolano non poco, dall’altra ho sempre avuto un animo avventuriero ed irrequieto che non mi consente di accontentarmi di ciò che ho…sto però imparando a godermi il presente! 😉

3) Il nostro viaggio di nozze in Australia, splendido, strepitoso, voluto ardentemente e da me costruito in prima persona tappa per tappa, hotel per hotel, nonché il nostro “scioccante” (perché tra I primi a farlo) regalo di nozze. Sia io che G avevamo già viaggiato abbastanza e visitato paesi interessanti, ma in Australia abbiamo assaporato entrambi un sentimento di libertà e di possibilità, l’idea che avremmo potuto vivere in modo più “leggero” rispetto all’Italia. Sensazione confermata dal successivo viaggio in Nuova Zelanda!

Le tempistiche:

1) A Natale 2006 (durante il viaggio di nozze in Australia): I nostri genitori ricevevano telefonate ed e-mail talmente entusiaste che mio padre era convinto non saremmo nemmeno rientrati in Italia! Invece rientrammo, perche siamo molto precisi, e portammo avanti I nostri impegni lavorativi in Calabria…anche se l’idea rimaneva lì bella in mostra nella nostra mente

2) A settembre 2007: una volta rientrati a Milano sondammo il terreno delle offerte lavorative ma non ottenemmo grandi risultati. Col senno del poi è molto difficile fare anche solo un colloquio essendo dall’altra parte del mondo, ma a quel tempo non ce la sentimmo di fare un salto nel vuoto e di trasferirci senza un lavoro certo

3) Anno 2009: la vita procede a gonfie vele ed a Novembre arriva la nostra splendida 2G. Seguono un paio d’anni impegnativi per il famigerato passaggio “da due a tre”, rimane il pensiero “estero” ma non per forza Australia.

4) Anno 2013: altro trionfo di felicità ed in Aprile arriva 3G. Sento di aver sistemato la “quarta gamba del tavolo” ed siamo pronti per tornare a volare alto!

5) Giugno 2013: l’idea Australia torna alla ribalta ed insieme ad essa nasce il progetto di insegnare inglese alle bimbe per prepararle all’espatrio, specialmente per 2G che è molto riservata e sensibile.

6) Agosto 2013: siamo in vacanza in montagna, iniziamo a guardare sul serio il sito dell’immigrazione australiana e ci rendiamo conto che la faccenda non è affatto semplice e che l’unico modo per poter trasferirsi e lavorare (se non si ha già un’azienda sponsor australiana) è ottenere uno Skilled Independent Visa 189, per il quale bisogna venire convocati dal governo dopo aver preparato un bel po’ di carte, ottenuto il riconoscimento di titolo di studio ed esperienza lavorativa, superato l’esame di inglese IELTS e pagato un bel po’ di soldi (ca va sans dire!)

7) Settembre 2013: ci mettiamo in moto ed affrontiamo questa strada assai in salita perché con pochissime certezze

Gli step verso il visto ed I consigli per la realtà italiana:

– Novembre 2013: Spedisco le copie certificate dei diplomi di laurea, l’elenco di tutti gli esami sostenuti e gli attestati dei corsi professionali per l’Assessment dell’Ordine degli Architetti australiani. Tutto ciò spedito in originale col DHL.

Consigli pratici:

a) la copia certificata non è altro che la fotocopia dell’originale in cui viene aggiunto il timbro di “copia certificata”, ovvero dichiarata identica all’originale. Questa dichiarazione in Italia può essere fatta da un notaio (ma non so quanto costi) o in Comune all’anagrafe. Il Comune fa però pagare una marca da bollo di 16€ per ogni documento e sono davvero tanti! Noi abbiamo ovviato dichiarando le copie “uso concorso pubblico” che prevede l’esenzione del bollo (tra l’altro il bollo è una tassa valida solo per l’Italia, agli australiani non interessa minimamente) ed abbiamo pagato solo qualche euro per I diritti di segreteria

b) Pagamento dell’Assessment: verificate subito qual’è la modalità di pagamento.  Nel mio caso non era la carta di credito ma un bonifico da una banca estera collegata con una australiana. Sono riuscita a risolvere facendo fare il bonifico ad un’amica australiana, altrimenti avrei rischiato di perdere molto tempo per trovare la banca adatta, sigh!

