parliamodiaustralia

L'avventura di una famiglia expat in Australia (forse)


2 commenti

Reset

Le scorse 5 settimane sono state travolgenti, come ben sapete!!!

image

La partenza a sorpresa della au pair è stata la cigliegina sulla torta, la corsa a trovare una soluzione alternativa e poi 3G di nuovo con tosse, raffreddore ed incazzusa, molto incazzusa con crisi isteriche di piano, tanto che ieri pomeriggio abbiamo fatto una gita al Princess Margaret Hospital, l’ospedale dei bambini di Perth, per farla vedere da un pediatra ed essere sicuri che non avesse una mega otite in corso che noi non eravamo in grado di capire 😉

Per fortuna tutto bene, il solito classico virus da combattere con santa pazienza!
(Per la cronaca l’esperienza è stata molto positiva, tutti molto gentili e disponibili)

image

Durante la settimana per me non è facile fermarmi e dare il giusto peso alle cose.

Poi però la realtà della vita ti fa aprire gli occhi e ti fa rendere conto che i tuoi “problemi” sono veramente nulla rispetto a ciò che davvero conta…

image

Stamattina finalmente relax in spiaggia a contemplare l’oceano che mi resetta la mente e mi ricarica per iniziare col piede giusto la settimana!

Quindi buon oceano a tutti ed un abbraccio forte alla mia super amica C. ed alla sua mamma 😉

Annunci


3 commenti

È solo lavoro!

Oggi sono 5 settimane che sono tornata a lavorare in uno studio. Le prime tre settimane full time, le altre due con orario flessibile.

In queste 5 settimane non ci siamo di certo annoiati, tra la mia insofferenza per non vedere le bimbe, la fatica per ripartire a lavorare in un grosso studio dove si progettano edifici di nuova costruzione, l’uso di Revit, la lingua inglese, che mi limita non solo dal punto di vista lavorativo ma soprattutto da quello personale, la “sorpresa” della nostra au pair e tutto lo stress per la ricerca di una nuova soluzione…risultato: oggi sono proprio alle cozze 😉

Il lavoro mi piace, ma il ritmo non è proprio in media con lo stile australiano, ovvero si trotta un bel po’ e come è tipico dell’architettura, si potrebbe andare avanti a fare modifiche all’infinito…
Certi giorni sono più soddisfatta, altri come oggi meno, anche perché il mio capo non è proprio un chiacchierone, i colleghi sono sempre con la testa nel pc ed io non è che abbia questi grandi argomenti da condividere!!!

A ciò aggiungo il fatto che io sono molto critica verso me stessa, ho sempre delle aspettative molto elevate, il mio capo mi corregge anche il fiorellino sul davanzale e si dimentica puntualmente che il martedi e giovedi dovrei uscire alle 13, che poi sono sempre le 13,55 con corsa a casa per arrivare entro le 14 dalla babysitter.

G mi ricorda che non sono problemi miei, che non sono io il responsabile del progetto, bla bla bla, però sinceramente non mi sembra carino svaccare la consegna o andare via alle 13,45 senza dirlo al mio capo, convito che io possa preparare delle altre tavole nel pomeriggio.

In fin dei conti però è solo lavoro e non mi posso brasare tutte le energie mentali e fisiche, anche perché dal punto di vista dello studio, lavorando meno ore loro stanno addebitando meno ore al cliente, quindi potrebbero tranquillamente affiancarmi un aiuto. Non è invece giusto che io faccia il lavoro previsto per 37,5 h settimanali in 30,5 h…cosa che ovviamente sto facendo 😉

Tutto ciò premesso, cosa potrebbe capitare? Che mi dicano che hanno bisogno di una persona full-time oppure nella peggiore delle ipotesi che non mi confermano…e sti c…i!!! Io più di così non posso fare!

