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L'avventura di una famiglia expat in Australia (forse)


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Grazie a tutti!

Ogni tanto mi domando a chi possa interessare quello che scrivo, poi se riprenso al supporto che io ho trovato e che continuo a trovare leggendo i blog di altre persone e famiglie all’estero che stanno vivendo o hanno vissuto emozioni analoghe, continuo nella mia scrittura che per prima cosa è di aiuto a me stessa…e magari altre persone hanno piacere di seguire.

Comunque, che roba strana ‘sta rete!!!

Grazie a tutti per il supporto, buona fine dell’Anno, ma soprattutto Buon 2016 😉

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Lui, il vero Re nella mia valigia di ritorno 😉

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2015 per questo blog.

Ecco un estratto:

La sala concerti del teatro dell’opera di Sydney contiene 2.700 spettatori. Questo blog è stato visitato circa 25.000 volte in 2015. Se fosse un concerto al teatro dell’opera di Sydney, servirebbero circa 9 spettacoli con tutto esaurito per permettere a così tante persone di vederlo.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

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Eh beh!

“Eh beh” il primo suono emesso dopo quattro curve sugli gli sci a Livigno!!!

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I nostri fedeli destrieri

Premessa: io e G ci siamo conosciuti sulle piste da sci, per la precisione ai campionati italiani universitari.
Io ho iniziato a fare gare da piccolissima, G da un po’ più grande e l’amore per lo sci e la montagna ci ha da subito accomunati.

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Poca neve, ma il panorama è lo stesso da favola

Essere andati in montagna dopo un anno a Perth è stato per noi un bellissimo regalo.
Peccato la mancanza totale di neve, ma per fortuna si riesce lo stesso a sciare sulla neve artificiale.
Domani porteremo anche 2G a sciare e a breve anche 3G potrà toccare la neve. Devo solo organizzare bene la logistica per 3G e per mia mamma costretta a “burattino” a causa di un incidente alla schiena, a seguito di un brutto atterraggio della loro jeep in discesa da una duna nel deserto dell’Oman. Sembra surreale ma giuro che è vero…e poi c’è da chiedersi da dove derivino i miei geni da ciclotrone???

Non sappiamo tra quanti rientri in “Patria” avremo modo di tornare a sciare, perciò stiamo immagazzinando odori, colori, sapori ed il calore “dolce” del nostro sole come il Topino Federico nel bellissimo libro di Leo Lionni 😉

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Il nostro rifugio del cuore!

Per il resto, a parte la sveglia di gruppo alle 4,30/5 del mattino causa fuso orario, siamo tranquilli e felici.
I nonni sono entusiasti di stare con le bimbe e ci regalano fantastiche fughe in liberta.

Io continuo il coordinamento delle visite e dei saluti per l’anno nuovo, per fare il carico di amici ed abbracci per affrontare il 2016 al meglio!

Buone vacanze a tutti


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Prime impressioni

Eccomi a riportare le prime impressioni in ordine sparso e casuale, così come il mio neurone dopo 30 ore di viaggio 😉

– bello essere in Italia (non dico Casa per evitare di affrontare il classico quesito “ma la casa dov’è?”)

Рbello poter spegnere il traduttore istantaneo che si ̬ installato nei nostri cervelli

– ovviamente bello riabbracciare i nostri cari e vedere la gioia nei loro occhi di poterci toccare con mano, specialmente le bimbe!

– bello telefonare agli amici senza problemi di fuso

– spettacolari il cielo blu e le montagne intorno al lago di Lecco

– un dato di fatto la nebbia ed il grigio di Milano. Il mio cervello rifiuta di fare paragoni con il verde della città di Perth

– però penso a che occasione stia perdendo Perth nel trasformarsi in una “vera” città super verde e sostenibile, invece che nella solita città di bassa qualità con pochi mezzi pubblici

– un trionfo di sapori il pranzo e la cena  di Natale, a base di pesce per la sottoscritta 😉

– lo Yomo al caffè: un rito della mia colazione per anni. Ma soprattutto uno yogurt non dolce. Tutti i cibi a perth sono iper zuccherati ed io non amo i dolci e non digerisco lo zucchero, fate un po’ voi!

