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L'avventura di una famiglia expat in Australia (forse)


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Gli effetti collaterali di vivere a testa in giù!!! 

Vivere ha testa in giù ha indubbiamente dei lati positivi, ma anche degli effetti collaterali spero non irreversibili!!! 

Eccone alcuni in ordine sparso:

– ho imparato a cucinare italiano o quasi 

– ho imparato a fare il sushi

– ho imparato a fare il pane in casa… 

Per chi mi conosce, già questi primi 3 punti potrebbero essere indizio di infermita’ mentale!!! 

Il mio super pane integrale con le noci

Poi vediamo… 

– scrivo in italiano usando la struttura inglese delle frasi

– penso per parole chiave e linking words come Additionally e Furthermore 

– adoro la piadina salmone e avocado 

– mangio riso quasi tutti i giorni

– uso gli Ugg in casa per non morire di freddo

In casa ci sono 18 gradi…devo pur sopravvivere all’assideramento 😉

– faccio yoga tutte le mattine, a volte pure la sera

– vivo col cappello in testa

– prenoto vacanze da un anno con l’altro (ma questo è colpa del WA e delle School Holidays) 

– prendo appuntamento con le persone con un mese di anticipo 

– prenoto qualsiasi cosa, che non si sa mai!!! 

– faccio pick 

-up e drop-off da e per 2 scuole diverse di una media di 3 bambini alla volta, con un massimo di 5 perché più di cosi’ non ce ne stanno. Ed io preferisco i cani ai bambini 😉 

– sono convinta che il mondo guidi tenendo la sinistra

– sorriso e saluto le persone per la strada

– non chiudo mai la borsa e tengo spesso il cellulare nella tasca dietro dei pantaloni… 

Mi sa che per le vacanze di Natale in Italia dovrò rimettermi a testa in su!  😉 

E non solo io: le mie figlie non si vogliono mai togliere le infradito!!!

E voi quali nuove abitudini avete assorbito vivendo all’estero? 


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Welcome to WA: i weekend “fuori porta” 

Perth è la città più isolata al mondo, quindi non c’è niente da fare: se vuoi andare da qualche parte in macchina, da Novembre ad Aprile vai a sud dove fa meno caldo/più fresco (Down South), a Maggio e Giugno, così come a Settembre ed Ottobre vai a nord dove fa più caldo (Up North). A luglio e agosto stai a casa e “batti le brocche” perché in casa ci sono in media 16 gradi di giorno! 

Posso portarmela a casa a Perth?!!?

Down South prende tendenzialmente il nome della zona di Margaret River, perché é bellissimo ed è a “sole” 3 ore di auto da Perth. È una zona che amiamo molto, il vero motivo per cui siamo trasferiti a vivere in WA. Ci avevamo proprio lasciato il cuore ;). Ormai ci siamo venuti già 5 volte, ma ogni volta ci regala tantissima serenità. L’oceano stupendo, la vita easy dei surfisti e quella più ricercata delle wineries. Iniziamo ad avere i nostri posti preferiti. Inizia a diventare “casa”. Siamo stati 2 volte anche più a sud nella zona di Denmark, splendida anche questa. La prossima volta ci spingeremo fino ad Esperance: 8 ore di auto….un nome un programma!!! 

Fuga mattutina: caffè vista oceano

A nord, invece, siamo stati solo 3 volte. A vedere il Pinnacles Desert in viaggio di nozze, poi a Yancep a vedere i canguri con le bimbe e per questo Australia Day a Lancelin e Jurien Bay con amici. Per il prossimo long weekend ci spingeremo ancora più a nord, nella zona di Kalbarri a 6h di auto da Perth ed inizieremo a mettere alla prova la resistenza nostra e delle bimbe. Stare così tante ore in auto nel mezzo del nulla può diventare pesante, specialmente se alle nostre spalle c’è un coro di: “mi annoioooo!! quanto mancaaaa???? Siamo arrivati???“ per culminare con il più classico” mi scappa la pipiiiii!!! “e nell’outback non ci sono Autogrill ogni 20 km. A proposito di Autogrill…datemi una Rustichella per favore 😉 

La spettacolare Lake Cave

Questo però é il WA, con le sue particolarità, i suoi orari strambi (anche nella zona turistica delle wineries sono pochi i ristoranti aperti la sera e quelli che lo sono, tendenzialmente sono tutti fully booked durante i weekend lunghi), il ritmo moooolto calmo, il suo oceano da favola e le sue sorprese….come questo affogato al caffè con il gelato alla stracciatella, che quando l’ho visto volevo abbracciare la cameriera. Ma anche questo non si può fare perché bisogna rispettare gli spazi personali… 

Regalo di Pasqua: un ottimo affogato al caffè con vero gelato alla stracciatella. Una rarità da queste parti!!!

