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L'avventura di una famiglia expat in Australia (forse)


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Va dove ci porta il destino…ed il lavoro!

Da circa 3 settimane abbiamo iniziato la nostra ricerca di lavoro downunder dall’Italia e purtroppo per noi ancora nessuna risposta positiva 😦

In realtà proprio quasi nessuna risposta, se non una decina di NO ricevuti da mio marito, per ruoli che oggettivamente non corrispondono al 100% al suo profilo.
E le altre sue 50 job application? Per ora nessuna risposta se non qualche automatic reply del tipo “grazie di averci mandato il suo cv, le faremo sapere”

Dreamtime Sydney

Nel mio piccolo ho ricevuto una risposta interessante da un recruiter, che mi ha chiaramente detto: “dato che non hai esperienza in Australia, io non posso presentare il tuo profilo ad uno studio di architettura (che mi paga profumatamente per trovare un candidato – ndr). Ti consiglio di venire qua, cercare lavoro porta a porta in studi minori e quando avrai 6/12 mesi di esperienza ci possiamo risentire”.
Non una risposta incoraggiante ma almeno realistica!

Per ora continuiamo a mandare cv dall’Italia sperando nel colpo di fortuna, anche se sarà dura, molto dura…ma noi non molliamo!!!

Ecco alcuni link utili sul tema ricerca lavoro, tratti dal blog molto ben fatto “I pilastri del Downunder“:

http://www.payscale.com/research/AU/Country=Australia/Salary
http://brownsels.it/create-il-vostro-cv
http://www.newcomersaustralia.com.au/events/perth/


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ABC del Container

Nella mia carriera di viaggiatrice ho sperimentato alcuni traslochi, il primo in Erasmus a Lisbona (in cui ho affinato l’arte del sovrappeso in aereo), i successivi in giro per l’Italia prima senza e poi con figlie (sperimentando la crisi di abbandono di mia figlia maggiore), tutti rigorosamente con inscatolamento home made, ovvero fatto da me! Il marito si occupava principalmente del “camallamento” scatole.

 

Una delle soddisfazioni più grandi è stato infilare il mio amato scooter su un camioncino insieme a tutti gli scatoloni 😉

 

Dopo l’ultimo trasloco ho dichiarato: “il prossimo obblighiamoci a farlo con una ditta di traslochi”, ma ancora non avevo idea che sarebbe stato con il container ed intercontinentale! La cosa mi esalta assai, con ovvi momenti di scoraggiamento, e da brava donna iperattiva sono già partita con i miei super elenchi su excel.

LaCasaPiuGrandeDelMondo

 

Oggi con il marito ingegnere abbiamo guardato i preventivi e definito un piano d’attacco.

 

Ecco il mio ABC del Container:

LCL = container condiviso o groupage, conviene se non hai tante scatole, fino ad un max di 10 mc, perché i costi di movimento in porto (THC) sono molto più alti che con il container privato

 

FCL = container intero tutto per te. Il più piccolo disponibile è da 20′. Conviene dai 10 mc in su, perché il noleggio di tutto il container è molto costoso

 

Costi: dai conti che ha fatto il marito ne risulta che:

1) Il nolo del container privato FCL + spese di movimento in porto (che sono fisse) = 5000 euro

 

2) 1 mc di scatole spediti col container privato FCL = 121 euro / mc

 

3) 1 mc di scatole spedite col container condiviso LCL = 553 euro / mc (incluso il costo a mc delle spese THC)

 

Il nostro obiettivo è partire snelli, spedendo al massimo 8 mc di scatole in modalità LCL, in modo da spendere tanto ma non una cifra scioccante e soprattutto di “risparmiare” i 5000 euro di noleggio del container dedicato.

Questa scelta prevede una serie di mini traslochi nelle varie case dei nostri genitori, prediligendo la casa di montagna che sarà la nostra nuova base in montagna: da super sciatori quali siamo, credo che dopo 12 mesi avremo un solo grande desiderio…vedere la NEVE!!!

 

Vi tornano i conti dell’ingegnere? Avete dritte da consigliarmi?

Grazie 😉

 

ps: sono sempre alla ricerca di libri per bambini che trattino l’argomento trasloco, cambio di ambiente e lontananza dagli affetti.