– le macchine che viaggiano a destra sono un flash. Le corsie sono piccole ed i parcheggi minuscoli. Le gallerie con le macchine che cambiamo corsia a zig zag sono da videogame. Le rotonde per il mio cervello qui si fanno al contrario!!!

– l’emozione sul viso di 2G e l’interesse di 3G per tutto quello che vede, perché tutto per lei è nuovo, sono uno spettacolo

– la mia serenità ed il mio atteggiamento mutato, molto più pacifico e conciliante, io che non faccio “conciliante” di secondo nome!!!  Probabilmente perché so che queste sono occasioni rare e che vale la pena godersele al massimo. Che fare i soliti commenti su situazioni che sono così da una vita non porta a nulla: l’esempio anglosassone del non fare polemiche inutili mi ha influenzato positivamente

Рla gioia di organizzare cene ed incontri con amici che vivono in giro per il nord Italia, perch̩ in confronto al Western Australia qui ̬ tutto vicino

– il profumo inebriante della montagna

– gli interni delle case con materiali veri come legno e pietra, che regalano tutto il loro calore

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L'agriturismo dove abbiamo pranzato durante il viaggio verso la montagna

– il menu che sa di casa con prodotti tipo bresaola, speak e ragu di cervo

– un caffettino dopo pranzo

– la radio italiana in auto

– sentire tutti che parlano italiano non mi fa effetto, però mi fa strano che gli altri capiscano ciò che dico…e mi sembra che tutti stiano ad ascoltarmi!!!

– rettifico il punto precedente: dopo un pomeriggio di spesa in paese affollato di vacanzieri arrivati in montagna come noi il 26 dicembre, mi domando perché spesso la gente non stia mai zitta, dica un mare di ovvietà quando è in coda ad aspettare, e se anche io abbia quel fortissimo accento lumbard!!!

– 3G che fa mille domande ed io che spiego l’ABC, dal tram al cameriere, dalla neve al tragitto in auto. Sembra che veniamo da Marte. Io mi esprimo in un italiano molto curato con descrizioni tipo guida del Touring perché questo viaggio in Italia ha anche un’importante valenza culturale e linguistica 😉

– l’aperitivo al nostro bar preferito in montagna, gestito da un caro amico. Uno di quelli che ha sempre fatto il tifo per noi e raggiante attendeva i nostri racconti: bello e buono!

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Aperitivo con stuzzichini (buoni): un lusso per noi!!!

– la fuga dai dialoghi di cortesia, con quelle persone “di famiglia” che conosci da una vita ma non avete alcun interesse in comune e proprio non hai voglia di mettere su il disco

– il banco dei formaggi tipici: G era sull’orlo ddlla commozione

– l’acquisto dello stracchino: un momento speciale. Non ho ancora osato aprirlo…troppo stanca stasera per fargli onore

– uno su tutti: il bidet!!!

Direi che come primi due giorni in Italia non è male. Ora un solo desiderio: svenire ne letto 😉


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“Perth is a trap city”

Sto scrivendo in diretta dall’aereo di Babbo Natale: sono le 16 del 24 dicembre e noi siamo in volo verso Abu Dhabi, dove faremo scalo, per procedere verso la nostra destinazione finale.

Gli ultimi giorni a Perth sono stati molto piacevoli, nonostante la botta di caldo culminata ieri con 39 gradi di massima e 41 percepiti!
Contro ogni mia aspettativa, la mia pressione bassa ha retto bene la botta, così come era capitato lo scorso gennaio appena atterrati a Perth. Io che in Italia con 32 gradi inizio già ad avere gli svarioni, mi ritengo molto soddisfatta.