Proverò però a comunicare di più con il mio capo, a dire che si, posso fare le ennesime modifiche ma che quindi le tavole saranno pronte solo per il tal giorno, a chiedere aiuto per l’editing finale in photoshop prima dell’emissione ufficiale delle tavole e così via…

Tra l’altro 3G sta accusando abbastanza il cambio di tata, credo più che altro per il fatto che S. parla con lei tutto il giorno inglese. Da tre giorni è di nuovo con tosse e raffreddore, le notti sono toste ed i pomeriggi super nervosi…

Stasera mi regalo una lezione di Yoga domani si riparte all’alba con 3G malaticcia al nido tutto il giorno, 2G lasciata a casa di un amichetto prima di scuola e recuperata da un’altra mamma dopo scuola. Io che ho fatto il nuovo record di corsa da casa ad ufficio in 2 minuti e 48….forza che arriva il week end 😉


6 commenti

Sveglia la notte!

Sono le 3 am e scrivo un post!
Non soffro di insonnia e non sono impazzita, o almeno non del tutto ;). Sono solo preoccupata per l’organizzazione delle mie figlie!

A, la ragazza alla pari, ci ha avvisato via sms ieri (domenica) alle 3 del pomeriggio che aveva deciso di lasciare casa nostra, alle 6 si è presentata a casa, ha fatto lo zaino ed è partita. L’amica ha trovato lavoro a sud di Perth e lei l’accompagna…sempre in coppia come i carabinieri!!! Lascio perdere i commenti e le riflessioni, ma non si lascia un posto di lavoro senza uno straccio di preavviso.

Per fortuna una famiglia di cari amici stava cercando una nuova babysitter, perciò aveva una serie di contatti. Una ragazza australiana, S. è venuta a conoscerci alle 7 di sera e domani alle 8 inizia!
Io la porterò velocemente a vedere dove sono la scuola di 2G ed il nido di 3G, ho già allertato le amiche mamme per darle supporto, perché io domani devo essere in ufficio alle 8,30 e pure G ha delle riunioni e perché come ho ribadito ad A: “noi qui siamo immigrati, non ci conosce nessuno, se non andiamo a lavoro ci danno un bel calcio nel culo!!!”

S mi è sembrata tranquilla, ha 25 anni, si è laureata credo in legge ed il prossimo febbraio farà un master qui a Perth, è nata a Singapore ma è cresciuta in Australia, vive con i suoi genitori ma è indipendente con la sua auto. Di più non so, la mia amica l’ha trovata su un sito web specializzato per babysitter, mi ha portato la fedina penale ed il certificato di primo soccorso che qui usa molto, ma di più non posso sapere finché non la provo…peccato che le affido le mie bimbe!!!

In realtà non sapevo nulla nemmeno di A, forse il fatto che fosse italiana mi ha dato una maggiore serenità, ma probabilmente una ragazza australiana è più a suo agio a casa sua e forse è meglio, chi lo sa!
In Italia la mia rubrica aveva più numeri di babysitter che altre persone, perché si sa che sono lavori occasionali. Io però ero libera professionista, potevo stare io con le mie bimbe, affiancare la nuova babysitter finché lo ritenevo opportuno (di solito un paio di giorni con le classiche uscite prima a bere il caffè, poi a fare la spesa…) e ripetere l’iter infinite volte. Qui no, perché io devo essere a lavoro e non ho nonne o zie a disposizione!

Ci devo fare l’abitudine perché sarà così per un bel po’ di tempo! Ci sarà un susseguirsi di babysitter, un susseguirsi di au pair (siamo di nuovo alla ricerca perché è la soluzione per noi migliore), finché 3G non sarà abbastanza grande da stare tutti i giorni al nido. Per ora va due volte a settimana ed è contenta, probabilmente potrebbe andare anche altre giornate, ma sicuro che mi si ammala e poi che faccio? Chi ci sta a casa?

Insomma un bel respiro, un po’ di valeriana, grande affidamento al mio sesto senso e che una buona stella da lassù ci continui a guidare 😉

Buona notte!

