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L'avventura di una famiglia expat in Australia (forse)


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Come una pentola a pressione

In questi anni di “maturità” ho imparato a conoscermi un po’ meglio e ad accettarmi un po’ di più.

Per una ragazza cresciuta nella Milano iperattiva con genitori iperattivi al ritmo di “op-op-op, din-din-din, menare!!!”, “se una cosa va fatta, meglio farla subito che dopo”…ed ovviamente “tutto” VA fatto, non è stato facile!

Per carità, non mi lamento e tutto questo “ritmo” mi ha permesso di fare tante esperienze super fin da piccola, ma quando poi mi sono avventurata da “sola” nel mondo, ho mantenuto questo ritmo che mi era stato insegnato e ad un certo punto non ce l’ho più fatta!

Ho capito ed ho accettato che sono un essere umano, che se continuo a farmi carico di attività, impegni, scadenze, obiettivi e risultati da raggiungere, mi carico come una pentola  a pressione e se ogni tanto non “sfiato” ad un certo punto la pentola “esplode”.

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L'anno scorso la valvola di sicurezza è saltata per davvero...zuppa ovunque in cucina 😦

La mia valvola di sicurezza è esplosa per la prima volta nella primavera del 2008, in un periodo molto stressante in cui, si badi bene, il 90% delle pressioni me le ero “imposte” da sola, perché voglio fare bene per me stessa ma soprattutto per non deludere gli altri, ci tengo a quello che faccio, mi fa piacere che le mie capacità vengano riconosciute ed ho un elevato senso del dovere.

Risultato una crisi di panico fortissima che mi ha fatto tremare la terra sotto i piedi perché non sapevo cosa fosse una crisi di panico e mai avrei pensato che potesse succedere a me, quella che fa tutto bene ed ha tutto sotto controllo!!!

Da lì pian piano ho capito che per il mio benessere avrei dovuto rivedere il mio modo di vivere le cose, per poter essere felice, soddisfatta ma soprattutto serena.

La prima grande scoperta è stata lo yoga che pratico una volta a settimana e mi permette di ristabilire le giuste priorità 😉

I due pomeriggi a settimana che passo con le mie bimbe dopo il lavoro sono un altro momento importante, perché i loro sorrisi e vederle giocare felici nell’erba mi danno una grande carica e mi ricordano uno dei motivi per cui siamo venuti fin quaggiù!

Il terzo elemento fondamentale per il mio equilibrio è la condivisione delle piccole e grandi questioni di ogni giorno con le altre persone, sia amici che colleghi. Chiedere consiglio e supporto a lavoro, raccontare le mie ennesime ricerche di babysitter alle amiche e riderci su, condividere con le altre mamme le difficoltà di addormentamento la sera di 3G ed i risvegli notturni e scoprire che sono in buona compagnia…

Ovviamente poi c’è il marito che supporta e sopporta 😉

È già capitato che alcune di queste valvole di sfogo siano venute meno e in qualche modo avevo retto la pressione.

Lunedi, dopo la settimana appena trascorsa in modo pessimo senza il minimo supporto a lavoro, G in trasferta, la tata svedese rimpatriata etc etc etc, davanti ad un’altra giornata davvero tosta, ho alzato la testa dal monitor, mi sono guardata intorno nella mia zona dell’ufficio ed ero da SOLA, l’unica di sei postazioni e…non ho retto! Ho sentito quell’orrendo nodo alla gola e mi è mancato il respiro 😦

Per fortuna G era in ufficio disponibile, l’ho subito chiamato, sono scesa sotto il mio ufficio e mi sono fatta un bel pianto liberarorio al telefono condito dai classici “è troppo, non ce la faccio, non voglio più stare così”, ma mentre lo dicevo ero consapevole e determinata a non ricascarci di nuovo!