L’ultimo giorno in ufficio è andato bene, sono riuscita a incrociare il mio capo, a finire di mettere insieme i pezzi del mio progetto ed alla mia richiesta di cosa comunicare al Project Manager in merito a chi avrebbe portato avanti il tutto a gennaio 2016 (l’ufficio riapre il 4, le attività riprenderanno sul serio l’11, ma io tornerò a lavoro solo il 19), mi sono sentita rispondere: “ora sei tu il Project Leader, digli che tornerai il 19 e che se nel frattempo c’è qualche urgenza mi può contattare e farò in modo che un collega gli dia supporto”. Ovviamente il tutto detto a mezza voce usando in totale 6 parole inglesi, ma il senso era questo o almeno spero;)

Io ci sono rimasta di sasso, perché da un lato mi ha fatto ovviamente piacere, dall’altra dati i problemi che ci sono sul progetto, non vorrei mi avessero rifilato la patata bollente.
Per il momento mi godo il risultato e la nuova esperienza acquisita, tra la riunione tenuta da sola con lo strutturista (per fortuna molto gentile e comprensibile perché di origine francese), le varie mail di coordinamento tra i consulenti, inviate dopo le telefonate di primo contatto. Dopo la prima telefonata da panico, le successive sono andate abbastanza bene. Ho imparato a presentarmi al telefono semplicemente col mio nome di battesimo, quindi alzo il telefono fisso del mio tavolo, digito 9 per prendere la linea esterna, poi il numero (rigorosamente il fisso perché la linea di terra si sente alla grande), mi presento alla segreteria come MammArch dello studio X senza cognomi, titoli di studio o altro, e via che vengo messa in comunicazione con chi sto cercando.
La stessa semplicità vale anche nelle presentazioni di persona: tutto molto informale!

Parlando con la mia collega omonima, ho capito che il mio passaggio a Project Leader dopo soli 6 mesi è stato un ottimo traguardo, così come andare in riunione con lo strutturista da sola. In realtà sono cose che ho già fatto in Italia, ai tempi del mio lavoro in uno studio a Milano di medie dimensioni, dove il mio capo mi aveva mandato allo sbaraglio e io ne ero stata molto felice. Ripensandoci, il mio capo di quel tempo aveva studiato e vissuto per molto tempo negli Stati Uniti e, rispetto agli altri soci dello studio, delegava molto di più.

Insomma, da questo punto di vista l’approccio anglosassone mi piace. Poi vedremo cosa accadrà al mio ritorno, perché potrei tornare a mettere quote sui disegni e a sentire Radio Deejay a bomba nelle cuffiette 😉

Alle 11,30 abbiamo tutti lasciato lo studio e siamo andati al pranzo aziendale. Ero già stata a luglio al “Partner Dinner” (cena a cui io mi ero presentata da sola perché non avevo capito fosse una cena a cui partecipare con il proprio compagno/marito!!!!),  perciò sapevo più o meno cosa mi aspettava: un pranzo molto tranquillo, il cui divertimento dipende dalle persone alle quali ti siedi vicino.
Questa volta io mi sono seduta vicino alla mia amica L. difronte a due urbaniste di cui una molto simpatica, e l’altra, quella a cui vorrei accozzarmi per il tema sostenibilità ambientale, che però non è una tipa facile…
Il posto difianco a me è rimasto libero perché aspettavamo un’altra urbanista, che però alla fine si è seduta da un’altra parte…così chi si è accomodato al mio fianco? B. il fondatore dello studio di Perth e di tutte le altre sedi…panico!!! Anche perché quelle rare volte che mi aveva rivolto la parola per qualche battuta, non avevo capito una cippa ed avevo sorriso in modo idiota!
Potete immaginare in un piccolo locale con 60 persone che vociano e l’alcool che scorre a fiumi (nonostante sia un pranzo e fuori ci siano 39 gradi), quali fossero le chances per me di capire qualcosa!!

