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L'avventura di una famiglia expat in Australia (forse)


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Making contacts: un passo avanti e tre di lato

​In queste ultime settimane mi sto dedicando ad un’attività fondamentale a Perth: “Making contacts” cioè crearmi dei contatti!
Questo perché Perth in realtà é un grande paesino dove “non conta ciò che conosci ma chi conosci”, non nel senso italiano della raccomandazione a scatole chiusa della serie “ti danno una spintarella, il posto è tuo e nessuno più ti schioda da lì”, cosa che probabilmente non avviene più nemmeno in Italia, ma più nel senso che per avere una chance ed essere messo alla prova, spesso devi essere consigliato da qualcuno, anche se quel qualcuno ti conosce in modo superficiale. 
A quel punto vieni messo alla prova sul campo, se vali vai avanti, se no torni al punto di partenza!
È così per tutto, anche per affittare casa devi avere delle reference.
Nel mio caso io mi ero costruita una chance rispondendo autonomamente ad un annuccio per uno studio di architettura, in un momento di grande boom delle costruzioni, avevo sostenuto un ottimo colloquio ed avevo avuto kiulo  ed ottenuto un contratto per 3 mesi di prova che poi sono diventati 12 mesi. 
Mi sono creata i miei primi contatti, ho delle buone referenze…peccato che volendo cambiare lievemente ambito lavorativo…ricomincio praticamente da zero!!! 
Fortunatamente le persone sono mediamente disponibili ad incontrarmi e a darmi una mano, così pian piano mi sto costruendo una nuova rete di contatti. A volte approdo a dei vicoli ciechi, a volte ricevo porte in faccia, ma spesso si apre un nuovo filone di ricerca e io tipo minatore vado avanti passin passetto! 

Dog & Kite Surf Beach

E quando proprio mi girano le scatole…salto in macchina e me ne vengo al mare 😉 

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Bilancio forzato

Sarà perché fare i bilanci è un “vizio” di famiglia, anche io ho la tendenza a fare spesso dei bilanci che si trasformano in delle grosse autocritiche perché non ho ottenuto “Tutto Subito”.

Questa volta della serie “anche i muli imparano”, mi ero imposta di lasciar andare, di non fare troppi bilanci per i miei 35 anni e per il mio primo anno di rientro in uno studio di architettura, anche se ovviamente il fatto che non mi avessero fatto un vero contratto mi aveva abbastanza infastidito, così come il fatto che non mi avessero affidato nuovi progetti.

L’idea era: manca un mese alle vacanze, goditela, non pensare, a luglio quando torni con il nuovo anno fiscale australiano torni all’attacco per il contratto e se non te lo fanno, ti guarderai intorno per cercare un nuovo lavoro…

Venerdì 27 Maggio alle ore 16,15 arriva però la sorpresina: B, il nuovo direttore dello studio, nonché il genero del fondatore dello studio, mi chiama nella sala riunione e mi dà il benservito.
Ovviamente mi dice che sono molto contenti di me, che è solo una questione che non ci sono nuovi progetti, la crisi, la fine dell’anno fiscale a giugno…bla, bla, bla!!!

Io ci rimango di sasso e pure di mierda, però orgogliosissima non verso una lacrima nonostante la rabbia che mi stava montando dentro, concordo che avrei portato via le mie cose il lunedì successivo, mi alzo, vedo la mia collega tedesca V nella sala riunioni difronte ed esplodo in lacrime abbracciandola!!! Dando però le spalle alla porta 😉

Di base la notizia ha ferito il mio super Orgoglio e ha fatto calare anche tutta l’adrenalina accumulata in questo anno, perché ho fatto i numeri turchi per gestire le bimbe, essere una madre presente ma al tempo stesso non perdere mai un colpo in ufficio.

Durante il week end non sono mancate le pippe mentali sul perché mi avessero licenziato, tanto che lunedi con il giusto distacco ed un discorsetto imparato a memoria, ho chiesto di scambiare due parole con B per “presentarmi” e chiarire il fatto che negli ultimi mesi per esigenza dello studio avevo fatto il disegnatore (drafter), ma che in realtà il mio profilo era ben diverso.