Ps: per fortuna che il 3 agosto arrivano i nonni!!!

Pps: splendido il mio orario flessibile, un po’ di corsa perché ovviamente voglio cercare di rimanere in pari col lavoro. Ho ancora tante cose da imparare, ma speravo di poter tirare un poco il fiato…ahimè mi sbagliavo 😉


6 commenti

MammArch

Ci sono, sono pronta, emozionata ed incredula, anche un filo rinco grazie alla nottata ahimè svomitosa di 3G (giusto per tenersi sempre allenati alle notti in bianco) …

Finalmente lo posso dire: MammArch!!!!

Stamattina ho parlato con il Director P, che mi ha detto di aver parlato con il mio capo D, il quale gli ha riferito che la mia organizzazione famigliare non procedeva “as planned” (alla faccia delle mie crisi di pianto, pensavo tra me e me mentre parlava ;)) e che avevo bisogno di un orario flessibile, con due pomeriggi liberi.
P. mi ha detto che capiva perfettamente (ed ecco che i miei occhi si spalancavano), che trova più utile che io sia serena dal punto di vista famigliare in modo da essere concentrata e più produttiva a lavoro (ed ecco che mi cascava la mascella), che non c’era alcun problema a finire due pomeriggi alle due e se anzi avevo bisogno di entrare dopo al mattino per portare 2G a scuola non c’erano problemi!!!

A quel punto non sapevo se iniziare a prendermi a sberle per vedere se stavo sognando o abbracciarlo fino a togliergli il respiro. Per fortuna ho mantenuto un certo contegno, l’ho ringraziato per la disponibilità e confermato che potevo iniziare come gli altri alle 8,30 del mattino grazie all’aiuto di A. la nostra au pair e che in caso di necessità avrei potuto lavorare più a lungo gli altri tre giorni, perché ci tengo ai progetti che seguo, bla, bla, bla!

I suoi concern erano dal punto di vista economico, come avevo subodorato e sperato, ovvero nonostante io abbia un contratto ad ore, devo seguire gli stessi orari degli altri, perciò se lavoro di più le ore extra non mi vengono pagate. Questo per i prossimi due mesi, poi finito il periodo di prova discuteremo insieme come fare.

In poche parole sono pagata per lavorare dalle 8,30 alle 17 con un’ora di pausa pranzo (non pagata) lunedì, mercoledì e venerdì, mentre martedì e giovedì sono pagata dalle 8,30 alle 13. Se lavoro di più è gratis. In linea di principio non è giusto, ma è un compromesso a cui scendo volentieri 😉

Che dire, alla vigilia della partenza per l’Australia, fase alquanto delirante della mia vita, avevo avuto un momento di brainstorming con la mia mitica insegnante di yoga S. che mi aveva ricordato i miei chiari obiettivi, ovvero fare la Mamma e l’Architetto in uno studio, né solo uno, né solo l’altro!

Dopo quasi 5 mesi di Australia, sono pronta ad esultare… 😉


5 commenti

Alla conquista dell’orario flessibile!

Un’altra settimana è passata, la terza nel mio nuovo studio in qualità di Graduate Architect…ringiovanita di 9 anni solo per aver cambiato continente non è male 😉

image

Il lavoro è interessante, sto rispolverando tutte le mie conoscenze in ambito di dettagli tecnici imparati e stra disegnati all’Università, a cui aggiungo la mia esperienza pratica del cantiere e la mia visione progettuale d’insieme.
Sto usando ed apprezzando alla grandissima il software Revit e tutte le volte che ho un dubbio pratico o di impostazione concettuale posso chiedere ad almeno due colleghe esperte e disponibili. Un sogno dopo 6 anni di lavoro in solitaria!

image

Il rapporto col mio capo sta migliorando, anche se spesso non lo capisco al 100% ne’ per quello che mi dice ne’ per il suo umore, però fortunatamente schizza moltissimo e quindi ho visivamente la riprova che quello che mi ha detto era proprio la guaina impermeabilizzazione del tetto, con la sua scossalina, bla, bla, bla!