Welcome to WA!!! 


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Nel mio zaino per questo 2017

In questo inizio di 2017, sto mettendo nel mio zaino tante cose che mi piacciono e ne sono felice 😉 

Ecco le principali:

Senso di maggiore stabilità: in realtà non è cambiato nulla rispetto a prima in termini di certezze lavorative, però pian piano ci viene spontaneo dire che si, l’anno prossimo nostra figlia parteciperà di nuovo ai Nippers, che a Settembre andremo al Ningaloo Reef e che a Natale andremo in vacanza in Italia. Senza sempre essere in dubbio per qualsiasi attività del prossimo futuro. 

Il trofeo dei Nippers consegnato a tutti i partecipanti

Per me è un cambio di approccio molto ma molto importante! Credo abbia influito anche il fatto che siamo a metà strada per la cittadinanza, un grande traguardo per tutti noi ma soprattutto per il futuro delle bimbe. Starà poi a loro scegliere dove vorranno vivere, tra un “tris d’assi” di paesi bellissimi 😉 

Rimane sempre il dubbio di cosa fare dopo, perché al momento siamo scettici di fare passare l’adolescenza alle nostre bimbe in una città che è un’isola dorata all’interno di un’isola remota..ma per fortuna c’è ancora un po’ di tempo per decidere! 

I want to be… Here!

Comfort Zone: siamo sempre migliaia di km fuori dalla nostra comfort zone, ma pian piano certe cose stanno diventando “normali”. Certo aver visto sabato scorso a Rottnest un serpente velenoso (ci hanno detto) sulla spiaggia e ieri aver trovato un ragno Redback sul nostro terrazzo (questo di sicuro molto velenoso e pericoloso specialmente per i bimbi), ci ricorda che non siamo a casa nostra. Però anche questo ci ha turbato meno che se fosse accaduto 2 anni fa. 

HammerHead, una delle sculture di Sculpture by the Sea 2017 a Cottesloe. In tema wildlife australiana!!!

Fiducia in me stessa come professionista: sono passati 9 mesi da quando il mio ruolo nello studio di architettura è stato fatto “Redundant” cioè “ridondante” e ce ne ho messo di tempo per mandarla giù…Perché sono un filo permalosetta 😉 Finalmente ho accettato che non è stata colpa di nessuno, ma che il termine “Redundant” vuol dire proprio che non c’erano più lavori per la mia posizione, non che io non ero all’altezza. Nessuno fino ad ora è stato preso per rimpiazzare il mio posto. È solo che in questo momento non c’è proprio trippa per gatti negli studi di architettura! 

Grazie alla ritrovata fiducia in me stessa e del fatto che non ho niente da perdere, mi sono creata un ruolo da zero. Dopo mesi di dubbi su “cosa voglio fare da grande”, ho semplicemente preso il mio titolo professionale, quello che mi interessa e li ho uniti in un titolo che non esiste da nessuna parte ma che mi calza a pennello e tendenzialmente faccio ciò che mi pare 😉 

Giovedì scorso sono andata con una collega è  amica Svizzera ad una serata di Networking, con i miei nuovi bigliettini da visita, ho chiacchierato tranquilla, sicura di me e di quello che sto facendo. Il modo in cui ci si presenta fa l’80% del lavoro, tanto che settimana prossima ho un incontro con un developer (agente immobiliare e promotore di progetti). Non ho idea di cosa si parlerà. Io però sono consapevole di quello che so, di quello che mi interessa e vediamo se mi torna la voglia di avere a che fare con gli edifici. 

In futuro vivremo in delle lattine riciclate? Molte sculture erano su temi ambientali

Bilinguismo: le mie figlie volano che è una meraviglia. Il loro accento inglese è fantastico e non hanno alcun problema a scuola. Per l’italiano, tutte le ore che trascorro prima e dopo scuola stanno dando i loro frutti, specialmente con 3G che al momento non mescola le due lingue e sta imparando a coniugare i verbi correttamente. 