Invece, grazie a questo anno di full immersion, ho capito l’80% delle cose che diceva. Mi ha chiesto da dove venissi, come mai fossi a Perth etc etc ed ha proclamato la fatidica frase: “Perth is a trap city”, ovvero è una città che ti intrappola, perché nonostante sia lontana da tutto e non ci sia poi così tanto da fare, si vive così bene tra il clima fantastico, il mare splendido, poca gente e tanti soldi (per ora) che girano…che chi te lo fa fare di andartene?

B ci ha raccontato brevemente la sua storia, ovvero che è nato ad Adelaide dove ha ottenuto la laurea triennale in architettura, poi è andato a fare la specialistica con indirizzo in pianificazione urbanistica ad Harvard negli Stati Uniti (e stica!), dopo di che ha ricevuto varie offerte di lavoro negli USA ed alcune in Australia, tra cui una a Perth. Ha deciso di accettare quella a Perth, con l’idea poi spostarsi a Sydney per un po’ e rientrare definitivamente negli Stati Uniti. Erano gli anni ’70 e da Perth non si è più spostato, cioè è rimasta la sua base, viaggiando ovviamente in lungo e in largo per il mondo.

Sul finale ha poi fatto altri ragionamenti in tema di sviluppo delle città, ma ammetto che a quel punto anche lui aveva bevuto troppo, io iniziavo ad essere stanca e così ho attuato la tecnica di fare la faccia interessata e cercare di sorridere al momento giusto.

In ogni caso sono molto soddisfatta e mi sento di aver superato l’esame finale!

Rientrata a casa, ero finalmente in vacanza. Anche G ha finito presto e così abbiamo deciso di andare a festeggiare il nostro ultimo giorno del 2015 in Australia, ma soprattutto il primo di vacanza dopo un anno molto impegnativo.
Rotta verso quello che per me rimane il luogo più bello e più caratteristico di Perth: Cottesloe!

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Tramonto e aperitivo su una delle terrazze erbose difronte all’oceano e poi cena molto piacevole in un ristorante che non avevamo mai provato: si chiama Hola e non so se oltre al nome ci sia qualche altra influenza spagnola, sta di fatto che i piatti erano semplici e buoni. Entrambe le nostre bimbe in modo molto australiano hanno ordinato il fish and chips, ma ormai mi sono arresa, fa parte del gioco di averle portate in Australia!

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Mattina successiva con attività di chiusura casa e valige e poi via verso l’aeroporto, alquanto deserto. Io ero abbastanza in agito per la partenza e quindi siamo arrivati in aeroporto 3 h prima, svizzeri! Le bimbe sono state brave, G si è magnato un burrito prepartenza da Alvaro y Gomez ed abbiamo superato il controllo passaporti.
Per uscire dall’Australia si deve compilare un foglio da lasciare in dogana e bisogna scegliere tra tre opzioni:
A) Turisti
B) Cittadini o Residenti in Australia che vanno in vacanza all’estero
C) Cittadini che si trasferiscono in un altro paese.

Noi abbiamo scelto l’opzione B, cosa che ci ha fatto un certo effetto. Io ho comunque con me la ricevuta dei nostri visti…non si sa mai 😉

Il nostro volo era con la compagnia Etihad per un semplice motivo: è quella che atterra prima la mattina del 25. In generale tutti ne parlano bene e quindi abbiamo preso i biglietti.

Devo dire che il primo impatto non è stato dei migliori, sarà che l’aereo è sui colori del beige e le sedute abbastanza piccole. Il kit di gioco per i bimbi alquanto maffo, così come gli accessori.
Emirates aveva super coccolato le bimbe, con copertine di pile colorate, mascherina per occhi e cuffie a misura di bambino, giochini intelligenti e fotografia polaroid durante il viaggio, che ancora conservo con grande affetto 😉

Però sono tutti molto gentili e va bene lo stesso.