La notizia più importante è che giovedì non ho più resistito ed ho fatto “outing”, ovvero dopo aver chiesto pareri ad altre amiche ed alla collega in ufficio, mi sono fatta coraggio ed ho chiesto di fare due chiacchiere in privato con il mio capo D. Sono riuscita a beccarlo in una giornata di super buona (al mattino aveva addirittura sorriso sul fatto che l’indicazione delle falda del tetto si disegni in modo opposto in Australia rispetto all’Italia, o almeno io sono convinta di ciò, ma ormai sono anche io tutta sottosopra quindi potrei pure sbagliarmi!!!) e ho vuotato il sacco!
Il discorso è stato del tipo: “sono da tre settimane in questo studio, mi trovo molto bene, il lavoro mi piace, bla, bla  bla (ma nemmeno troppo lunga perché qui sono sintetici). Non abbiamo mai parlato della mia vita privata (perché qui sono molto riservati e non se ne parla), ma io ho due figle e dal punto di vista famigliare la situazione non sta andando come era stato pianificato (perfetta citazione della mia amica B. perché non è facile trovare i termini giusti in inglese situazioni delicate). Volevo quindi sapere se c’è la possibilità di fare un orario flessibile, perché vorrei uscire due pomeriggi alle 2….e mentre lo dicevo mi tremavano le ginocchia e vedevo in sottofondo la mia faccia con una bella X sopra della serie “game over”!!!

image

D. invece mi sorride (ve l’ho detto che era la sua giornata superSi) e mi dice:” certo, nessun problema. Quali giorni preferiresti? ”

A quel punto si che mi sarebbero serviti i sali, perché una risposta così proprio non me la sarei aspettata!!!! Niente cazziatoni, niente facce deluse, ma un sorriso!!! Gli ho detto che per me andava bene qualsiasi giorno, che avrei recuperato le ore negli altri 3 giorni, che io al lavoro ci tengo, bla, bla, bla!!!
Mi ha proposto come giornate corte il martedi e giovedi, mi ha detto di pensare ad un orario e di fargli sapere il giorno dopo, tenendo in considerazione che saltare tutti i giorni la pausa pranzo con due bimbi piccoli a casa poteva essere pesante!!!

Sono uscita da quell’ufficio volando a testa in giù, per poi finire chiusa in bagno commossa dalla gioia. Reazione forte lo so, ma quando ribalti letteralmente la tua vita per andare in cerca di un equilibrio vita famigliare e lavoro e forse lo ottieni…un po’ di calo di tensione ci sta!!!

image

Una piccola Albisola 😉

Nella splendida favola c’è però un MA, ovvero che l’approvazione dell’orario dipende anche dal Director dello studio, per cui superato il momento di euforia in cui mi sono anche detta “io da qua non me ne vado più!!!”, son tornata coi piedi per terra, la mattina seguente gli ho mandato la mail con la proposta di orario (35 h a settimana invece che 37,5 h pagate, anche se il realtà ne ho sempre fatte almeno 40) e per tutto il giorno non ho ottenuto nessuna risposta.
Venerdì sera prima di andare via ho chiesto a D. se aveva avuto modo di vedere il mio orario, lui mi ha detto di si, ma che il Director aveva qualche concern (dubbio) in merito e me ne avrebbe parlato lunedì.

Ora quali siano questi concern non ne ho idea, spero siano solo economici e non di orario flessibile, perché lo studio paga per 7,5 h al giorno, se lavori di più è apprezzato ma non pagato. Nei tre giorni in cui io devo recuperare, lavorerei circa 8/8,5 h e forse non è previsto nella policy dello studio.
Insomma tengo duro, lunedi spero di riuscire a parlare col director e di portare a casa il mio orario flessibile. Se anche mi dovessero pagare 32 h invece che 35 h a settimana, chissene…

image

Incrociate le dita, mi raccomando 😉


6 commenti

Giugno, alla ricerca di nuovi equilibri

Il mese di Giugno è il mese della ricerca di nuovi equilibri. Me lo ripeto spesso per non correre a conclusioni affrettate come spesso rischio di fare, anche se qualche momento di tensione c’è stato!