Oggi mi sono proprio resa conto di quanto sia utile il momento dopo scuola, in cui mi raccontano come è andata la giornata. Vivendo tutte le loro esperienze in inglese, capita spesso che alcune parole per descrivere un’attività siano inevitabilmente inglesi. Ecco che entro in gioco io, che le ascolto ed interessata rinforzo ogni frase con le parole italiane corrispondenti. Frasi del tipo: “ah, avete usato la pittura (paint) o la colla (glue)” oppure: “oh, oggi avete studiato i muscoli (muscles), bello!” In questo modo colmo subito una parte di divario tra le due lingue, o almeno ci provo!

Io sono sempre abbastanza confusa, nel senso che fatico molto a saltare da una lingua all’altra. Se sono al bar con italiani, 99 su 100 parlerò al cameriere in italiano. Però vedo dei miglioramenti in inglese, specialmente da quando ho iniziato a scrivere in inglese per il “box” sulla sostenibilità ambientale. Mi diverto un mondo, leggo, studio, ma soprattutto intervisto persone. Lo faccio per me, per promuovere la sostenibilità ambientale, mi sento utile e mi diverto un sacco!

Da quando ho iniziato a differenziare le bucce di frutta e verdura per il compost, la nostra pattumiera si è ridotta da quella grande a quella piccola…si vede che amo frutta e verdura 😉

Ritmi: a due mesi dall’inizio della scuola, con la grossa novità del Kindy per 3G, mi sento di aver preso il ritmo. Fondamentale sia per me che per G sono le ore di sonno che devono essere tantissime, come i bambini. Quindi ormai si cena tutti alle 18,30, bimbe a nanna alle 19,30 massimo le 20, noi a nanna alle 21,30 massimo le 22 per svegliarci alle 6,30 belli carichi. Basta solo che andiamo a dormire un’ora dopo ed il nostro cervello va in pappa, la pazienza cala e si finisce a schifio 😉 Anche su questo finalmente G ne ha convenuto, anche perché due volte a settimana lo spedisco in piscina alle 6 am…così vedi che alle 21,30 vuole andare a letto!!! 

Per i drop off al mattino e i pick up al pomeriggio delle bimbe dalle due scuole diverse ho trovato un’ottimo equilibrio con due care amiche mamme, così da ridurre le corse di qua e di là. Una nuova tata italiana che ha studiato per diventare cuoca ogni tanto mi aiuta sia con le bimbe che in cucina.

Crostata cangurosa

Le mie mattine sono sempre intense ma piacevoli. Il lunedi mattina presto è la mia pausa per fare il punto della situazione. Di solito caffè con le altre mamme,  spesa e programmazione per la settimana. Martedi, mercoledì e giovedì lavoro per preparare la lezione del venerdì e per scrivere di sostenibilità ambientale. Venerdì ho la mia lezione di Progettazione Architettonica di Interni con l’uso di Revit. Il lavoro più intenso di insegnamento del software mi pare si sia concluso e così posso dedicare 1h della lezione a revisionare i loro progetti e mi piace molto. Ovviamente appena posso introduco spunti sul risparmio energetico e la sostenibilità ambientale. 

In attesa dell’onda giusta…

Insomma, non si canta vittoria anche perché tra poco il Term scolastico finisce ed i miei ritmi salteranno per due settimane, però spero di continuare a riempire il mio zaino di cose positive 😉 

Buona settimana e avanti tutta! 

Passin, passetto…

Ps: sto anche intraprendendo un passo social, cioè ho creato il mio account su Fb come MammArch. Devo ancora creare la pagina del mio blog, ma spero di riuscirci a breve. Non sono un’amante di Fb, però penso che possa essere utile come luogo per condividere pubblicamente i miei consigli in tema trasferimento in Australia che al momento do privatamente via email o attraverso skype calls. 

NB: Ricordate sempre che io NON SONO un Migration Agent e NON DO consigli sui visti. 

Condivido solo la mia ESPERIENZA PERSONALE con chi è interessato! 


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“Il coraggio non ti manca”

“Il coraggio non ti manca” è la bellissima frase di incoraggiamento che mi ha scritto domenica mia suocera per tirarmi su il morale, mentre con fuori 37 gradi ed in casa circa 30 gradi, io ero a letto con la febbre ed intanto cercavo di lavorare! 

Alle 8 di sera in casa ci sono ancora 30 gradi…datemi dell’isolante per i muri e il tetto per favore!!!!