Vi ricordate la famosa frase di Pretty Woman: “Lavora a percentuale? Grosso, grossissimo sbaglio!!!” Ecco, una cosa un po’ così 😉

B mi ha assicurato di essere a conoscenza delle mie capacità, che tutti erano soddisfatti di me e che la loro scelta era solamente basata sul tipo di contratto che avevo (casual) e sul gruppo di lavoro in cui ero (progetti residenziali) che era a corto di nuovi progetti.

Mi premeva anche ricordargli il fatto che due giorni prima mi era stato chiesto in fretta e furia di preparare il mio cv per un concorso in Malesia dove era richiesto un professionista iscritto al Green Building Council…ed io era l’unica dello studio ad avere tale qualifica… E il giorno dopo dell’invio della pratica mi licenzi? Sei uno Stronzo!

Col senno del poi, la mia partecipazione a quel concorso mi è valsa probabilmente un mese di buonuscita, perché la regola aziendale prevede che dopo un anno di lavoro casual hai diritto ad un mese pagato in caso di licenziamento. Se invece ti licenzano entro un anno, hai diritto solo ad una calorosa stretta di mano. Loro mi hanno licenziato dopo un anno e due giorni: o sono idioti oppure mi hanno tenuto solo per inserire il mio nome nel concorso ed avere più chance di vincere 😉

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Finalmente sono andata a vedere la nuova biblioteca in centro a Perth

Ad una settimana dell’accaduto, mi sento pronta a fare un piccolo bilancio guardando il lato positivo delle cose:

A) tutto il mondo è paese

B) il lavoro è solo lavoro e sono estremamente felice di aver dato retta al mio sesto senso e di aver rischiato chiedendo i due pomeriggi liberi a settimana per stare con le bimbe

C) fare la mamma full time non fa per me ed è molto più stancante che fare l’architetto 😉

D) i colleghi a cui davo la notizia ci rimanevano di sasso, pensavano fossi stata io ad andarmene ed erano scioccati che fosse stato lo studio a mandarmi via. Ho ricevuti abbracci calorosi da colleghi che mai avrei pensato. Anche il temutissimo D che mi aveva assunto era visibilmente colpito e dispiaciuto. Mi ha fatto piacere toccare con mano che in questo anno mi ero fatta apprezzare e stimare da molti.

D) questa pausa forzata alla fine non ci sta poi tanto male, perché sia io che G eravamo alla frutta, lui con il terzo grosso herpes in soli 5 mesi ed io con un’infezione al dito che non voleva proprio guarire!

Morale che si fa? Mi lecco le ferite, riorganizzo tate e nido, passo più tempo con le bimbe, sbrigo tutte quelle attività costantemente rimandate e cerco di sfruttare questa pausa forzata per pensare a quale lavoro vorrei fare in futuro!

Ovviamente mi sono già mossa con dei nuovi contatti ed ho già aggiornato il cv ed il profilo linkedin.
Settimana prossima mi dedicherò al portfolio (raccolta dei progetti fatti) e una volta rientrati a luglio ricomincero’ a mandare cv a manetta rispondendo agli annunci su Seek.

Nel frattempo ho scoperto/capito che:

1) la mia retribuzione era stata adeguata, cioè in linea con i miei 9 anni di esperienza lavorativa, nonostante il mio titolo di Architetto iscritto all’albo italiano non sia stato riconosciuto e sia stata quindi “definita” sul biglietto da visita Architectural Graduate (laureata in architettura).
In realtà d’ora in poi mi definiro’ M.Arch ovvero Master in Architecture che è il mio titolo di studi (qui molti si fermano alla laurea triennale B.Arch), che tra l’altro fa coppia perfetta con il mio nickname MammArch 😉

2) Nonostante in Australia ci sia una maggiore attenzione all’equilibrio famiglia e lavoro, negli studi di architettura purtroppo è difficile resistere se hai impegni inderogabili tipo andare a prendere le tue figlie all’asilo! Ho scoperto che l’anno scorso il mio studio era stato obbligato ad assumere molte donne per rispettare il Gender Equality Agreement ovvero assumere un numero minimo di donne in azienda.
Io mi ero trovata al posto giusto nel momento giusto, ma nel giro di un anno le donne erano aumentate e chissà come mai io ero l’unica con figlie piccole…a parte la figlia del fondatore con la quale però non mi sento di poter competere.

