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L'avventura di una famiglia expat in Australia (forse)


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Arrivederci 2016

Il 2016 non è stato per niente un anno facile. 

Siamo stati messi alla prova più volte e su vari fronti, ma, come spesso succede, una volta superate le difficoltà, ci si riscopre più forti e più consapevoli delle proprie capacità! 

Dopo tante belle salite…

Cosi’ ringrazio ugualmente questo impegnativo 2016 e sono pronta per un 2017 pieno di energia e di sorrisi 😉 

Sono pronta per qualche piacevole discesa 😉

Buon anno a tutti! 


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Il nostro primo Natale (di famiglia) Downunder

Questo Natale abbiamo deciso di rimanere in Western Australia ed i miei genitori ci hanno fatto un grandissimo regalo: sono venuti a trovarci! 

Complice il clima estivo (lo scorso anno erano venuti a trovarci in agosto, il mese peggiore come clima), li abbiamo portati alla scoperta del sud del Western Australia, nei luoghi che ci fecero innamorare di questo stato 10 anni fa durante il nostro viaggio di nozze. 

Prima tappa: una settimana a Denmark e dintorni, tra foreste di karri, spiagge bianche incontaminate e piacevoli winery. 

Welcome to the Great Southern!

Non male come Natale al caldo 😉 


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Le mie bambine crescono

Le mie bambine stanno crescendo a vista d’occhio e sono molto orgogliosa di loro. 

Carpe diem 😉

2G ormai è una ragazzina con le idee ben chiare su molte cose, da come vuole i capelli a come si vuole vestire ed è sempre più indipendente, ma anche molto diligente e di aiuto alla sorella. Quando siamo da sole ci facciamo delle belle chiacchierate ed è uno spettacolo 😉 

Ai nippers sta dimostrando delle grandi doti nella corsa e si lancia nell’oceano senza paura (lei). 

L’anno prossimo sarà in Year 2 (2nda elementare), ormai legge piccoli libri da sola ed ogni tanto temo che la nostra routine del libro della buona notte possa concludersi…come crescono in fretta 😉 

3G ieri ha frequentato l’ultimo giorno di asilo ed a febbraio inizierà la pre-scuola (kindy). È cresciuta moltissimo anche lei ed ha cambiato un po’ carattere. Sempre Ariete di segno e di fatto, è però più sensibile e anche se fa la spavalda, in realtà ho imparato a riconoscere alcune posture e faccette che rivelano i suoi sentimenti più intimi. 

Si impegna a più non posso per fare le stesse cose che fa sua sorella, guida orgogliosa il monopattino, ha imparato a colorare nei bordi, riesce ad accendere le luci e a lavarsi le mani da sola, taglia col coltello cibi morbidi e così via! 

Ieri ha messo per la prima volta le sue infradito da grande, senza il laccetto dietro, ed era la bimba più felice del mondo 😉 

Le nuove flip flop di 3G

Da qualche settimana ha praticamente smesso di fare il pisolino dopo pranzo, non usa più né il ciuccio né il passeggino, ed alzasedia, lettino, fasciatoio e vasino sono solo un lontano ricordo. Non vorrei tornare indietro, ma ammetto che la cosa mi fa un certo effetto, specialmente regalare il nostro super sfruttato passeggino rosso! Il lettino, invece, dove hanno dormito per anni entrambe le mie bimbe, non lo darò mai via. Troppi ricordi ed in fondo è poco ingombrante 😉 

Quanti km e quanti viaggi in giro per il mondo con la nostra “Ferrari”

All’asilo si è fatta un’ amichetta del cuore ed è convinta che andrà con lei al Kindy, novità che la sta agitando molto. Ho provato a dirle la verità ma non vuole sentire ragioni, così non la contraddico più e ne riparleremo tra un mesetto. 

A Perth il passaggio al kindy è vissuto come in Italia il passaggio all’asilo. A me 3G sembra pronta e sinceramente non vedo questa grande differenza…vedremo come andrà dal 1mo Febbraio! 

Intanto qui fervono i preparativi e l’agitazione è diventata incontenibile: stasera arrivano i Nonni e che la festa abbia inizio 😉 


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Molte strade. Quale sarà la mia?

