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L'avventura di una famiglia expat in Australia (forse)


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Giugno, alla ricerca di nuovi equilibri

Il mese di Giugno è il mese della ricerca di nuovi equilibri. Me lo ripeto spesso per non correre a conclusioni affrettate come spesso rischio di fare, anche se qualche momento di tensione c’è stato!

Perché non è facile accogliere una ragazza di 21 anni in casa propria, tornare a lavorare full time in un paese straniero dopo 6 anni di libera professione, vedere solo per qualche ora al giorno le proprie figlie e cercare di far quadrare il tutto includendo anche un marito!!!

Però passin passetto ci stiamo organizzando e trovando insieme i nostri spazi 😉

Il cambio di prospettiva è stato comunque interessante, perché capisco meglio cosa vuol dire tornare a casa stanchi e magari con ancora del lavoro in testa e venire assaliti dalla routine di casa, dalle bimbe che attirano la tua attenzione e non avere un secondo per fermarti.
Abbiamo anche assaporato dei bei momenti di gioco a quattro, mentre di solito la sera io mi occupavo delle faccende di casa e G aveva il suo momento con le bimbe.

Insomma tutte nuove scoperte che fanno bene anche alla famiglia, se prese nel verso giusto e con spirito propositivo 😉

L’inizio della settimana a lavoro è andato bene, mi è stato chiesto di portare avanti un mega progetto a Melbourne, di cui per ora seguo un piccolo ampliamento che è comunque articolato ed interessante.

Ho anche abbordato in modo spudorato la mia collega L, una delle poche mamme in ufficio, e l’ho invitata a bere un caffè. Lontano da orecchie indiscrete abbiamo chiacchierato dei nostri rispettivi arrivi in Australia e poi ho fatto outing, ovvero le ho detto che sono anche io mamma di due bimbe!
Se già ci eravamo simpatiche, ora siamo proprio sulla stessa lunghezza d’onda, perché mamma architetto a lavoro in uno studio è davvero dura per il semplice fatto che un progetto può sempre essere modificato e migliorato e quale orario migliore per una bella revisione alle 6 di sera!!!

Dato che lei lavora solo 3 giorni a settimana e passa gli altri due con sua figlia, le ho chiesto consiglio su come muovermi per chiedere un pomeriggio libero a settimana, rendendomi disponibile a lavorare come un mulo gli altri giorni.
In base alla sua personale esperienza in questo studio, L. si è mostrata molto positiva e mi ha consigliato di parlarne apertamente col mio capo.

Dopo aver ascoltato anche altri consigli di amici, ho in animo di muovermi così: lavorare bene questa terza settimana in modo da farmi conoscere un po’ di più e poi settimana prossima chiedere un incontro con il mio capo e spiegargli la mia situazione.
Ovviamente mi mostrerò disponibile a varie soluzioni, anche se il pomeriggio libero mi permetterebbe di stare un po’ di tempo con entrambe e di poter parlare con la maestra di 2G.

Mi devo prepare anche una buona risposta alla domanda: “Perché non mi hai detto subito che avevi dei figli?!!?”

Perché dirgli la verità, ovvero: “Perché ero certa che non mi avreste mai fatto il contratto”  non credo sia una buona risposta!!!

Voi cosa gli rispondereste????

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Due settimane!

Questo post poteva avere più di un titolo, a rappresentare tutte le diverse emozioni che sto vivendo.

Provo a fare un riepilogo:

– “Thin & healthy” ovvero magra ed in forma, il commento della segreteria dell’ufficio della proprietaria di casa dopo aver ascoltato il mio racconto della settimana, caratterizzato da:
* rottura del boiler dell’acqua calda con sostituzione da parte di due giovincelli idioti che hanno fatto un lerciume in casa ma soprattutto hanno sfiatato il gas in casa senza aprire le finestre!!!
* malattia di 3G con notti in bianco, febbroni, corsa di G dal pediatra ed antibiotico
* impegno lavorativo intenso con frequenti consegne

Numero di corse avanti ed indietro dall’ufficio a casa (per fortuna vicino) per gestire il tutto: minimo 4 al giorno, ecco perché Thin &  Healthy

– “Unità di Crisi” ovvero il corridoio davanti ai bagni dove faccio tutte le mie telefonate personali per gestire:
* appuntamento dal pediatra, pietendo per il giorno stesso con segreteria che ogni volta mi riempie di domande e parla a manetta ed io alla fine sono talmente in pappa che sbaglio pure la data di nascita delle mie figlie!! E certo che un cognome più corto per fare lo spelling sarebbe stato utile e magari pure dei nomi con qualche vocale in meno (stronza me!!!)
* aiuto dalle mamme di amichette di 2G per accompagnarla e riprenderla da scuola, in modo che la tata potesse stare a casa con 3G malata
* aggiornamenti col marito
* consulenze con nonna farmacista

– “Panico Liquido” ovvero tutte le volte che mi viene affidato un nuovo compito e tendenzialmente non so usare al meglio i software percui ho bisogno di supporto dai colleghi. Fortunatamente sono tutti molto disponibili, specialmente la mia “compagna di banco” del Sudafrica…peccato però che lavori solo tre giorni a settimana!!!
Ovviamente mi affidano sempre dei lavori da fare velocemente e non ho il tempo di cercare su Google come si possa fare!!!

– “Coperta troppo corta” ovvero qualsiasi cosa faccia, mi sembra che i piedi spuntino sempre dalla coperta! Perché ovviamente non si può fare tutto, ma solo definire delle priorità, o almeno credo.

Comunque sono sopravvissuta alle prime due settimane di lavoro e sono contenta!
Al momento ho un ruolo facile, ovvero trasporto sul pc i progetti fatti a mano dal mio capo. Peccato però che mi ritrovi ad usare Autocad 2015, Revit  2015…mentre io ero ferma alle versioni del 2009 e pure SketchUp che non ho mai usato ma al colloquio gli ho detto che ero una good user perché era richiesto 😉

I sftw sono tutti in inglese, devo imparare mille comandi nuovi, le procedure ed il modo di lavorare dello studio (perché gli architetti in tutto il mondo sono una razza strana!) ma cosa più difficile è capire cosa mi dice il mio capo, in australiano stretto biascitato!!! Praticamente ad ogni revisione mi appiccico alla sua scrivania per cercare di vedere cosa disegna, ascoltare cosa dice e leggere il labiale per capirci qualcosa…e giuro che a detta di tutti io parlo un buon inglese!!!
Ho già messo le mani su tre progetti: un centro residenziale per anziani usando SketchUp, delle residenze con Revit ed un edificio con ristoranti ed asilo nido al primo piano sempre con Revit.

Il lato famigliare è un filo allo sbando: se avete consigli di organizzazione e su come incastrare il tutto tra spesa, cucina, tempo per le bimbe e magari anche tempo per voi stesse e per un povero marito…mi siete molto di aiuto 😉

Ps: sto facendo la brava e me ne sto come minimo dalle 8,30 alle 5,30 seduta alla mia scrivania a lavorare. Intorno a me però c’è un grande via vai, nel senso che c’è chi lavora 3 giorni a settimana, chi due, chi uno, chi arriva dopo e va via prima, chi lavora come un mulo ed è sempre lì…spero di trovare l’occasione nelle prossime settimane per parlare con la mia compagna di banco L. e scoprire come funziona in azienda se hai dei figli.
Perché mi va benissimo iniziare con calma e fare la disegnatrice, ma ho bisogno di almeno un pomeriggio con le mie bimbe, poter parlare con la maestra di 2G ed essere un minimo presente nella loro giornata…vediamo 😉