Questa riflessione non viene da me (che dopo essere stata licenziata dal mio studio di Milano perché incinta ormai a queste cose non ci faccio quasi più caso!!) ma dalla mia collega V che si è arrabbiata moltissimo per il mio licenziamento perché è stato un chiaro esempio che una madre, anche se brava, viene comunque lasciata a casa. Tra l’altro se il problema era puramente economico me ne avrebbero potuto parlare, io avrei anche considerato di fare tutti i giorni part-time…mah!!!

3) Dato il punto 2, sto valutando se cercare di cambiare leggermente settore ovvero lavorare come Project Manager lato cliente ed essere io quella che chiede documenti in fretta e furia agli architetti. Vediamo cosa succederà 😉

Anche la situazione di G non è delle più rosee perché in Western Australia a causa della crisi del mining e dell’oil and gas stanno licenziando a manetta. G dovrebbe avere un nuovo contratto per 12 mesi a partire da luglio. Ovviamente speriamo di averlo in mano prima delle vacanze in Italia ma non è detto.

Nell’ipotesi peggiore di rimanere entrambi senza un lavoro, ci metteremo a cercare in tutta l’Australia e ci sposteremo dove uno dei due troverà un lavoro.

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E se mi sveglio all'alba con pensieri vari, mi godo quest'alba 😉

Questi gli insegnamenti più importanti che ho imparato da quanto accaduto:

– goditi il presente

– take it easy

– rimani focalizzata su ciò che conta di più, cioè la tua famiglia e la salute

– segui il tuo istinto

e…

– ricorda che il destino è il più grande direttore d’orchestra 😉

Ps: questo post è stato scritto il 2 giugno 2016 ma pubblicato solo oggi, perché per evitare di creare il panico in Italia, la notizia del mio licenziamento è stata tenuta privata per un po’ 😉

Pps: lo pubblico solo oggi 20 giugno, perché ho anticipato la notizia ai nonni, il mio dito ha bisogno di un terzo round di antibiotico perché non è ancora guarito, non sto riuscendo a mettere in pratica tutti i miei propositi zen ed il rientro in Italia “ad orecchie basse” tra 5 giorni mi sta mettendo un po’ in crisi…quindi sono graditi commenti carini per tirarmi su il morale 😉


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Mi piace stare qui (a Perth)

Sono passati ormai 18 mesi dal nostro arrivo a Perth e non ho dubbi: mi piace stare qui!

Certo non è tutto rose e fiori a partire dalla vita che costa forse più che a Londra, ottenere il visto è un casino e ti fa sentire “selezionato” oltre a costare un sacco di soldi, i “Perthici” (come li ha ribattezzati un nostro amico italiano perché non esiste una parola ufficiale per definire gli abitanti di Perth, se non “mangiatori di sabbia”!! ) sono spesso “superficiali” al primo approccio…

Ma io qui prima di tutto ho ritrovato la possibilità di fare (ed essere) a livello lavorativo!

È vero, anche qui c’è la crisi e stanno licenziando una marea di persone (ed una visione economica più a lungo termine da parte delle aziende non sarebbe male!), ma appena ti rimetti sul mercato il telefono squilla, le persone ti trasmettono la loro positività… E quello che si percepisce è “si può fare”!
Certo, per i Perthici il si può fare può tranquillamente tradursi nel “domani metto in vendita la casa e mi trasferisco a chissà quanti migliaia di km e mi invento un nuovo lavoro… ” ma in effetti anche quello si può fare se si vuole 😉

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L'oceano Indiano in inverno 😉

A questo aggiungo il clima fantastico, l’oceano indiano a due passi, il traffico praticamente inesistente se penso agli standard milanesi…il vero problema è la distanza rispetto alle altre città australiane ma soprattutto rispetto all’Europa perché in caso di emergenza esserci può diventare davvero difficile.