In questi due mesi di networking ed analisi del mercato di Perth, non ho fatto nessuna scoperta esaltante, anzi mi sono sentita ripetere il ritornello che Perth non è il posto giusto per quello che piace a me (sostenibilità ambientale e risparmio energetico, anche detti “buon senso” e “avere un minimo di rispetto per l’ambiente e le generazioni future”. L’Australia è uno dei paesi al mondo con il più alto  consumo di energia pro capita. La sua salvezza è che ci sono pochissimi abitanti!) e che non conta ciò che conosci ma chi conosci! 

Non lo definirei un risultato entusiasmante (!!!!), però durante questo mio percorso ho parlato e bevuto taaaaanti caffè con persone disponibili che hanno espresso la loro opinione sul tema e mi hanno consigliato varie strade ed altre persone con cui parlare. 

La mia ricerca non è finita, perché a gennaio ho in programma almeno un’altra decina di caffè, però sinceramente ad un certo punto vorrei provare ad intraprendere una di queste strade e vedere dove mi porta. 

Quale sia quella giusta per me, ancora davvero non lo so. 

Ecco le opzioni che si sono delineate finora. Nessuna ovviamente porta ad un posto di lavoro assicurato, sono tutte strade in salita e tortuose…se no che gusto c’è 😉 

1) Tornare in uno studio di architettura medio/grande, non appena il mercato riprende (e chi lo sa quando), con un ruolo che va dal Revit Drafter al Design Architect. 

Perché si: per avere un lavoro “certo” con orari fissi ed uno stipendio 

Perché no: perché la qualità dei progetti è mediamente bassa ed è un lavoro che richiede spesso ore extra

Voto: 5

Offerte di lavoro: per ora poche, ma il mercato sta migliorando 

2) Entrare in uno studio medio/piccolo che realizza progetti di maggiore qualità, magari anche con un occhio alla sostenibilità ambientale ed  al risparmio energetico. Peccato che anche qui la crisi si sente e che a Perth le persone sono molto ignoranti in tema di risparmio energetico. Morale ci sono pochi clienti “illuminati” e quindi pochi studi con questo target 

Perché si: per provare a far parte di un bel progetto 

Perché no: forse per il rischio di voler uccidere il cliente ricco ma poco illuminato che pensa solo alla piscina ed alla sala tv con aria condizionata a bomba!!! 

Voto: 8

Offerte di lavoro: pochissime  

3) Assistant Project Manager: a distanza di 6 mesi ho fatto un secondo colloquio con una piccola azienda di Project Management. Il direttore mi ha preso in simpatia ed è rimasto colpito dal mio cv. Quello che potrebbe essere il mio superiore, però, dichiaratamente non mi ha preso in simpatia e non so davvero perché!!! 

Perché si: perché ho buone doti da Project manager ed è da un po’ di anni che vorrei provare a fare questo lavoro

Perché no: perché non ho percepito un grande amore nei miei confronti da parte del Project manager a cui dovrei fare da assistente… 

Voto: 7

Offerte di lavoro: in teoria “il posto è mio”, peccato che la società prima debba vincere il contratto per il nuovo progetto e negli ultimi 6 mesi non gli è andata gran bene!! ! 

4) Consulente energetico da libero professionista, come facevo in Italia. Il problema è, come anticipavo, che non c’è la cultura né dei clienti né tantomeno delle imprese costruttici

Perché si: perché penso che sia doveroso costruire e ristrutturare pensando ai consumi energetici, specialmente qui dove ci sono tantissime villette


Perché no: perché sarebbe una guerra persa quasi in partenza e da sola, in un paese che non è il mio, è davvero troppo! 


Voto: 4


Offerte di lavoro: quasi zero


5) Sustainability Officer, cioè il responsabile della sostenibilità ambientale per un comune. Ruolo più gestionale e sociale, completamente staccato dal mondo dell’architettura. 


Perché si: per provare qualcosa di nuovo e lavorare per lo stato  australiano. 