In effetti, fino ad ora il coraggio non mi è mancato, sia a livello personale che professionale. Quando però si arriva vicino alla data di inizio di una nuova avventura, la fifa si fa sentire 😉 

In questo momento mi sono buttata in due nuove avventure:

1) ho deciso di creare un “contenitore” dove raccogliere tutti i miei pensieri, analisi, ricerche, scoperte, interviste ed esperienze come volontaria che sto facendo nell’ambito della sostenibilità ambientale. È una grossa sfida perché per la prima volta sto scrivendo in inglese e mi sto autoattribuendo un nuovo ruolo, quello di “Sustainability Architect and Communicator”. Per ora è solo un hobby, al massimo mi offrono qualche caffè, però sto conoscendo tante persone interessanti ed in futuro chissà 😉 

Qui a Perth in molti vivono in una casetta col giardino e cosi raccogliere le bucce di frutta e verdura per produrre il proprio compost è un modo facile per aiutare l’ambiente. Io non ho il giardino, però raccolgo ugualmente le mie bucce e le consegno alla mia amica M che è una grande compostatrice 😉

2) ho iniziato ad insegnare! grazie alla mia perseveranza (che rasenta lo stalking) e ad un paio di contatti giusti, sono riuscita ad ottenere un contratto come Casual Lecturer in un’universita’ privata di Interior Design e proprio oggi ho tenuto la prima lezione del mio corso!! 

Si tratta di insegnare agli studenti come usare il software di disegno Revit, partendo da zero, con l’obiettivo finale per ogni studente di documentare un progetto di interni di un bar usando Revit a livello professionale!

Prove di creazione di Famiglie in Revit, oggetto della prima lezione! Lavorando da casa la scrivania non poteva che venire richiesta rosa dalle mie bimbe!!!

Sono felicissima di questa opportunità, perché ho di nuovo il modo di tornare ad insegnare e di far valere tutta la fatica e l’esperienza fatta in Italia come insegnante nei Corsi di Certificazione Energetica e di Inglese. 

Fatica non solo mia ma di tutta la famiglia, perché i corsi erano principalmente in diretta online la sera così, quando 2G era neonata, io allattavo prima dell’inizio del corso, poi G con qualche amico o nonna girava sotto casa per un’ora e mezza, tornava per la pausa a metà lezione per farmi allattare e poi ripartiva. D’estate sui navigli era anche piacevole, d’inverno un po’ meno!!!

Durante questi ultimi sei mesi di profonda crisi motivazionale verso la mia professione, mi è capitato più volte di ripensare agli sforzi fatti in passato nel nome del lavoro e di domandarmi: “Ma perché? Ne è valsa davvero la pena?” 

Poi per questo nuovo lavoro ho dovuto modificare per l’ennesima volta il mio cv, basando il mio nuovo profilo professionale sia sulla mia esperienza come docente, sia su quella di architetto in uno studio professionale che usava Revit….e tutto magicamente si è fuso e la mia autocandidatura è andata a buon fine! 

Super pranzo a base di sushi per festeggiare la mia prima lezione 😉

Morale della favola, io credo ancora che impegnarsi e dare il massimo valga la pena e che alla lunga “chi la dura la vince”. Certo a volte è davvero difficile pensare fuori dal proprio schema ed inventarsi delle nuove possibilità. 

Per le prossime 12 settimane darò il mio massimo per questo corso in amibito commerciale. A seguire ce ne potrebbe essere un altro in ambito residenziale…

Baci a tutti da quaggiù e grazie per il supporto!

Intanto, avanti tutta! 


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Un Australia Day molto australiano

Abbiamo festeggiato questo nostro terzo Australia Day in modo molto australiano! 

Mi ricordo ancora perfettamente il nostro primo Australia Day nel 2015, vissuto praticamente da turisti vedendo i fuochi a Kings Park, mentre l’anno scorso eravamo stati con amici in vacanza a sud e poi,  una volta tornati a Perth, eravamo andati su una collinetta dietro casa a vedere i fuochi e ci siamo sentiti molto local 😉 


Quest’anno, invece, abbiamo iniziato partecipando alla cerimonia per la cittadinanza australiana dei nostri carissimi amici ItaloTurchi, una cerimonia molto easy in un parco vicino casa con tantissime attività di intrattenimento per i bimbi. È stata più che altro una festa informale adatta a tutti, ma al tempo stesso un passaggio molto importante per tutti gli immigrati in Australia! 