Proprio per questo ci siamo affrettati così tanto a partire, per poter contare su nonni ancora giovani, indipendenti ed in grado di venirci a trovare.

L’obiettivo a lungo termine rimane la cittadinanza tra 4 anni. Non sarà facile ma speriamo di farcela…poi si vedrà 😉

Ps: belli questi articoli di Claudia sul tema 5 motivi per scegliere o lasciare l’Australia


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Trigg Beach e la KeepCup

Trigg Beach è uno dei nostri luoghi preferiti a Perth per una mattinata di relax durante il week end.

Il mix è sempre il solito: Oceano, Cappuccino, Parco Giochi e questa volta anche pranzo vista gara di surf 😉

Oceano:

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Le baiette di Trigg Beach

Cappuccino:

Per il cappuccino siamo andati da Yelo, di cui vi avevo già raccontato in un precedente post.
Oggi però mi sono comprata la KeepCup, ovvero una tazza “eco” in plastica o in vetro col tappo richiudibile per il caffè d’asporto.
A Perth bere il cappuccino è un’istituzione, berlo d’asporto è una necessità per gosersi lo splendido clima ma soprattutto per non aspettare un’ora seduti al tavolo! Purtroppo però, il caffè d’asporto viene servito nei bicchieri di carta col tappo di plastica ed è quindi un grande spreco e genera un mare di rifiuti.

Gli ideatori della KeepCup hanno avuto un’idea molto intelligente.

È vero che hai la scomodità di doverti ricordare la tazza e poi di dovertela portare in giro sporca.
La tazza però è pensata con un tappo ermetico, così non rischi di sporcare la borsa.
Inoltre io con le bimbe ho sempre dietro le borracce, la frutta, spesso il pranzo…perciò la tazza non è questo grande extra 😉

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La mia nuova KeepCup in vetro e banda in sughero

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Le specifiche tecniche della tazza

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Parco giochi:

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Lo splendido parco vista oceano dove correre in libertà

Gare di surf:

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La gara di surf

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I surfisti in acqua

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E gli spettatori

Pranzo @ Kailis:

Per il pranzo siamo andati da Kailis, il ristorante dell’omonima pescheria. La location è stupenda, sia del ristorante che del chioscetto. Noi per la solita questione del tempo di attesa, abbiamo preferito fare il take away al kiosk e goderci il magnifico paesaggio 😉

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Il ristorante di Kailis

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La vista dal Kiosk di Kailis

Per il resto, la faccenda lavoro si fa sempre più tosta, ma non mi faccio abbattere: chiusa una porta si apre un portone…o no?!!? 😉


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34

34 è un bel numero tondo, mi piace, suona bello stabile e rappresenta bene come mi sento io in questo momento!

Anche se sto affrontare un grosso passo (il ritorno a lavorare full-time) sono positiva e fiduciosa.
La lunga attesa mi ha permesso di mettere a fuoco meglio il cambiamento e spero davvero di riuscire a trovare un buon bilancio tra famiglia e lavoro, come sembra essere possibile qui in Australia.

Per ora lasciamo il lato economico in stand-by, perché abbiamo la fortuna di potermi permettere di “devolvere” tutto ciò che guadagnero’in Babysitter e nido che qui costano un sacco. Intanto faccio esperienza come Graduate Architect (perché i furbetti sul contratto hanno scritto così, nonostante l’offerta di lavoro fosse per un Senior Design Architect ed io abbia 8 anni di esperienza. Ovviamente lunedì glielo farò notare in modo carino!!! ;)) e poi si vedrà!

Oggi sono andata a fare una mega spesa del tipo: “non avrò più il temo di fare le spese intelligenti durante la settimana” come dal European Wholesale Market a Northbridge ed al Station Street Market a Subiaco per frutta e verdura. Durante il weekend vorrei rilassarmi e godermi la famiglia, quindi via a fare scorta!

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Ammetto che non vedo l’ora sia Lunedì, per sedermi in ufficio a riposare un po’!!! 😉


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Uno strano regalo di compleanno

Domani è il mio compleanno (domani, venerdi 22 maggio, non oggi…così non andate in sbattimento per il timore di aver sbagliato data ;)!!!) e mi sono fatta uno strano ma bellissimo regalo di compleanno: ho trovato lavoro in uno studio di architettura!