– Dicembre 2013: partono I documenti di G per l’ordine degli ingegneri australiani, inclusa tutta una parte di descrizione del suo lavoro per verificarne la pertinenza e convalidare I suoi anni di esperienza lavorativa.

Consigli pratici:

a) se non ricevete alcuna lettera di risposta, contattate l’ente perché a volte le lettere vanno perse. Nel nostro caso per ben due volte…ed il tempo passa!

b) Se volete ricevere la lettera ufficiale di assessment col DHL, onde evitare che vada persa, dovete avere (nel caso dell’Ordine degli Ingegneri) un account aperto come “importatori”, in modo che il dhl o similari, prepagato da voi, vada a ritirare la lettera e ve la consegni. In Italia tale account viene attivato solo alle aziende, sgrunt! Santi i miei genitori che mi hanno creato l’account 😉

– Febbraio 2014: IELTS test primo round a Milano. Va tutto bene tranne la prova di listening in cui l’audio è davvero pessimo…facciamo complain

– Marzo 2014: IELTS test secondo round. Si rifà la prova di listening

– Fine Marzo 2014: IELTS test esito: buono ma non ottimo. G rischia di doverlo ripetere, ma prima aspettiamo gli esiti degli assessment

– Maggio 2014: l’ordine degli Architetti mi chiede ancora qualche carta e poi arriva l’esito: APPROVED!

– Giugno 2014: anche l’ordine degli Ingegneri vuole ancora documentazione per l’esperienza lavorativa (inclusa la reference letter dal suo attuale datore di lavoro). Inizia il balletto del dhl per importare la lettera finale e poi finalmente: APPROVED!

Consigli pratici:

a) se non volete rischiare il vostro lavoro attuale, potete fare un’autodichiarazione al posto della reference letter firmata dal vostro capo. L’auto dichiarazione non è come quella italiana, ma deve essere una sorta di dichiarazione giurata fatta davanti ad un notaio. Si chiama Statutory Declaration. L’ho scoperto dopo ovviamente!

– 16 Giugno 2014: carico tutte le info sul sito ed inoltro l’EOI (Expression of Interest) con 60 punti. Inizia la roulette e si aspetta di venire convocati

– 23 Giugno 2014: primo round: non veniamo convocati

– 14 Luglio 2014: secondo round: CONVOCATI!!! Riceviamo la mail nel porto di Genova di ritorno col traghetto dalla Sardegna…tripudio di gioia per due motivi: si va avanti e G non deve rifare L’IELTS Test 😉

– 16 Luglio 2014: veloce come un fulmine e grazie al lavoro preparatorio di raccolta, traduzione e scannerizzazione di tutti I documenti fatto prima delle vacanze, carico tutti I dati sull’ImmiAccount, pago una vagonata di euro e mi metto in lista di attesa per CO (Case Officer), colui/colei che prenderà in mano la pratica e deciderà se darci il Permanent Visa oppure no!

Consigli pratici:

a) Il pagamento su ImmiAccount avviene solo con carta di credito. Assicuratevi di avere una carta con il limite sufficientemente alto. Nel nostro caso W l’Amex dei nonni!

b) per gli uomini serve anche il foglio di fine servizio/congedo del militare. Cercatelo e se non lo trovate richiedetelo subito, perché non è così facile recuperarlo!