Il nostro primo viaggio in Australia, con 3G che aveva 1 anno e 9 mesi, non era stato drammatico. Le bimbe erano state brave, io mi ero portata un po’ di giochi, un po’ di cibo e tutto sommato eravamo sopravvissuti. Anche il fatto che 3G non avesse un suo sedile non mi ricordo fosse stato un dramma.

Quest’anno non sapevo nemmeno io bene come prepararmi. Alla fine avevo il pranzo al sacco per la partenza, 4 yogurt, dei biscotti, un po’ di pasta all’olio e della frutta.
Le bimbe sono diventate onnivore e si sono abituate ai gusti nuovi tra cui il sushi ed i cetrioli. 3G al nido ogni tanto mangia riso col curry…perciò mi sa che alla fine sarò io a mangiarmi la pasta in bianco!!!

Come giochi abbiamo un po’ di lego, pennarelli e libri da colorare e poco altro.

3G è tranquilla col pannolino e sono finalmente riuscita a stenderla: siamo nella fila centrale con i braccioli che si alzano. G da un estremo, io dall’altro, le bimbe sdraiate in mezzo…per ora un po’ stanno dormendo. Io spero di svenire ad un certo punto. Certo che ora sono le 20,30 e sonno proprio non ne ho!!!

Anche i film non sono granché, sono tutti vecchiotti, ma tanto quando 3G è sveglia guardare un film è impossibile!

Per lei è il suo primo viaggio in aereo da bimba super senziente ed è tutto uno stimolo. Io cerco di spiegarle le cose e di tranquillizzarla.
Anche 2G ha comunque bisogno di dettagliate spiegazioni, nonostante i suoi 6 anni ed il fatto che abbia capito perfettamente dove abitiamo e dove stiamo andando.
Credo che i suoi dubbi derivino ogni tanto dal fatto che noi le abbiamo sempre detto la verità, cioè che Casa è dove siamo noi 4, che proviamo a vedere se ci piace vivere in Australia e che ci staremo finché vorremo. Io penso sia giusto dire ai bambini la verità, certo che però sentirle dire la sera prima della partenza: “Domani chi viene a smontare i nostri letti e tutte le altre cose e a portarle via?”,  mi ha lasciato di stucco e mi ha fatto insieme molta tenerezza.

Con calma le ho quindi spiegato che andiamo in vacanza in Italia, ma che poi torneremo qui a Perth. Su questo punto era abbastanza serena, era invece certa di dover cambiare casa. L’ho rassicurata sul fatto che questa rimarrà la casa per l’anno prossimo (e mentre lo dicevo incrociavo le dita perché non abbiamo ancora firmato il rinnovo!!), che lei farà Year 1 presso la stessa scuola e che nessuno smontera’ i mobili.

Lei ci ha pensato un po’ su, poi ha detto: “va bene! Ma rimarrò alla mia scuola fino a Year 6 (l’ultimo anno dellla Primary School? ” E di nuovo le ho voluto dire la verità: “Fino a Year 6 non lo so, però abbiamo da goderci un bel 2016 qui a Perth con i tuoi amici” e mi è parsa soddisfatta!

Ora stiamo facendo scalo ad Abu Dabi. 4 ore di attesa nel cuore della notte, ma per fortuna c’è una piccola zona giochi con tanti bimbi. Speriamo di riuscire a farle dormire di nuovo per arrivare a destinazione non troppo sfranti…finger crossed e Buon Natale!


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Doppio Natale!

Sono molto contenta di essere rimasta a Perth praticamente fino a Natale, perché mi sembra di festeggiare due volte!!!

Nonostante il caldo che è arrivato tutto ad un tratto (39 gradi di massima!), si respira una bella atmosfera di festa, tipo “fine della scuola, tutti al mare”, condito con decorazioni ed acquisti di Natale.

In realtà in giro per la città non si notano tante decorazioni durante il giorno, però i negozi sono decorati a festa e la sera si vedono comparire tante lucine qua e là. A me sembra di essere nel mese di Luglio, con l’unica differenza che i lifeguard hanno in testa il capello di Babbo Natale, ma va bene lo stesso 😉

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Un pino marittimo addobbato a festa!