Per ora ho trovato i seguenti per la fascia d’età 4-5 anni:

– Amicizia e lontananza: “Pinguino e pigna” di Yoon Salina

– Trasloco e cambio casa: “La casa più grande del mondo” di Leo Lionni, più che altro per affrontare il tema del separarsi da molte delle sue cose ( foto tratta dal sito)

 

Avete altri titoli da consigliarmi?


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Pianificare il grande salto – parte 1

Eccomi finalmente a scrivere di pianificazione di trasloco ed affini, dopo aver ottenuto il visto PERMANENTE (scusate lo scrivo maiuscolo, ma è per rendermene meglio conto perchè ogni tanto fatico ancora a crederlo!!!)

La ricerca lavoro è in corso, in proporzione 80% il marito e 20% io, perché per il restante 80% mi sto occupando di tutti gli annessi e connessi che in ordine sparso sono:

Trasloco: ho ricevuto un primo preventivo, sto inseguendo il secondo e sono entrata nel loop del LCL (less container load) o FCL (full container load). Io non vorrei spedire anche i mobili perché in gran parte Ikea e quindi il mio obiettivo è essere moooolto snelli e riuscire a fare meno di 8mc da spedite in LCL ovvero container condiviso

Aereo: prediligendo le tratte con un solo scalo, in 4 siamo sui 4000 euro con le compagnie Emirates, Qatar e Singapore Airlines

Casa: sto cercando in parallelo case arredate e non, con permanenza variabile. L’idea è trovare un appartamento completamente accessoriato per il primo mese in cui capire un po’ di più la citta e cercare una casa un po’ più definitiva in attesa che arrivi il container. Per ora sto spulciando i siti AirBnB, Gum Tree ed i classici Domain e Rewa

Scuola: mia figlia maggiore inizierà l’anno di Pre-Primary, equivalente al nostro ultimo anno di asilo o primina obbligatoria in Australia, il 2 Febbraio 2015 e per iscriverla alla scuola pubblica tra i vari documenti da presentare spicca il contratto di affitto di casa nella zona di pertinenza della scuola (intake area) ed alcune scuole voglio il contratto con durata di almeno 6 mesi…

Vaccinazioni: la scuola richiede il certificato. Il richiamo del vaccino esavalente che in Italia si effettua tra i 5/6 anni, in Australia si effettua a 4 anni. Farò quindi il richiamo a mia figlia in Italia appena prima di partire, in modo da essere a posto.
La piccolina invece deve ancora fare il vaccino contro lo Pneumococco, perché non andando al nido ho aspettato come per la sorella la monodose dopo i 2 anni…devo capire se fatlo2 in Australia o qui

Auto: a noleggio per le prime settimane. La patente va bene italiana o è d’obbligo internazionale? E poi va rifatto l’esame della patente per avere quella Aussie?

Lavoro: dopo una settimana di risposte ad annunci di lavoro e mail di contatto a recruiter, per ora abbiamo ottenuto solo risposte automatiche via mail e qualche NO per posizioni che oggettivamente non corrispondevano del tutto al nostro curriculum. Quanto ci vorrà per avere anche solo la possibilità di fare un colloquio conoscitivo via skype? Farebbe molto bene al nostro morale 😉

Questi i primi step: donne expat più esperte di me, cosa mi sto dimenticando di fondamentale? Please help!!! 😉


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La mia idea di espatrio in Australia

Dodici mesi e più di preparazione per il visto sono lunghi ed è difficile tenere la mente a freno, non progettare ed immaginare, con il rischio di fantasticare troppo.

La sottoscritta ha poi una mente moooolto attiva ed è di natura iperattiva…un cocktail esplosivo da cui il povero marito viene spesso travolto.
A ciò si aggiunge anche la mia situazione lavorativa non molto soddisfacente a causa della crisi, l’aver perso grinta nel provarci di nuovo in Italia dopo l’ennesimo “sarebbe bello, purtroppo però…”, unito al non voler mollare in assoluto e quindi a cercare una via alternativa in Australia.

Sono abbastanza consapevole che riporre troppe aspettative in qualcosa che non si conosce minimamente può portare ad una brutta doccia fredda, ma se a volte riesco a rimanere lucida e a procedere con I piedi di piombo, a volte “sbrocco”.