Il resto della settimana è stato abbastanza tranquillo, il mio progetto prosegue e dovrei consegnare settimana prossima. Sono riuscita a fare un bel “passo di lato” e a ripetere tra me e me: “il progetto non è TUO, non sei tu la responsabile, le decisioni alla fine deve prenderle T e se le fa prendere a te poi non si può lamentare”

La mia priorità sono il mio benessere psicofisico e la mia famiglia. Il lavoro è utile ed è giusto che mi dia soddisfazioni e che io lo faccia bene, ma non è la mia vita 😉

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Oggi splendida giornata di mare!

In futuro cercherò di ridurre al minimo i cambi di pomeriggi perché ho bisogno della routine con le mie bambine e  come i bambini, per i recuperi al nido di 3G la sera mi farò aiutare di più dalle babysitter ed in ufficio proverò a mantenere maggiore distacco perché alla fine… BUB (Battu u belin!!!)*

* “bàttisene u belìn (genovese), batarse o belìn (spezzino) vuol dire “fregarsene, non dare importanza”; es.: «de ti me ne battu ù belìn!» esiste anche la lezione battu ù belin n’ sci scheggi (mi ci/me ne batto il belino sugli scogli) come estremo rafforzativo.” Fonte Wikipedia

Buona Pasqua a tutti!

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Sculpture by the Sea 2016

Per il secondo anno abbiamo visitato la mostra “Sculpture by the Sea” a Cottesloe.

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Quest'anno ho acquistato la guida per i bimbi, molto carina con semplici spiegazioni delle opere

La giornata era perfetta (sole caldo ma verticello fresco) ed è stato un bel modo per salutare la mostra che chiude oggi e concludere la lunga estate di Perth con una bella nuotata a Cottesloe…da domani quaggiù in teoria inizia l’autunno…vedremo 😉

La bellezza della mostra consiste sia nello spettacolare scenario della spiaggia bianca e dell’oceano indiano, sia nel fatto che le sculture sono accessibili a tutti (con rispetto) ed i bambini possono interpretarle come preferiscono.

Queste le mie preferite del 2016: buona mostra 😉

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"Escape" : fuga dalla propria (ristretta) realtà

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"Kalashi" : il vento e la luce modificano la percezione dell'opera quando ci cammini all'interno

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"Boxed" : un gigante cavallo intrappolato in un box, emblema delle situazioni in cui ci sentiamo intrappolati...

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"Eye" : un occhio che ti guarda da un'altro mondo??? Un filo inquietante...

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"Catch me": prendimi! Botero style

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"Pilgrim" : che cosa avrà trovato la'sotto?

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"A burden" : un cavallo che avanza schiacciato dal suo carico...ed una bambina che serena gioca con la sabbia all'ombra...

Ed ecco che dall’ultima immagine traggo la mia nuova ispirazione: “fai come la bimba e prova a cercare un modo” diverso” per interpretare le cose ;)”

Buona settimana a tutti!


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“Se anche tu… Benvenuto, sei dei nostri!!!”

Se anche tu…

Hai la Babysitter che non è riuscita a rinnovare il visto e ti scrive dall’aereo alle 9 di sera: “Scusa tanto ma devo tornare in Svezia perché il mio visto è scaduto. Spero di tornare a Perth tra 2/3 settimane”…

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La mia tabella per scegliere le tate 😉

Il marito è in trasferta nel nulla australiano per due giorni (per fortuna solo due ;))…

Il tuo capo è isterico e si sfoga con te perché tu ed A siete le uniche rimaste nel suo team… Ed A è malata per tutta la settimana …

Il forno si rompe e non si spegne più e ci sono 40 gradi (per fortuna nel quadro elettrico c’era l’interruttore con la scritta Oven)

L’elettricista viene a cambiare le lampadine dei faretti rotti, fa un buon lavoro ma ti lascia il regalino…

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3G impone con tutta la sua forza e testardaggine da Ariete il fatto di avere quasi tre anni e vuole fare tutto da sola, la sera non vuole addormentarsi e continua a chiamare con falsi pretesti, di notte si sveglia tra le 2 e le 5 volte, rompe i pannolini a mutandina, ti guarda e ride, e quando tu esasperata le dici “bene, allora di pannolini non ce ne sono più, ora dormi senza”, ovviamente alle 3 di notte si fa la pipi addosso…

Benvenuto, sei dei nostri!!!