Mi sembra assurdo aver vissuto qui un anno e che dopo un anno stiamo tornando in Italia, insomma la solita sensazione di essere in una bolla spazio temporale sospesa chissà dove…speriamo che non esploda tutta di colpo!!!

Sono riuscita a galleggiare abbastanza bene a lavoro, cercando di mettere insieme i pezzi del progetto, ma con la consapevolezza che tanto a gennaio il tutto passerà nelle mani di qualcun altro…e chi vivrà, vedrà!

Stasera ho fatto l’ultima lezione di yoga del 2015, in quello che è diventato il mio angolo di rilassamento e di relativizzazione dei pensieri.

Domani si lavora fino alle 12 e poi pranzo aziendale. L’ultimo tenutissimo barramundi del 2015 (pesce locale onnipresente che proprio non mi garba) e poi finalmente in vacanza…dai che ce l’abbiamo quasi fatta 😉


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Telecronaca del pre – partenza!

Una valigia è già piena di regali e di vestiti da riportare alla cuginetta e da regalare ad un’amica più piccola di 3G.

La seconda con i miei vestiti semi invernali e casuali è a buon punto.

La terza con i vestiti delle bimbe sempre in assortimento folkloristico idem.

G farà la sua valigia la mattina stessa con io che sclero.

Ora ci vuole il lavoro grosso, ovvero tutti i vari ammenicoli per il bagaglio a mano come i cambi di vestiti, i pannolini (perché in aereo la pisciata o peggio proprio no!!), le medicine, i giochi per intrattenere le pupe per 24h di viaggio, il cibo e gli snack, le giacche, cappello e guanti per il freddo italiano etc etc.

I passaporti ci sono tutti, insieme ai biglietti aerei, così come le ricevute dei nostri visti, onde evitare che per un qualche disguido non ci facciano partire o tornare indietro.

Ho appena letto un bel post della Maga di Oz ed ho commentato mettendo a fuoco ciò che penso veramente su questo primo anno di vita a Perth:

“… Io porto sempre con me le parole di una cara “zia”, che in mezzo a mille raccomandazioni mi ha semplicemente detto: “non fate gli eroi, se non vi trovate bene tornate pure indietro, va bene lo stesso!!!”

Noi siamo alla conclusione del nostro primo anno a Perth e tra pochi giorni saremo in Italia per le vacanze di Natale, l’apoteosi delle vacanze in famiglia.
Alle classiche domande sul bilancio di questo primo anno cercherò di rispondere in modo sintetico e diplomatico, del tipo che a Perth si vive molto bene, ovviamente con i suoi pro e contro come tutti i luoghi.

Una risposta vera ma preparata, onde evitare che le mille domande e commenti mi facciano andare in tilt in una fase delicata come il primo ritorno in patria.

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Il concerto di Natale della Western Australia Simphonic Orchestra nel CBD di Perth

In verità credo che il primo anno sia stato talmente ricco di adrenalina, che avremo bisogno di un secondo anno per decidere se vogliamo continuare a vivere a Perth o provare a spostarci in un’altra città (tendenzialmente Sydney) oppure cambiare paese o chissà cos’altro.

Avendo con noi due bambine la responsabilità per qualsiasi decisione è molto elevata, sono sicura però che le nostre famiglie faranno sempre il tifo per noi… ”

Almeno io lo spero!!! 😉

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Intanto un saluto all'Oceano

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con un bel picnic sul prato vista mare

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Ed uno al lago coi cigni neri


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I trucchi del mestiere

Dopo aver completato la prima esperienza nel team dei progetti di edilizia residenziale come aiuto alla mia collega omonima, per una serie di vicende mi sono ritrovata responsabile di un progetto di nuova costruzione di 31 appartamenti + 4 beach houses (villette a schiera) e di uno studio di fattibilità.