La mia idea di espatrio sarebbe la seguente:

– trasferimento a Gennaio 2015 a Perth

– inserimento a Febbraio della mia bimba maggiore alla scuola pubblica (Pre-Primary year) dalle 9 alle 15 e della piccolina alla nursery part-time (se ho capito bene 2/3 giorni a settimana dalle 9 alle 15)

– sistemazione del delirio casalingo e burocrazie varie per I primi 3 mesi, come mi “insegna” MammaFarAndAway

– Aprile 2015: ricerca di un posto di lavoro per la sottoscritta, fosse nel campo dell’architettura sarebbe fantastico, ma fosse anche commessa in un negozio o qualcosa legato al mondo dell’infanzia andrebbe benissimo. Ecco dopo questi ultimi 5 anni di grossa fatica e preoccupazione causati dalla mia libera professione, cerco un po’ di leggerezza nel lavoro!

– In parallelo ricerca di una tata che possa tenere la piccolina nei giorni senza nursery ed in caso di malattia anche la maggiore. Insomma un’organizzazione analoga a quella che ho qui in Italia, in cui i nonni rappresentano un aiuto saltuario. Certo i nonni in Italia ci sono sempre in caso di emergenze: quelle dovrò imparare a sbrigarmele da sola!

Il mio programma mi sembra molto ragionevole, devo però stare attenta a non fare i conti senza l’oste:

1) Il marito potrebbe trovare solo un lavoro come FIFO (Flying In Flying Out), il che vorrebbe dire stare da sola con le bimbe per lunghi periodi e poi averlo a casa per un paio di settimane di seguito. Già ora è spesso in trasferta 3 giorni su 5 a settimana ed a volte è proprio pesante. In quel caso avrei la forza di cercarmi un lavoro? Boh!

2) Luogo di lavoro: Perth è una città con la popolazione pari a Milano, ma I suburbs sono immensi e la viabilità ricorda molto il Raccordo Anulare (detto da italiana che vive a Perth). Si spera di trovare scuola e nursery vicino a casa, ma poi io come ci arrivo a lavoro, immaginando che il marito sia il primo ad uscire e l’ultimo a rientrare? Volando? Ragazza alla pari per accompagnare le bimbe a scuola? Forse, ma vuol dire casa con una stanza in più e costi ulteriori.

3) E se comunque supero I punti 1 e 2 ma non trovo comunque lavoro? Potrebbe essere…

Capisco quindi la preoccupazione di mio marito (espressa con la sensibilità di un elefante in una cristalleria!), sul fatto che io punti così tanto alla mia soddisfazione lavorativa, perché già non è scontato che la trovi lui, per lo meno non subito. Ancora più difficile sarà per me che ho comunque molti vincoli logistici e di disponibilità di tempo. D’altronde abbiamo due bimbe ed è una gioia per me stare con loro al pomeriggio, svegliarle al mattino, vederle crescere insomma!

Si torna al tema importante molto discusso sul blog “Amiche di Fuso” dell’importanza dell’unità di coppia e di famiglia, perché da expat è tutto all’estremo: o si vola o si scoppia!

Non posso quindi che farmi un esame di coscienza e chiedermi se sono disposta a continuare a non lavorare, almeno per il primo anno, onde evitare di fare tutta la fatica di trasferirci, inserire le bimbe, G trovare un lavoro ed io poi iniziare a scalpitare di nuovo perché non voglio fare “solo” la mamma….perché dopo l’Australia mi spedisce su Marte e ne avrebbe anche tutte le ragioni!

Concludo questo post Introspettivo domandandomi: Perché ci tengo tanto a lavorare?

A- Perché non mi piace fare la “mantenuta”, anche se lo so che il mio lavoro di mamma è impagabile, mi hanno inculcato la mentalità milanese che se non porti il grano a casa…

B- Perché ho studiato tanto ed il mio lavoro mi piaceva. Ammetto però che questi ultimi 5 anni sono stati abbastanza svilenti e quindi io stessa ogni tanto nutro dei dubbi nel mio amore per l’architettura! Temo di essere un po’ troppo idealista

C- Perché amo le mie figlie, ma ho bisogno anche di un confronto come Individuo adulto in un mondo di adulti, senza bambine appese ai miei arti e senza parlare costantemente di argomenti legati ai bambini!