Ecco il sunto della mia settimana!

Nonostante tutto ho mantenuto un certo approccio zen, non ho mandato a VFC nessuno anche se l’ennesima persona che mi diceva “hai una faccia stanca” ha rischiato grosso 😉

A lavoro, dopo aver quasi completato la DA del mio “ecomostro” in riva all’oceano (in realtà non è così schifoso, solo che io sono l’architetto che meno vorrebbe costruire…forse dovrei davvero iniziare a pormi delle domande!!!), mi sto dedicando ad una “cinesata”, ovvero un  palazzone in centro a Perth commissionato da un cliente cinese il cui unico obiettivo è fare profitto.
Non essendoci in Australia ferre regole in merito al regolamento di igiene delle abitazioni, potete immaginare la qualità abitativa di quegli appartamenti modello loculi.
Inoltre il progetto supera di gran lunga l’altezza massima consentita, vedremo se il comune lo approverà!
Intanto G da “palazzinara” ha cambiato il mio soprannome in “abusara” per l’abuso edilizio a cui sto partecipando, sigh sob 😦

La prima chicca di cui mi sono dovuta occupare è stata una “scissor stair” ovvero una scala a forbice con le rampe che corrono sfalsate una rispetto all’altra, così con una scala si hanno due vie di fuga. Non avevo mai visto una cosa simile. Inoltre dovevo riuscire a far funzionare tutta una serie di piani ammezzatti nel parcheggio.

Ho lavorato due giorni tenendo aperto sul pc questa immagine come ispirazione :

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Le scale di Escher (immagine presa dal web)

Per lo meno ho strappato un sorriso al mio capo T e portato un po’ di cultura in ufficio 😉

Tornando al tema tata, ho reagito in modo abbastanza zen perché alla fine ho dovuto “solo” anticipare di qualche mese l’andata al nido di 3G anche al venerdì (lo avevo previsto per i primi di maggio dopo le School holidays) e così avrò bisogno di tate solo al martedì e giovedì, cosa che non mi dispiace affatto perché ne ho piene le scatole di ragazze che vanno e vengono 😉

Grazie a FB ho già incontrato due nuove tate: una ragazza italiana che fa l’au pair per un’altra famiglia. Giovane, in Australia per cercare di chiarirsi le idee sul suo futuro, starà sei mesi qui, sei mesi sull’altra costa un po’ come fanno tutte. Non usa la macchina ma mi è parsa tranquilla.
L’altra è australiana, studia per diventare infermiera, a suo agio a Perth, con la sua auto. Unico neo è che all’Università non sanno mai i programmi delle lezioni e degli esami perciò non mi può garantire più di un mese di disponibilità!

Morale per ora martedì inizia la tata italiana S, il giovedi rimane l’altra italiana G. 3G andrà al nido lunedì, mercoledì e venerdì ed è entusiasta. Le altre mamme mi aiuteranno per i dopo scuola di 2G, insieme con il servizio di after school e qualche tata qua e là. In caso di malattia starò a casa da lavoro, ma di più non posso fare 😉

Settimana prossima è pasqua e saremo in vacanza da venerdì a martedì, evviva!

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Abbiamo trovato la colomba!

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Ma siamo multiculturali...

Buona festa del papà (oggi) e buon Harmony Day (lunedì)

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Festa del Papà al ristorante greco


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Oceano “amico”

Oggi giornata di grande caldo, siamo stati al mare a Leighton Beach, zona North Fremantle.
Il mare era una tavola blu grazie al vento da est ed io finalmente mi sono lanciata a fare la mia nuotata. In realtà nuotavo parallela alla spiaggia a circa 1 metro e mezzo dalla riva, però è un primo passo 😉

Per la prima volta non avevo il costante pensiero dello squalo bianco in arrivo. Vi ricordate quella puntata tristissima di Bay Watch in cui una life saver veniva assaggiata al fianco da uno squalo bianco? Ecco, ogni volta che mettevo la testa sott’acqua qui a Perth, nella mia mente spuntava quella immagine. Oggi per la prima volta non è successo!!!