Il nostro terzo Australia Day (made by 3G)

Eravamo contenti di esserci e di festeggiare i nostri amici, sentire il giuramento ai valori dall’Australia e le parole del Sindaco. Personalmente ho ancora opinioni contrastanti sulla politica e sui valori locali, ma penso che sia ancora presto per poter trarre delle conclusioni. Mi ha molto colpito quando la Sindaca ha detto chiaramente: “noi scegliamo i nostri immigrati” che in effetti è proprio ciò che abbiamo sperimentato anche noi perché, per ottenere il nostro visto, abbiamo dovuto superare una selezione vera e propria ed alcune volte, specialmente per quanto riguarda la parte medica, questo fatto mi ha dato molto fastidio. 

Comunque, siamo a metà strada del nostro percorso per richiedere la cittadinanza e magari tra circa 3 anni saremo anche noi su quel palco con le nostre bimbe che saranno ormai delle ragazzine, chissà! 

Dopo la cerimonia abbiamo preparato le nostre “piccole” valige per il mare ma soprattutto la mega ghiacciata da tipici australiani e ci siamo diretti verso nord a Jurien Bay, dove ci aspettavano la migliore amica di 2G con la sua mamma ed il suo futuro marito. 

Perth è ancora avvolta in un clima vacanziero e questo sarà per tutti l’ultimo weekend di vacanze estive, con la ripresa della scuola mercoledì 1 Febbraio. 

Ammetto che per me è ancora molto strano associare la parola Gennaio con le vacanze estive e Febbraio con l’inizio delle scuole e sono convinta che in realtà il mio cervello attui una traduzione inconscia e trasformi Gennaio in Agosto e Febbraio in Settembre, in un modo talmente sottile che quasi non me ne accorgo ma che mi permette di accettare questa cosa 😉 

Qui a nord il paesaggio è molto selvaggio e non c’è niente a parte, bush, dune di sabbia e mare blu. È la prima volta che ci spingiamo così a nord, a circa 3 ore di auto da Perth, ma avevamo voglia di fare qualcosa di diverso e andare in vacanza condividendo la stessa casa coi nostri amici australiani mi era parsa una buona idea! 

Un cartello vero in uno dei due bar di Jurien Bay!!

Giovedì pomeriggio (giorno 1) ci siamo sistemati a casa e abbiamo fatto il tipico bbq australiano per celebrare Australia Day. La mattina successiva (giorno 2) in spiaggia è andata alla grande, con G che ha battezzato il suo kyte nell’oceano e io che ho fatto la mia tranquilla corsetta sulla spiaggia se non fosse che ad un certo punto ho visto, con la coda dell’occhio,  una macchia scura in acqua, poi l’ho rivista muoversi e poi ha tirato la testa fuori dall’acqua: un leone marino che mi guardava! 

Il battesimo di G col kytesurf nell’oceano a Jurien Bay

Sono rimasta letteralmente senza parole, poi mi sono guardata intorno e non c’era nessuno, solo il leone marino che chiaramente mi guardava. Tra me e me ho pensato: “e se ora viene fuori dall’acqua, che faccio?” e così a passo lesto ho continuato la mia corsa di ritorno 😉 Però che spettacolo sorprendente!!! 

Sabato (Giorno 3): sto scrivendo dall’imboccatura di una caxxo di grotta immersa nel bush australiano. Gli altri incluse le mie figlie sono andate a fare una simpatica camminata dentro la grotta. Io non mi trovo affatto bene se non vedo l’uscita della grotta e così ho deciso di stare qui e nell’attesa scrivo per evitare di pensare a quali incontri potrei fare quaggiù. In realtà al massimo arriverà un’altra coppia di “simpatici” turisti e a me verrà un coccolone nel sentirli arrivare frusciando. 

L’ingresso della grotta: arriverà un serpente, un dingo o “solo” uno sciame di vespe??!!??

Per arrivare qui abbiamo percorso 15 km di pista sulla sabbia, con G che ha messo alla prova la sua abilità di guida sulla neve e ghiaccio. Se sul ghiaccio non devi mai toccare il pedale del freno, sulla sabbia non devi mai staccare il pedale dall’accelleratore se no ti impantani e non esci più. Peccato che G non abbia mai guidato sulla sabbia in vita sua, ma il copilota è un ragazzo australiano e all’andata tutto é filato liscio. Ora però ci aspetta il ritorno in auto di nuovo sulla pista di sabbia dopo aver lasciato la grotta e fatto i 350 metri di “passeggiata” a 45 gradi nel bush. 