Sicuramente si può risolvere il punto C coltivando interessi diversi, come io faccio per esempio con lo yoga, ma si ritorna a bomba al punto A: qualsiasi hobby o interesse comunque costa.

Il nostro caro amico psicologo S. mi invita a fare chiarezza su questi punti prima di essere downunder ed essere di nuovo travolta dalla mia irrequietezza: voi avete qualche consiglio da darmi?

GRAZIE!


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Abili e arruolabili: la visita medica per il visto 189 – parte 2

Come anticipato qualche settimana fa nel post visita medica parte 1, all’interno del lungo processo di preparazione per il visto 189 abbiamo tenuto per il gran finale le fedine penali e la visita medica, perché sono questi due documenti che dettano l’inizio dell’intervallo di tempo di 12 mesi previsto per l’attivazione del visto.

Ricordo che il 189 (Skilled Independent Visa) è un visto che garantisce la residenza permanente (andando a vivere dove si vuole e facendo il lavoro preferito), l’accesso al servizio di mutua australiano (Medicare), la possibilità di iscrivere gratuitamente I bimbi alla scuola pubblica e permette di ottenere la cittadinanza, dopo 4 anni consecutivi di residenza in Australia. Si tratta quindi di un visto che dà molte possibilità, quindi ottenerlo non è facile ed è molto costoso.

Proprio perchè il 189 dà accesso al servizio Medicare, è prevista una visita medica molto rigorosa, che deve essere fatta in un centro riconosciuto dal governo australiano (info sul sito alla voce Panel Phisician). Al momento in Italia vi sono solo due centri, uno a Milano ed uno a Roma.

Come prenotare:

Basta telefonare al centro e specificare che bisogna fare la visita per il visto permanente (per I visti temporanei vengono richiesti meno esami).

Consiglio di chiamare con largo anticipo (per lo meno il centro VdM di Milano), poiché le visite per il visto vengono fatte solo qualche giorno ogni mese.

Per le bimbe io avevo portato anche il certificato dei vaccini (non è risultato necessario) ed il referto delle visite oculistiche, nel caso la bimba più grande non avesse voluto collaborare nella lettura 😉

Bisogna inoltre stampare e compilare Il Modulo 160 solo per gli adulti, il Modulo 26 per adulti e bambini e portare 3 fototessere per gli adulti e 2 per I bimbi.

In che cosa consiste la visita:

La visita per gli adulti prevede:

– Anamnesi generale

– Controllo di peso ed altezza

– Controllo del cuore e dei polmoni

– Verifica dei riflessi

– Pressione

– Controllo della vista

– Esame urine

– Prelievo del sangue per controllo HIV

– Radiografia al torace per verificare la possibile presenza di TBC

La visita è uguale in tutto il mondo, per cui purtroppo non ci siamo potuti evitare la radiografia, anche se in Italia la TBC ormai è stata debellata 😦

La visita per I bambini sotto I 5 anni prevede:

– Anamnesi generale

– Controllo di peso ed altezza

– Controllo del cuore e dei polmoni

– Verifica dei riflessi

– Controllo della vista (per bimbi sopra I 2 anni)

– Verifica del corretto sviluppo del bambino a seconda dell’età.

Per mia figlia piccola di 17 mesi il dottore ha controllato:

– lo sviluppo delle anche

– le suture del cranio

– che stesse seduta bene

– che sapesse camminare bene

– in teoria avrebbe dovuto anche verificare che dicesse almeno 5 o 6 parole!

Su quest’ultimo punto vorrei spezzare una lancia in favore del Dott. A.: io sto insegnando ad entrambe le bimbe l’inglese (ho iniziato da circa 1 anno) e come inevitabilmente succede con I bimbi piccoli, mia figlia minore dice pochissime parole. Io sono entrata un po’ in paranoia, temendo che questo potesse creare qualche problema con l’esito della visita.

Ovviamente appena entrata con la bimba, il Dott. A mi guarda ed esclama: “Non parla tanto questa bimba!!!” e io penso: “Eccalla’, mi ha già sgamato!!!”.