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Immagine presa da qui

Oggi il pensiero maggiore era tenere d’occhio le onde, anche se in realtà ce n’erano davvero poche ed erano a misura di bambino! Comunque una prima conquista 😉
2G invece, dopo domenica scorsa 
è ormai lanciatissima e si fionda con G senza paura. 3G ovviamente vorrebbe seguire a ruota, ma la mia schiena non ce la fa!

La settimana lavorativa è stata invece a dir poco stressante. Io di nuovo sotto urgente consegna per venerdì, senza alcun supporto dal mio capo, ma soprattutto senza il suo “solito” atteggiamento positivo e propositivo che ti sprona e ti fa venire voglia di lavorare con e per lui.
A parte martedì pomeriggio che ho portato 2G a tennis con un caldo indiavolato, mercoledì, giovedì e venerdì ho lavorato full day senza sosta con T che mi rivolgeva la parola solo per chiedermi: “Hai finito???” e se io gli dicevo su cosa stavo avendo problemi il commento tipico era: “chiedi a Tizio o a Caio. Comunque ci vogliono 5 secondi per fare questa cosa”!!
Più volte avrei voluto rispondergli per le rime, ma ho cercato di essere professionale e di andare avanti col lavoro perché so che in questo momento lui è in sclero, che gli hanno tolto delle risorse (con la mossa della settimana scorsa del cambio di scrivanie) e se non dovesse andare in porto un grosso progetto temo che il suo posto di lavoro potrebbe saltare!

Ho toccato il fondo quando martedi, dopo avermi fatto lavorare per il progetto più importante, mi ha lanciato le mie tavole corrette durante il week end, con indicati a mano i nomi dei materiali scritti in modo sbagliato. E quando gli ho chiesto chiarimenti mi ha biascicato i nomi di questi materiali innervosendosi pure un po’!!! Per fortuna la collega tedesca mi ha aiutato ad interpretare queste scritte e con l’aiuto di google siamo risaliti ai prodotti. Poi sono andata da un’altro collega che mi ha consigliato una serie di siti dove farmi in po’di cultura di materiali…ma ragazzi che annaspare!!!

La settimana prossima si preannuncia di nuovo tosta, con l’unica collega rimasta nel mio team che è in ferie per una settimana, quindi io temo che dovrò finire le tavole per la mia DA e nel contempo lavorare per l’altro progetto.

Oggi parlando con G ho cercato di capire perché l’atteggiamento di T mi abbia così agitato ed infastidito:

1) perché sono una precisetta permalosa e le critiche mi fanno subito incazzare, specialmente se, a mio parere, sono poco fondate. Almeno quelle giuste sto imparando ad accettarle!

2) perché come dice il nostro amico psicologo S, spesso a lavoro si ripropongono gli schemi della nostra famiglia. E quale figlia femmina non ha sempre cercato l’approvazione del proprio padre??? Peccato che questo sia “solo” lavoro, ci proverò!

3) perché essendo madre di due bimbe, io non posso/voglio lavorare fino alle 8/10 di sera come fanno a volte le mie colleghe di 5/10 anni più giovani di me!! Questo è il motivo principale per cui ho dato al lavoro dell’architetto l’ultima chance, perché è un lavoro molto bello che però ti ciuccia il sangue. Finora qui era andato tutto alla grande, vediamo come sarà in futuro! Però capite bene che se c’è da finire, finire, finire ed io alle 17,10 devo uscire perché il nido chiude alle 17,30, come faccio?

Per fortuna a tutto si può trovare una soluzione, perciò magari mercoledì prossimo che G è in cantiere, chiedo ad una tata di andare a recuperare 2G a scuola e poi 3G al nido. Mi costa, però è meglio investire dei soldi in più e non sclerare!!!