Dopo ben 6 anni di libera professione principalmente da casa, fatta di grandi soddisfazioni ma anche di grande fatica ed amaro in bocca…evvai! Praticamente è come tornare in prima elementare!!!
Ovviamente me la faccio sotto e sto facendo i numeri per organizzare le mie bimbe, ma sono bella carica!

Tenete però tutto incrociato fino a lunedì, perché finché non firmo il contratto e mi siedo alla mia scrivania ancora non ci credo 😉

Seguirà post dettaglio sulla lunga odissea per ottenere questo lavoro!


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Tre mesi e mezzo: altri grandi risultati

A volte mi sembra di essere qua da una vita, a volte mi rendo conto che tre mesi e mezzo non sono niente!

Tre mesi e mezzo fa Perth era una nebulosa, io vagavo in auto per una città rovente con le mie bimbe in cerca di una casa e di una scuola. G era al lavoro cercando di capire come poter riuscire a farsi apprezzare!!!

In questi tre mesi e mezzo abbiamo fatto passi da gigante, ci siamo inseriti in questa nuova città, grazie anche all’aiuto delle mamme della scuola ed a nuovi amici italiani conosciuti qua e là, ed abbiamo dimostrato che ce la possiamo fare…almeno per altri 12 mesi…

Si perché il 29 Aprile G ha finalmente ricevuto il contratto di lavoro per un anno!!!! Si tratta sempre di un contratto a tempo determinato con possibilità di essere licenziato in qualsiasi momento con un preavviso di 30 giorni, ma dato i tempi che corrono è già un grandissimo risultato!!!
E destino vuole che il contratto sia arrivato proprio mentre ero in agenzia a prenotare il volo di Natale per l’Italia. Avevamo aspettato in attesa di avere il contratto, ma le tariffe stavano già aumentando vorticosamente e quindi abbiamo deciso: “Compriamo lo stesso il biglietto andata e ritorno, perché noi in Australia ci vogliamo rimanere per un po’!”

Quindi al momento abbiamo una casa affittata fino a Gennaio 2016, un contratto di lavoro teoricamente fino ad Aprile 2016 ed un biglietto aereo con partenza il 24 dicembre insieme a Babbo Natale e ritorno a fine Gennaio 2016…non male!

In tutto ciò io ieri ho fatto revisione di progetto col cliente, il fornitore delle strutture ed il “progettista” come al solito al bar, alle 3,30 del pomeriggio, dopo aver rapito 2G da scuola ed aver  “lanciato” le bimbe alla nuova babysitter italiana, cugina di una mia amica.
Il gruppetto mi aspettava seduto ai tavoli all’aperto, con un vento che ci portava via, le tavole che volavano ed io che dall’estremo del tavolo esponevo i miei dubbi…si perché i miei amigos non si sono alzati dalla sedia per fare spazio a me e ai miei disegni…gente curiosa 😉
Il “capo progetto” ha risposto ai miei dubbi e mi ha carinamente detto che lui è preso, perciò se avrò altri dubbi non mi potrà incontrare di persona ma lo potrò chiamare via telefono.
Il costruttore vuole che io finisca il progetto e che gli dia i disegni esecutivi per costruire. Il fornitore spinge perché tutto ciò avvenga il più in fretta possibile…

Come sempre io finisco in situazioni in cui all’inizio ho un ruolo molto semplice e poi mi ritrovo con una montagna di responsabilità. Mio caro amico psicologo S, giuro che ancora una volta non ho fatto nulla per ritrovarmi in questa situazione…dev’essere il mio karma ;)!!!
Comunque io vado avanti facendo del mio meglio, sono contenta perché sto usando Revit e se ad un certo punto non ce la farò più glielo dirò.

Anche perché stamattina ho fatto un colloquio moooolto interessante, in cui finalmente hanno apprezzato la mia visione a 360 gradi da progettista…

Quindi incrociate tutte le dita (piedi inclusi) e buon primo maggio a voi che festeggiate 😉