Allora io parto subito a spiegargli che ho introdotto l’inglese, che parla ma è confusa tra le due lingue etc etc….ed invece il Dott. molto gentilmente mi ha rassicurato sul tema del bilinguismo, ovvero che è normale che la bimba sia un pò confusa tra le due lingue e che farà lo switch completo anche dopo i 4 anni. Mi ha raccontato che con il suo lavoro incontra molte famiglie expat e spesso i genitori sono molto preoccupati sul tema della lingua ma c’è da stare tranquilli.

Tra l’altro è stata la prima visita medica tutta in inglese e ho fatto una prima prova generale 😉

L’esito della visita:

Se tutto va bene si ottiene il Grade A ed il centro si occupa direttamente di caricare tutte le info sul portale.

Se invece c’è qualche problema la pratica ottiene il Grade B, ovvero verrà richiesto di fare ulteriori accertamenti,  dopo la valutazione di un medico del ministero australiano.

In base a quanto dichiarato sul sito del governo, l’unico motivo medico per cui il visto può non venire concesso è se una persona ha un focolaio attivo di TBC. In quel caso il paziente deve curarsi, rifare la visita medica e se è guarito gli verrà dato il visto.

In realtà sul forum Expat Forum (che consiglio vivamente di seguire perché è di estremo aiuto) ci sono testimonianza di possibili visti rifiutati se ci sono patologie che costerebbero alla sanità australiana più di 20mila dollari l’anno.

Da un lato lo trovo discriminante,  dall’altro è anche giusto che il governo cerchi di tutelare un servizio pubblico come Medicare davanti a grossi numeri di immigrati. Certo la memoria torna alle immagini dei nostri connazionali del dopoguerra che emigravano In America…

Sinceramente spero che il governo australiano abbia previsto un’alternativa, del tipo di “obbligare” chi ha importanti problemi di salute a stipulare un’assicurazione privata che copra tali spese. È comunque una discriminazione, ma per lo meno non si vieta del tutto la possibilità di vivere in Australia. Mi riprometto comunque di indagare sul tema 😉

Spero di essere stata di aiuto, buona continuazione!

Link utili:

Panel Physician

– Centro Visconti di Modrone

– Booklet relativo alla visita medica, scaricabile dal sito ImmiGov


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Guida semiseria per il Visto 189 – parte 1

Ecco la mia piccola guida, in base alla nostra esperienza pratica, per districarsi nel panorama dei visti per lavorare in Australia

Condizione fondamentale: Moooolta pazienza 😉

NB: in questo post non parlo del Working Holiday Visa ma del visto di lavoro permanente, che poi in realtà permanente non lo è perché dura 5 anni ed è rinnovabili di altri 5 a certe condizioni, a meno che tu non voglia mai uscire e rientrare in Australia. Diciamo che la soluzione migliore è vivere in Australia per 4 anni di seguito, chiedere la cittadinanza e liberarsi dal problema visto per sempre 😉

Facciamo comunque un passo alla volta:

1– capire il visto che fa per voi. Lo si può facilmente scoprire a questo link indicando come Purpose: Work.

La differenza maggiore sta nell’avere o meno uno sponsor. Anche con lo sponsor vanno comunque fatte alcune carte che spiego ai prossimi punti.

Dopo la prima compilazione del form online, il sito chiede altri dettagli, ma in fondo alla pagina si ha già un’anteprima dei vari visti possibili.

Il “nostro” visto è il 189, cosiddetto Skilled Independent Visa.

2– Skilled Occupation List (SOL): è la lista del governo in cui sono indicate le professioni utili per l’Australia. Sia che si abbia uno sponsor o meno, si deve rientrare in quella lista per poter chiedere il visto.

Se anche il partner è sulla lista, può contribuire al punteggio finale. Se non lo è, non contribuisce ma può lo stesso avere il visto come partner. Se sa l’inglese è meglio 😉

Questo il link alla lista

3– se soddisfi I punti 1 e 2 (vuoi uno Skilled Visa e sei sulla SOL) devi capire quanti punti puoi raggiungere in base alle regole dello Skill Select. Il minimo è 60: noi ci siamo arrivati proprio per un pelo! Ci sono comunque dei modi per poter elevare il proprio punteggio, per esempio ottenendo ottimi risultati in inglese, per cui se siete a 50/55 non disperate. Si possono anche richiedere dei vistI particolari che ti danno un bonus di 5/10 punti, ma da quello che ho capito anche leggendo I consigli sui forum, la cosa migliore è  arrivare 60 ed ottenere il visto 189 che ti permette di lavorare ovunque in Australia.