Sul tema tate, la svedese A va alla grande, domani dovrebbe riuscire ad ottenere lo student visa e fermarsi a Perth. Vedremo poi se cambierà la sua disponibilità.
L’italiana G, quella della palma, non è proprio entrata in sintonia con me. Per ora continua a fare il giovedì fino a capire gli impegni futuri di A.
3G è felice di andare dai bimbi, in futuro, sempre in base ad A, la farò andare anche il venerdi. Vediamo anche come si evolveranno le trasferte di G

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Morale, forza e coraggio ed avanti tutta 😉


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Stiamo qui, o almeno ci proviamo! (Mini guia a Rottnest Island)

È stata un’altra settimana intensa, tra le questioni lavorative di G e la consegna della mia prima DA come responsabile del progetto.

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Gita a Rottnest Island

T, il capo dei progetti residenziali, mi ha chiaramente detto :”Arrangiati” nella versione educata in inglese: ” I have to leave it with you”.
Subito dopo il Project manager del progetto che bada solo ai tempi (fallo più in fretta possibile) ed al costo (spendi il meno possibile) mi ha detto che vuole il tutto per martedì e mi ha chiesto cosa diamine avessi fatto per tutta la settimana.

Io non potevo certo rispondergli che per due giorni avevo dovuto occuparmi di un altro progetto più importante del suo e che per il resto stavo procedendo per tentativi / brancolando nel buio cercando di dare un senso alla forma dell’edificio ed ai materiali.

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Una delle splendide baie dell'isola

Superato il momento di panico, sono andata a chiedere aiuto alla mia collega ex vicina di banco V, che mi ha fatto capire cosa diavolo intendesse T quando mi lanciava qua e là informazioni tipo “il muro X fallo con le grooves”. Il tetto di “Surfmist” come ha detto il consulente in riunione. Parole sparare qua e là tra una riunione e l’altra che a stento riuscivo a capire!!

Comunque ho lavorato come un mulo, martedi qualcosa riuscirò a consegnare (lunedì in WA è festa nazionale), il resto lo farò per venerdì. Più di così non posso fare. Poi una volta in pausa pranzo andrò in gita da un rivenditore di materiali edili per dare un nome ed una faccia a tutto ciò 😉

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Il cambio di postazioni è stato effettuato. Il mio posto è stato preso da J, la figlia del fondatore degli studi. Difianco a me c’è una interior designer con cui avevo già fatto un po’ di amicizia durante una visita in cantiere per il progetto. La terza nuova persona è la nuova responsabile degli interior designer.
Il risultato è che T non è per niente contento di questa e di altre mosse all’interno dello studio. La nostra zona è spesso vuota perché quasi tutte le persone, me inclusa, fanno orari flessibili. Vedremo!

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I grattacieli di Perth sullo sfondo

G ha scoperto che il suo contratto annuale con scadenza ad aprile, in realtà non scade in aprile ma era stimato che si concludesse in aprile, ma se ci sono progetti rimane attivo….una cosa un po’ strana per noi, ma così è!!!
Questo ci ha un po’ rinfrancato e dopo qualche giorno di riflessioni e di associato stress da mille possibili cambiamenti (lavoro, città, continente e forse pure pianeta ;)), abbiamo concordato che proviamo a rimanere a Perth per tutto il 2016, cercando di evitare un suo trasferimento fisso a nord in cantiere… Speriamo in bene!

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Protezione per i Quokka, mini canguri che abitano l'isola

Intanto intorno a noi varie persone, anche un architetto italiano arrivato a Perth con lo sponsorship qualche anno fa, vengono lasciate a casa. Non è facile rimanere concentrati e non perdersi d’animo con tutti questi “birilli” che crollano intorno a noi ogni giorno, ma ci si prova!
Io intanto ho ottenuto una bella soddisfazione: dopo 9 mesi ho avuto i biglietti da visita 😉

Con l’obiettivo di tenere fede al motto “make the best of it” oggi ci siamo regalati una splendida giornata di mare a Rottnest Island. Avevamo bisogno di cambiare aria, anche se abbiamo lasciato un’isola enorme (l’Australia) per andare in un’isola più piccola!!!
Le bimbe sono state entusiaste di mille bagni in baiette protette dalla barriera corallina.