– 26 Agosto 2014: faccio richiesta delle fedine penali per noi adulti, quella santa di mia madre le ritira, le porta a legalizzare (per l’Australia serve la Apostilla), le ritira una seconda volta ed io le porto a tradurre. Le fedine vanno richieste al tribunale della città di residenza, che ovviamente non coincide con il luogo in cui abitiamo. Lo stesso vale per i certificati di nascita, di matrimonio etc etc…

– 9 Settembre 2014: visita medica a Milano per tutti e quattro (seguirà post con dettagli)

– 11 Settembre 2014: carico le fedine sull’ImmiAccount. La visita medica delle bimbe è già stata caricata, per noi invece il medico è ancora in attesa dell’esito degli esami del sangue

Che dire, la strada è molto lunga, stressante e costosa!

E’ stata una follia? Forse di…

Ne è valsa la pena? Chi lo sa…

Noi ci crediamo, pensiamo che sia una bella occasione sia per noi che per le nostre bimbe…ai posteri l’ardua sentenza! 😉


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Abili e arruolabili: la visita medica per il visto 189

Ieri abbiamo positivamente sostenuto la visita medica ed abbiamo finalmente concluso le pratiche di base per il visto 189 per l’Australia, ole’!

Non è detto che il CO (Case Officer) del governo australiano non ci chieda altri documenti, ma per ora abbiamo fatto tutto ciò che ci veniva richiesto, ed era veramente tanto.

Applico quindi il mio motto di vivere questa lunga maratona uno step alla volta e di gioire dei risultati man mano raggiunti e quindi mi godo almeno una giornata senza pensieri 😉

Domani chissà…

Intanto ho un solo desiderio: CO muoviti ad analizzare la pratica, fatti andare bene tutto e mandaci una bella mail mail di Grant Diretto con il visto!!!


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Visto Australia: come è difficile aspettare!

La nostra avventura in Australia è stata finora, tra le varie cose,  una grande lezione di…attesa!

Attesa per l’esito dell’esame di inglese IELTS, attesa per l’esito dei nostri assessment, attesa per la convocazione dopo la presentazione dell’Expression of Interest ed in ultimo attesa per il visto, poi ci sarà l’attesa per le risposte ai nostri curriculum…e così via.

Ovviamente tutte queste attese vengono dopo periodi molto intensi di studio e di preparazione da parte nostra, ma è proprio questo alternarsi tra grande agitazione e poi mesi di nulla che fatico a gestire.

Credo sia assolutamente normale,  come verifico ogni giorno leggendo I messaggi dei miei “colleghi” expat dell’Expat Forum, ma è comunque impegnativo.

Soprattutto per me è difficile conciliare I due binari: la mia vita quotidiana, che va avanti come al solito con bimbe, asilo, lavoro,  malattie, notti in bianco, amiche, weekend di relax e le scariche di adrenalina che arrivano ad ogni step successivo della vicenda australiana.

Io trovo grande sollievo con lo yoga,  cercando di pensare uno step alla volta e scrivendo questo blog! 😉

Chi è nella mia stessa situazione come fa a rimanere tranquillo?


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ParliamodiAustralia – divagazioni e preparazione di un’aspirante Expat

Dopo numerose riflessioni ho deciso di aprire questo blog…

Un po’ per scaramanzia ed un po’ per segretezza avevo in mente di non pubblicare nulla fino a che I giochi non fossero fatti e ci trovassimo davvero Down Under, ma poi ho iniziato a scrivere, l’attesa si è fatta lunga, l’interesse e la richiesta di consigli è aumentata…e così eccomi qua!

A raccontare come è nata la nostra idea di provare ad emigrare, cosa abbiamo fatto finora, specialmente In termini di visto, quello che ho studiato, imparato ed affrontato.
Perché non so tra un anno dove saremo, ma so che in quest’anno passato di preparativi siamo cresciuti molto come famiglia, come coppia e come consapevolezza.

Ti auguro quindi buon viaggio insieme a me, se avrai voglia di leggere, condividere, chiedere, commentare e sognare ad occhi aperti!