Io povera innocente avevo proposto di fare il picnic sul mare prima di metterci in moto per la nostra gita, ma l’idea è stata bocciata e così abbiamo preparato wraps con avocado e salmone affumicato all’imboccatura della grotta, con un bel freschino ma anche tante mosche e inquietanti nidi di vespe a pochi metri dall’ingresso della grotta. Il nostro spirito di adattamento sta aumentando alla grande! 

Non era meglio rimanere alla spiaggia di Sandy Cape?!!?

Io intanto sto qua ferma e scrivo, sperando che nessun essere vivente mi noti e se dovesse farlo sono pronta alla fuga abbandonando la borsa frigo come merce di scambio, anche se non saprei che direzione prendere, probabilmente andrei verso gli altri nella grotta. 

Il succo dell’avventura è: boccaccia mia statti zitta invece di proporre di andare all’info center per vedere cosa offre la zona!!! Per noi italiani qui è come stare su Marte, per fortuna che i nostri amici sono tutto un “no worries”, “it will be fine”, “yeah!” 

Fino ad ora sono io che ho fatto venire un coccolone ai turisti all’ingresso della grotta, perché mi hanno visto all’improvviso nascosta nella penombra a godermi il freschetto ;). Alla fine tutto è filato liscio e siamo approdati ad un baretto vicino al mare a Green Head, dove abbiamo bevuto un caffè col gelato che ci è parso il più buono del mondo!!! 

La dynamite bay a Green Head

Domenica (giorno 4) purtroppo è venuto a piovere e così abbiamo chiuso casa e ci siamo pian piano avviati verso Perth. Abbiamo fatto uno stop a Lancelin e visto le dune di sabbia davvero spettacolari, questa volta però senza avventurarci troppo con la macchina onde evitare di mettere di nuovo alla prova la nostra fortuna! 

La vista dalla cima delle dune a Lancelin

L’esperimento di condivisione della casa coi nostri amici è andata bene. Le bimbe hanno dormito abbastanza tranquille e sono andate d’accordo. Io e G eravamo cotti per il continuo passaggio da italiano ad inglese, ma ci è piaciuto vivere questa avventura molto local. 

Ora che la scuola abbia inizio, così mi riposo un po’ 😉  


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Making contacts: un passo avanti e tre di lato

​In queste ultime settimane mi sto dedicando ad un’attività fondamentale a Perth: “Making contacts” cioè crearmi dei contatti!
Questo perché Perth in realtà é un grande paesino dove “non conta ciò che conosci ma chi conosci”, non nel senso italiano della raccomandazione a scatole chiusa della serie “ti danno una spintarella, il posto è tuo e nessuno più ti schioda da lì”, cosa che probabilmente non avviene più nemmeno in Italia, ma più nel senso che per avere una chance ed essere messo alla prova, spesso devi essere consigliato da qualcuno, anche se quel qualcuno ti conosce in modo superficiale. 
A quel punto vieni messo alla prova sul campo, se vali vai avanti, se no torni al punto di partenza!
È così per tutto, anche per affittare casa devi avere delle reference.
Nel mio caso io mi ero costruita una chance rispondendo autonomamente ad un annuccio per uno studio di architettura, in un momento di grande boom delle costruzioni, avevo sostenuto un ottimo colloquio ed avevo avuto kiulo  ed ottenuto un contratto per 3 mesi di prova che poi sono diventati 12 mesi. 
Mi sono creata i miei primi contatti, ho delle buone referenze…peccato che volendo cambiare lievemente ambito lavorativo…ricomincio praticamente da zero!!! 
Fortunatamente le persone sono mediamente disponibili ad incontrarmi e a darmi una mano, così pian piano mi sto costruendo una nuova rete di contatti. A volte approdo a dei vicoli ciechi, a volte ricevo porte in faccia, ma spesso si apre un nuovo filone di ricerca e io tipo minatore vado avanti passin passetto! 

Dog & Kite Surf Beach

E quando proprio mi girano le scatole…salto in macchina e me ne vengo al mare 😉 


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7 anni

​Lunedi scorso 2G ha compiuto 7 anni.