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La mappa dell'Isola di Rottnest

Loro giustamente non se ne rendono conto e a volte si lamentano pure, ma gli stiamo regalando un’esperienza da favola e ne sono felice 😉

Lunedi qui è la festa dei lavoratori…W i weekend lunghi 😉

Piccola guida di Rottnest Island:

Rottnest Island si trova di fronte a Perth, a circa 22 km di distanza. Un tempo era una base militare, ora è parco naturale. Ci si arriva con un traghetto veloce in circa 30 minuti da Fremantle o 60 minuti dal centro di Perth.
Sull’isola non ci sono auto. Ci si può muovere con la bici oppure con il bus di linea che effettua numerose fermate ad orari prestabiliti (il biglietto del bus si compra direttamente sull’isola).

L’Isola è piccolina con un perimetro di 22 km, è disabitata a parte due minuscoli paesini dove arrivano i traghetti ed è caratterizzata da numerose baie dall’acqua cristallina protette dal reef. Insomma l’Oceano Indiano con i suoi colori la fa da padrona.

Noi siamo partiti domenica alle 7,15 con il traghetto da Fremantle Shed B e siamo arrivati alle 8 sull’isola. Pausa caffè e colazione da Dome (questa catena è arrivata anche li!!) ed abbiamo preso il primo bus delle 8,45.
Fare il giro in bici è più bello, ma abbiamo pensato fosse un po’ troppo lungo per 2G. Inoltre, non essendoci alcun punto di ristoro in giro per l’isola, avrebbe significato caricare come dei somari noi e le bici, inclusa 3G sul seggiolino. Per questo primo giro il bus è andato benissimo 😉

Le spiagge sono tutte molto belle. Noi ci siamo fermati a Little Salmon bay, poi ci siamo spostati a piedi a Salmon Bay, una baia di sabbia bianca davvero super. Verso le 12,30 abbiamo ripreso il bus ed abbiamo fatto praticamente tutto il giro dell’isola. Essendo un po’ affamati ed accaldati, non ci siamo fermati sulla punta e ad Eagle Bay, ma sembravano proprio meritare!
Anche Rocky Bay e Stark Bay ci hanno affascinato, ma noi puntavamo a Little Armstrong bay perché segnalata come spiaggia per lo snorkeling. In realtà quest’ultima non ci ha fatto impazzire e c’era anche un po di camminata per raggiungerla. Insomma prossima volta dedicheremo più tempo alla parte ovest dell’isola, detta Narrow Neck 😉

Siamo poi approdati a Longreach Bay, un po’ nascota ma molto carina, dopo una pausa caffè e scivoli al Gordie Bay Caffè. Alle 16 abbiamo ripreso il bus verso Thompson Bay, dove partono i traghetti, ci siamo cambiati, abbiamo mangiato un gelato ed alle 17 ci siamo imbarcati. Per una gita in giornata con 3G ancora piccina, gli orari hanno funzionato alla perfezione!
Al ritorno il traghetto era più grande e faceva scalo a Northport, un altro molo di Fremantle e poi allo shed B. La prossima valuteremo Northport anche per la partenza.

Una volta arrivati a terra, abbiamo concluso la serata con polpo, gamberoni e pizza per le bimbe al Salt on the Beach di Fremantle…non ci si può proprio lamentare 😉

Unico neo dell’isola: il bus che gira solo in senso orario, perciò se vuoi tornare indietro alla spiaggetta che tanto ti piaceva (come è capitato a noi), devi rifarti il giro dell’isola. Gli spogliatoi e le docce in paese sono molto spartani e pure un po’ allagati…ma tutto sommato, tutto era ben organizzato e molto piacevole

Per la prossima volta proveremo a dormire sull’isola, impresa assai ardua perché tutte le strutture sono sempre piene e bisogna prenotare con 6 mesi in anticipo…come quasi tutto nel WA ahimè, ma pian piano ci stiamo rassegnando. La struttura più bella? Gli chalet di Gordie Bay che danno sulla Longreach Bay.

Voto finale: 8,5 senza dubbio 😉