Perché no: c’è il rischio di stufarmi  della burocrazia e del modus operandi di un “posto pubblico” 


Voto: 7


Offerte di lavoro: circa una al mese, peccato che per ora mi abbiano sempre scartato. Oggi ho ricevuti l’ultimo no, ho chiesto maggiori dettagli e mi hanno detto che hanno ricevuto 70 cv per un posto e solo 4 faranno il colloquio. Io non ero una dei 4! Non avendo titoli di studio australiani, purtroppo la vedo moooolto dura


6) Insegnare nell’ambito dell’architettura e della sostenibilità ambientale, probabilmente iniziando con corsi per software di disegno come Autocad e Revit


Perché si: ho esperienza di insegnamento in Italia a colleghi che volevano diventare certificatori energetici e mi è piaciuto


Perché no: per la mancanza di contatto con la realtà della progettazione e costruzione, ma soprattutto per la totale incertezza lavorativa. All’inizio se va bene potrei fare la supplente chiamata all’ultimo secondo


Voto: 8


Offerte di lavoro: quasi zero, ma tramite networking che rasenta lo stalking, forse qualcosa troverò!!! 


7) Fare un Phd (dottorato di ricerca). Dato il mio cv, l’unico percorso di studi ulteriore che avrebbe senso, soprattutto qua dove quasi tutti ottengono solo il Bachelor Degree (laurea triennale), sarebbe il Phd. Nessuno me lo ha “offerto”, dovrei conquistarmelo tirando fuori le unghie ed impegnarmi assiduamente per i prossimi 4 anni…


Perche si: per ottenere un titolo riconosciuto a livello internazionale e poter insegnare anche in altre nazioni 


Perché no: perché quattro anni sono lunghi, molto lunghi, e dopo non si ha la certezza di avere un posto di lavoro assicurato all’università e si rischia di essere troppo qualificati per tornare in un’azienda! Inoltre dovrei rifare l’IELTS, ma questa volta Academic e prendere almeno 7. Forse è la volta che miglioro il mio accento?!!!? 


Voto: 5/6


Offerte di lavoro: poche! 


8) Sustainability manager in un’azienda/studio e/o responsabile di certificazioni “green”. Ancora devo capire bene questo ruolo. A gennaio dovrei riuscire a parlare con una collega che ha questo ruolo in uno studio. 


Perché si: per rimanere nell’ambito dell’architettura/costruzioni ed occuparmi di sostenibilita ambientale 


Perché no: potrei essere la solita rompiscatole che si occupa di cose che non interessano (ahimè) a nessuno 


Voto: 7,5


Offerte di lavoro: fino ad ora, mai viste! 


9) Inventarmi un lavoro di “nicchia” in base alle mie capacità e competenze. Ovviamente qualcosa ho già in mente, ma se la crisi non passa, qualunque iniziativa è dura! 


Perché si: perché in fondo sono una libera professionista “nata” che ama la sua indipendenza 


Perché no: ritrovarmi di nuovo a lavorare da sola, da casa, in una lingua che non è la mia…ma non deve essere per forza così, posso sempre escogitare qualcosa 😉 L’ostacolo principale è la crisi 


Voto: 7


Offerte di lavoro: devo creare io una nuova esigenza! 


Infine potrei cambiare completamente ramo e:


A) Insegnare italiano 

B) lavorare con un migration agent 

C) fare “solo” volontariato


Di base ho la grandissima fortuna di poter contare sul supporto economico ed emotivo di G, cosa che mi da il lusso di cercare il lavoro che più mi piace. Ovvio che se le condizioni dovessero cambiare, mi rimboccherei le maniche e farei qualsiasi cosa! 


Al momento approfitto di questa condizione privilegiata, con l’obiettivo però di fare una scelta. 


Ecco quindi la mia top 3 di possibili lavori nel campo dell’architettura:

Primi ex equo: Studio di architettura  medio/piccolo ed insegnare tematiche architettoniche (voto 8)


Terzo: Sustainability manager (voto 7,5)


E voi che vedete la situazione dall’esterno, cosa ne lo pensate? 


Grazie 😉 



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10 anni! 

161206 – 161216… 

non mi sembra vero ma sono passati 10 anni! 

Due figlie, due continenti, tante città diverse, ma soprattutto tanta voglia di continuare a volare insieme e di affrontare le piccole grandi difficoltà della vita! 

Notare il colpo di genio della rotellina che gira!

Ieri siamo usciti a cena e ci siamo goduti un’ottima cena di pesce e poi una passeggiata a King’s Park, come avevamo fatto durante la prima tappa della nostra luna di miele in Australia…

non male come coincidenza 😉