Perché non è facile accogliere una ragazza di 21 anni in casa propria, tornare a lavorare full time in un paese straniero dopo 6 anni di libera professione, vedere solo per qualche ora al giorno le proprie figlie e cercare di far quadrare il tutto includendo anche un marito!!!

Però passin passetto ci stiamo organizzando e trovando insieme i nostri spazi 😉

Il cambio di prospettiva è stato comunque interessante, perché capisco meglio cosa vuol dire tornare a casa stanchi e magari con ancora del lavoro in testa e venire assaliti dalla routine di casa, dalle bimbe che attirano la tua attenzione e non avere un secondo per fermarti.
Abbiamo anche assaporato dei bei momenti di gioco a quattro, mentre di solito la sera io mi occupavo delle faccende di casa e G aveva il suo momento con le bimbe.

Insomma tutte nuove scoperte che fanno bene anche alla famiglia, se prese nel verso giusto e con spirito propositivo 😉

L’inizio della settimana a lavoro è andato bene, mi è stato chiesto di portare avanti un mega progetto a Melbourne, di cui per ora seguo un piccolo ampliamento che è comunque articolato ed interessante.

Ho anche abbordato in modo spudorato la mia collega L, una delle poche mamme in ufficio, e l’ho invitata a bere un caffè. Lontano da orecchie indiscrete abbiamo chiacchierato dei nostri rispettivi arrivi in Australia e poi ho fatto outing, ovvero le ho detto che sono anche io mamma di due bimbe!
Se già ci eravamo simpatiche, ora siamo proprio sulla stessa lunghezza d’onda, perché mamma architetto a lavoro in uno studio è davvero dura per il semplice fatto che un progetto può sempre essere modificato e migliorato e quale orario migliore per una bella revisione alle 6 di sera!!!

Dato che lei lavora solo 3 giorni a settimana e passa gli altri due con sua figlia, le ho chiesto consiglio su come muovermi per chiedere un pomeriggio libero a settimana, rendendomi disponibile a lavorare come un mulo gli altri giorni.
In base alla sua personale esperienza in questo studio, L. si è mostrata molto positiva e mi ha consigliato di parlarne apertamente col mio capo.

Dopo aver ascoltato anche altri consigli di amici, ho in animo di muovermi così: lavorare bene questa terza settimana in modo da farmi conoscere un po’ di più e poi settimana prossima chiedere un incontro con il mio capo e spiegargli la mia situazione.
Ovviamente mi mostrerò disponibile a varie soluzioni, anche se il pomeriggio libero mi permetterebbe di stare un po’ di tempo con entrambe e di poter parlare con la maestra di 2G.

Mi devo prepare anche una buona risposta alla domanda: “Perché non mi hai detto subito che avevi dei figli?!!?”

Perché dirgli la verità, ovvero: “Perché ero certa che non mi avreste mai fatto il contratto”  non credo sia una buona risposta!!!

Voi cosa gli rispondereste????


2 commenti

Due settimane!

Questo post poteva avere più di un titolo, a rappresentare tutte le diverse emozioni che sto vivendo.