Tutte cose abbastanza piccole, ma ho iniziato a “ballare la samba”, principalmente perché i progetti mi sonp stati affidati senza alcun passaggio di consegna e mettere insieme i pezzi è assai dura, dato che…

1) nessuno si prende la responsabilità di niente, ma gioca allo scarica barile tendenzialmente nei confronti di un consulente esterno e misterioso

2) ottenere il nome del consulente, meglio se il nome proprio del contatto, è come estrirpargli un dente

3) avere informazioni dettagliate sulle scelte fatte nel progetto è pressoché impossibile e la risposta classica è: non l’ho fatto io / c’era già / se c’ero dormivo

4) i consulenti ed il Project manager non lavorano come un team per il bene del progetto ma giocano a pararsi il culo!!!

Risultato di queste settimane di Samba, culminate oggi in un paio di figure di merda è che ho imparato, sulla mia pellaccia, i seguenti trucchi del mestiere:

1) mai nominare il nome di nessuno invano, siano essi colleghi o consulenti. Se dici che “Mister X ti ha detto che…” scatta la crisi diplomatica, a meno che Mister X non abbia inviato su carta bollata e firmato con cera lacca un documento contenente tale informazioni.
Inizio a capire meglio quelle fastidiose forme impersonali tipiche della lingua inglese tipo “I have been told” or “From our perspective” Di chi? Non è dato sapere!!!

2) Ragionare con il Project Manager per risolvere insieme i problemi non è concepito. L’architetto fa il suo, il PM critica ed elimina tutto ciò che è troppo costoso. Fine della storia!

3) Chiedere sempre email di conferma di tutte le dichiarazioni verbali, perché verba volant, scripta manent. Questo è valido in tutto il mondo, per carità, ma qui è dura ottenere conferme per iscritto

4) Includere anche il minimo dettaglio sui disegni, incluso il numero di scarpe del fornitore delle porte, perché vale solo ciò che è scritto sul disegno

5) Inserire ovunque l’enorme scritta DRAFT, unica via di salvezza, non sempre però assicurata vedi punto 6)

6) Controllare 8mila volte qualsiasi documento emesso, amche il più terribile degli schizzi, perché la minima imprecisione sarà oggetto di critica e di commenti da parte di tutto il team di progetto. Il concetto di DRAFT qui in Australia, ma credo in tutto il mondo anglosassone, è molto diverso da quello italiano

7) Il tuo capo progetto di darà retta in modo proporzionale al valore del progetto. I miei valgono pochi dollaroni, quindi non mi degna di pezza e mi sbologna la patata bollente con un educato: “I’m happy if you lead”  (mi fa piacere se coordini tu il progetto)…  Però poi non mi dai tutte le informazioni o spesso ti contraddici da solo!!!

Stamattina ho sudato 7 camice, ora in pausa pranzo ho relativizzato il tutto grazie anche al sostegno di G che si scontra quotidianamente e da più tempo di me con tutte queste questioni.

Ora mi bevo un caffè, compro il sushi per stasera e … Thanks God is friday 😉

Aggiornamento della fine del pomeriggio: il mio aplomb si è di nuovo perso per strada e mi hanno anche rifilato un altro lavoretto di editing (coloritura ed impaginazione in photoshop) di una proposta di progetto e già che ci sono un piccolo studio volumetrico con Sketch Up… “una cosa da mezza giornata di lavoro…” Balle!!!

Aggiornamento in diretta della mattina….notte ricca di pensieri e mattina con una certezza: ho solo il week end per fare le valige ed il week end è ricco di impegni e di saulti.
G primo pomeriggio va a fare kyte, 3G è sclerata perché io sono agitata…
E dulcis in fundo il marito candido come un giglio cosa mi ha chiesto?!!?: “Ma il 24 a che ora è l’aereo?”… Aaaahhhh!!!!

Ora cappuccino e brioche al bar pasticceria italiano per tirarmi su il morale 😉

Buoni preparativi a tutti!