I criteri di attribuzione dei punteggi si trovano sul Booklet del visto 189. A metà c’è un’utile scheda di autovalutazione (part 3 – Self Assessment Form)

4– se arrivi ad un punteggio vicino a 60 puoi iniziare a studiare e a recuperare tutte le carte richieste per fare la Expression of Interest (EOI), cioè esprimere su un portale web il tuo interesse per il visto. Noi siamo riusciti ad avere tutte le carte per fare l’EOI dopo 10 mesi!!! È lunga, più che altro la parte dell’assessment, ma l’ordine degli architetti e degli ingegneri sono stati molto efficienti.

I costi:

Il visto 189 è molto costoso, tra I preparativi, gli esamI ed il visto in sé, ahime.

Per preparare tutta la documentazione per presentare l’EOI abbiamo speso circa 1850 euro di cui:

– 800 euro di lezioni di inglese

– 400 euro per l’esame IELTS ( nel 2014 costava 200 euro a testa)

– 250 euro di traduzioni

– il resto tra bolli e dhl.

Ci si può anche fare aiutare da un migration agent. A noi aveva chiesto 5000 australian dollars (circa 3500 euro) per darci supporto a fare tutte le pratiche….alla fine abbiamo deciso di far da soli! Il sito è molto ben fatto, le informazioni sono chiare, è necessario però conoscere bene l’inglese altrimenti si fa fatica ad interpretare chiaramente le richieste ed in questo sono ferrei: è così e basta e non te lo spiegano in altre parole se non hai capito 😦

Devo dire che il migration agent con cui noi avevamo parlato non conosceva l’italiano…chissà che non intraprenda io questa carriera dando supporto agli italiani 😉

La pazienza e l’agitazione invece sono soggettive e nel nostro caso inquantificabili!!! 😉

Le tempistiche:

I tempi sono molto lunghi e mi sembra davvero di essere in un videogame, dove superato il mostro finale dI uno schermo, ne arriva subito un’altro ancora più cattivo.

Schermo 1: prepari tutte le carte necessarie per presentare l’EOI

Mostri dello schermo 1:

– burocrazie, ritardi delle poste e incomprensioni

– assessment

– esame di inglese IELTS

– contrattempi vari

Tempo stimato: 10/12 mesi

Schermo 2: EOI ovvero carichi tutte le informazioni online e aspetti la “chiamata”

Mostri dello schermo 2:

– il timore di aver sbagliato qualcosa nell’inserire I dati….e riparti da capo

Рil non poter immaginare quando verrai convocato perch̩ dipende da vari fattori, principalmente dal tuo punteggio

Tempo stimato: va assolutamente a fortuna. Noi con 60 punti (il minimo), siamo stati chiamati dopo 2 round cioè dopo solo 1 mese! Evidentemente non c’erano molti Mechanical Engineers in lizza

Schermo 3: ImmiAccount ovvero PAGHI un bel po’ di soldi, carichi tutte le carte online ed aspetti il grant del visto

Mostri dello schermo 3:

– timore di aver fatto un errore nel compilare e preparare I file, errore che magari deriva ancora dallo schermo 2. Se hai sbagliato perdi I soldi e ripartI dallo schermo 1, se hai ancora le forze.

– timore di aver fatto una caxxata in assoluto per aver speso così tanti soldi, perché se poi non trovi lavoro ce l’hai in un piede. Ma senza un visto il tuo cv non viene preso in considerazione!

Рil Mostro Finale, il Case Officer cio̬ il funzionario che ti controlla la pratica e potrebbe volere dei chiarimenti o altri documenti

Tempo stimato: 3 mesi…che ci stanno sembrando 3 anni!

Nella parte 2 della guida entrerò più nel dettaglio dell’EOI e dell’ImmiAccount, I miei “passatempi” quotidianIdi quest’ultimo anno!