Provo a fare un riepilogo:

– “Thin & healthy” ovvero magra ed in forma, il commento della segreteria dell’ufficio della proprietaria di casa dopo aver ascoltato il mio racconto della settimana, caratterizzato da:
* rottura del boiler dell’acqua calda con sostituzione da parte di due giovincelli idioti che hanno fatto un lerciume in casa ma soprattutto hanno sfiatato il gas in casa senza aprire le finestre!!!
* malattia di 3G con notti in bianco, febbroni, corsa di G dal pediatra ed antibiotico
* impegno lavorativo intenso con frequenti consegne

Numero di corse avanti ed indietro dall’ufficio a casa (per fortuna vicino) per gestire il tutto: minimo 4 al giorno, ecco perché Thin &  Healthy

– “Unità di Crisi” ovvero il corridoio davanti ai bagni dove faccio tutte le mie telefonate personali per gestire:
* appuntamento dal pediatra, pietendo per il giorno stesso con segreteria che ogni volta mi riempie di domande e parla a manetta ed io alla fine sono talmente in pappa che sbaglio pure la data di nascita delle mie figlie!! E certo che un cognome più corto per fare lo spelling sarebbe stato utile e magari pure dei nomi con qualche vocale in meno (stronza me!!!)
* aiuto dalle mamme di amichette di 2G per accompagnarla e riprenderla da scuola, in modo che la tata potesse stare a casa con 3G malata
* aggiornamenti col marito
* consulenze con nonna farmacista

– “Panico Liquido” ovvero tutte le volte che mi viene affidato un nuovo compito e tendenzialmente non so usare al meglio i software percui ho bisogno di supporto dai colleghi. Fortunatamente sono tutti molto disponibili, specialmente la mia “compagna di banco” del Sudafrica…peccato però che lavori solo tre giorni a settimana!!!
Ovviamente mi affidano sempre dei lavori da fare velocemente e non ho il tempo di cercare su Google come si possa fare!!!

– “Coperta troppo corta” ovvero qualsiasi cosa faccia, mi sembra che i piedi spuntino sempre dalla coperta! Perché ovviamente non si può fare tutto, ma solo definire delle priorità, o almeno credo.

Comunque sono sopravvissuta alle prime due settimane di lavoro e sono contenta!
Al momento ho un ruolo facile, ovvero trasporto sul pc i progetti fatti a mano dal mio capo. Peccato però che mi ritrovi ad usare Autocad 2015, Revit  2015…mentre io ero ferma alle versioni del 2009 e pure SketchUp che non ho mai usato ma al colloquio gli ho detto che ero una good user perché era richiesto 😉

I sftw sono tutti in inglese, devo imparare mille comandi nuovi, le procedure ed il modo di lavorare dello studio (perché gli architetti in tutto il mondo sono una razza strana!) ma cosa più difficile è capire cosa mi dice il mio capo, in australiano stretto biascitato!!! Praticamente ad ogni revisione mi appiccico alla sua scrivania per cercare di vedere cosa disegna, ascoltare cosa dice e leggere il labiale per capirci qualcosa…e giuro che a detta di tutti io parlo un buon inglese!!!
Ho già messo le mani su tre progetti: un centro residenziale per anziani usando SketchUp, delle residenze con Revit ed un edificio con ristoranti ed asilo nido al primo piano sempre con Revit.

Il lato famigliare è un filo allo sbando: se avete consigli di organizzazione e su come incastrare il tutto tra spesa, cucina, tempo per le bimbe e magari anche tempo per voi stesse e per un povero marito…mi siete molto di aiuto 😉

Ps: sto facendo la brava e me ne sto come minimo dalle 8,30 alle 5,30 seduta alla mia scrivania a lavorare. Intorno a me però c’è un grande via vai, nel senso che c’è chi lavora 3 giorni a settimana, chi due, chi uno, chi arriva dopo e va via prima, chi lavora come un mulo ed è sempre lì…spero di trovare l’occasione nelle prossime settimane per parlare con la mia compagna di banco L. e scoprire come funziona in azienda se hai dei figli.
Perché mi va benissimo iniziare con calma e fare la disegnatrice, ma ho bisogno di almeno un pomeriggio con le mie bimbe, poter parlare con la maestra di 2G ed essere un minimo presente nella loro giornata…vediamo 😉