Il cartellone appeso all’albero

Si tratta del suo secondo compleanno downunder ed è stato bello vedere come 2G si sia ben integrata nella sua nuova classe e nella scuola.
Chi l’ha conosciuta alla scuola materna a Genova, si ricorderà come 2G per i primi sei mesi non abbia aperto bocca quasi con nessun bambino e mai con le maestre. Durante le vacanze di Natale ci disse: “quando torno all’asilo, parlerò” e così fece, tanto che alla maestra S quasi non venne un infarto a sentire la sua voce!!!
Da quel momento, 2G fu un esplosione di chiacchere, sorrisi e splendide amicizie. I bimbi si salutavano per strada quando si incontravano e ricordo perfettamente l’ultimo abbraccio tra 2G e la sua carissima amica A appena prima di lasciare Genova. Ammetto che anche io e G in quel momento ci dicemmo commossi sottovoce: “ma che c…o stiamo facendo???”
L’esperienza della scuola materna ci preparo’ all’arrivo alla scuola elementare a Perth. Sapevamo che 2G per un bel po’ non avrebbe parlato. In un certo senso fu più semplice, perché tutti pensavano che 2G non sapesse l’inglese. In realtà lei un pochino lo sapeva grazie ad un anno di preparazione e al corso di Learn with Mummy, ma io ovviamente tenevo questa informazione per me, così 2G poteva prendersi tutto il suo tempo 😉
Per tutto il primo Term di scuola lei infatti non proferi’ parola. Poi ci furono le prime school holidays ed al ritorno ad Aprile inizio’ pian piano a parlare. Quando i miei genitori arrivarono ad Agosto, trovarono 2G spensierata che giocava e senza alcun problema passava dall’inglese all’italiano. Usava l’inglese con i suoi compagni locali e l’italiano con il suo amico D anche lui appena arrivato in Australia. Facile no!??! I miei genitori addirittura dichiararono che “2G era sbocciata”.
Durante questo secondo anno, il suo accento è migliorato ancora di più ed è in  grado di leggere libri e di scrivere sia in Italiano che in inglese. Ovviamente commette degli errori in entrambe le lingue, ma è bravissima! Quando siamo in macchina ascolta le notizie alla radio e commenta pure. Io devo ancora stare attenta a tenere la sinistra, figurati se riesco ad ascoltare le news!!!
Per questa seconda festa di compleanno, 2G ha voluto invitare tutta la classe e su 25 bambini, solo 3 non sono riusciti a venire perché avevano già altri impegni.
Io ero in panico liquido perché non sono in grado di gestire tanti bambini insieme, già i playdate con 4 bambine mi mettono in agitazione!!!
La festa però è andata alla grande, tutti si sono divertiti e nessuno si è fatto male. Abbiamo scelto di farla ad un nuovo Playground a Kings Park, molto divertente per i bambini di questa età. Ho chiesto ai genitori di rimanere ed è stato piacevole anche per loro.
Ho saggiamente scelto l’orario (9,30 –  11,30) per non dover preparare troppe cose da mangiare, dato che abbiamo gusti ancora molto diversi!
I bimbi hanno giocato liberamente fino alle 10, mentre io offrivo il caffe della moka (messo nel thermos) ai genitori. 

Poi dalle 10 alle 10,30 hanno fatto dei giochi a squadra (uovo e cucchiaio, corsa nei sacchi e bandiera), gestiti da G e da un altro papà. Poi merenda con anguria e arance a fettine, succhi di frutta ed acqua. Hanno resistito per un po’ con la frutta e poi ho dovuto lanciare nel mezzo popcorn e patatine altrimenti si mangiavano il tavolo!!!
Di nuovo gioco libero, alle 11 torta per bimbi e spumante accompagnato da scorzette di arancia ricoperte di cioccolato per i genitori e pian piano la festa si è conclusa.

I portachiavi speciali della mia amica M

Per le goodie bag (il regalino finale di ringraziamento che di solito consiste in caramelle e giochetti vari dentro un sacchettino), ho trovato una soluzione che mi è piaciuta molto, grazie ad una mia amica designer che produce collane, orecchini ed altri oggetti regalo: dei bellissimi portachiavi da attaccare alla cartella della scuola. Dato che quasi tutti i bimbi della classe hanno partecipato e che tra poco, come ogni anno, le classi verranno di nuovo rimescolate, i bimbi avranno un ricordo della festa di 2G e della loro classe di Year 1.
2G era entusiasta, sta ancora aprendo i vari regali che ha ricevuto, ma soprattutto era suo agio con tutti e ci ha reso molto orgogliosi di lei!
Auguroni piccola mia!!!