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L'avventura di una famiglia expat in Australia (forse)


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Sono fiera di me e di noi! 

Di solito a fine anno mi viene naturale fare analisi e bilanci di quello che è stato. 

Colazioni all’alba in solitaria😍

Questa volta invece non vorrei farlo ma darmi una bella pacca sulla spalla e dirmi: “complimenti, sono fiera di me e di noi”!

Non tanto per i risultati raggiunti, anche perché “chi si loda si imbroda”, ma per il modo in cui li abbiamo raggiunti ed abbiamo gestito i successi ma anche le tante difficoltà ed alcune sconfitte.

Eventi con le UNAAWA. PS: Speravate fossi io nella foto? Mi spiace, non sono ancora pronta 😊)

È tutto un insieme di cambiamenti e consapevolezze che mi fanno sentire bene e più padrona delle mie scelte e delle mie reazioni. Noto tantissimi spunti derivanti dallo yoga e mi sto accorgendo di riuscire pian piano ad applicare alcuni insegnamenti nella mia vita quotidiana: sono meno rigida, più aperta ai cambiamenti e cerco di trovare la chiave positiva nelle piccole e grandi questioni quotidiane.

La mia “Mood Board”

Ovviamente non ci riesco sempre, a volte mi incaxxo con me stessa, con gli altri e pure con la sfiga, però sto imparando a ritrovare un mio equilibrio e ad accettare anche i momenti di sclero!

Sto anche imparando tante cose da donne più grandi di me, un elemento che prima mancava totalmente nella mia vita. Ed è molto bello!

Parata di Natale con l’elicottero dei Surf Life Saving

Una di queste nuove amiche mi ha detto che sto diventando più saggia… Ed è  il bello di andare verso i 40…chissà 😉 

Anche se fuori ci sono 35 gradi… È pur sempre Natale ed io ho bisogno di un cappuccino ogni tanto 😂

Buona neve e buon mese di Dicembre!

Ps: il marito genovese ce l’ha fatta: ha reso la me milanese dipendente dall’acqua, ma soprattutto dall’Oceano 🤣

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Un anno per me… 

Questo 2017 vorrei che fosse un anno per me. 

Quel famigerato anno “sabbatico” che non ho mai osato prendermi, perché sempre impegnata a fare, fare, fare. Ed ho fatto moltissime cose fantastiche, ma ora una pausa mi ci vuole. Una pausa da me stessa e dal mio Senso del Dovere che è davvero un osso duro!!! 

L’aver finalmente ammesso che non ho più voglia di fare l’architetto progettista, di passare ore ed ore davanti ad un computer, chiusa in un ufficio sempre alla rincorsa dell’ennesima scadenza, è stato un passo fondamentale. Probabilmente avrei dovuto capirlo già 15 anni fa, quando, al primo anno di Architettura, esasperata da un laboratorio di progettazione in Tanzania, attraversai le rotaie del tram al Politecnico di Milano e mi andai ad informare alla Facoltà di Veterinaria. Perché nei miei sogni io volevo fare Veterinaria o Biologia Marina…ma per un verso o per l’altro finii ad Architettura 😉 

Fortunatamente non rimpiango nulla del passato. Le tante materie che ho studiato mi sono piaciute, non mi sono di certo annoiata ed è anche grazie alla mia laurea in Architettura che abbiamo ottenuto il visto per venire a vivere e lavorare in Australia. Quello che però proporrò alle mie figlie, se non avranno le idee chiare, sarà di prendersi un periodo di pausa finito il liceo e di seguire sempre il loro istinto! 

L ‘Australia per me: Libertà e Possibilità

Tornando a me, in questi primi 3 mesi dell’anno ho iniziato a seguire il mio istinto, a mettermi in gioco e a vedere dove mi portano le occasioni ed il destino. Per ora sono soddisfatta, il lavoro come Lecturer mi piace ed anche le attività di volontariato in cui sono impegnata. Fortunatamente G mi ha “imposto” di non preoccuparmi della questione economica, in modo da poter scegliere ciò che più mi interessa. Rimango sempre una Formica, quindi a parte alcuni momenti compulsivi di prenotazione delle vacanze, cerco di stare attenta alle spese e partecipo per lo più ad attività e conferenze gratuite 😉 

Il mio Senso del Dovere però è sempre lì che fa capolino e se nella mia gestione giornaliera sono soddisfatta e convinta delle mie scelte, appena faccio pensieri più a lungo termine, nuvoloni neri offuscano la mia serenità. Perché in realtà non abbiamo idea di dove saremo tra 5 anni ed io non ho la minima idea di cosa farò tra 5 anni. Non ho la minima certezza che un lavoro che va bene in WA potrebbe avere uno sbocco anche in Europa o in un altro Continente, anzi lo dubito fortemente! Ieri io e G ne abbiamo parlato, ma onestamente non siamo ancora pronti a prendere delle decisioni a lungo termine. È troppo presto presto per entrambi. 

Quindi proverò a godermi quest’anno di scoperte, a tenere a bada i miei “nuvoloni” e vediamo cosa ci porterà il futuro 😉 


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Quando una donna va dal parrucchiere…

Quando una donna va dal parrucchiere…gatta ci cova! 

Per lo meno per me, che non amo andare dal parrucchiere, ma quando ci vado, vuol dire che c’è aria di cambiamento 😉 

Siamo rientrati a Perth da circa 10 giorni, la casa sta riprendendo forma (gli 80 kg di valige + 40 kg di bagaglio a mano dei nonni sono quasi stati sistemati), G ha iniziato un nuovo lavoro interessante ed “importante” ed è bello adrenalinico, 2G fa vita mondana e sportiva tra amiche e centro estivo, 3G non vede l’ora di andare a scuola…e io?!!? 

Obiettivo: sentirmi viva!

In questo momento sono dal parrucchiere, un nuovo parrucchiere in centro consigliato da un’amica ed anche questo è un bel segnale! 

L’inidizio che vi do è il seguente: in un momento di difficoltà ho cercato su google la voce “apatia per il proprio lavoro” e ho provato a rispondere a queste 10 domande: http://www.efficacemente.com/2014/03/cosa-fare-nella-vita/2/

Il risultato è stato lampante, lo avevo sotto gli occhi da tempo ma facevo fatica ad accettarlo, non so perché poi!!! 

Avanti tutta e speriamo di non uscire verde da questo nuovo parrucchiere 😉 


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Reset

Le scorse 5 settimane sono state travolgenti, come ben sapete!!!

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La partenza a sorpresa della au pair è stata la cigliegina sulla torta, la corsa a trovare una soluzione alternativa e poi 3G di nuovo con tosse, raffreddore ed incazzusa, molto incazzusa con crisi isteriche di piano, tanto che ieri pomeriggio abbiamo fatto una gita al Princess Margaret Hospital, l’ospedale dei bambini di Perth, per farla vedere da un pediatra ed essere sicuri che non avesse una mega otite in corso che noi non eravamo in grado di capire 😉

Per fortuna tutto bene, il solito classico virus da combattere con santa pazienza!
(Per la cronaca l’esperienza è stata molto positiva, tutti molto gentili e disponibili)

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Durante la settimana per me non è facile fermarmi e dare il giusto peso alle cose.

Poi però la realtà della vita ti fa aprire gli occhi e ti fa rendere conto che i tuoi “problemi” sono veramente nulla rispetto a ciò che davvero conta…

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Stamattina finalmente relax in spiaggia a contemplare l’oceano che mi resetta la mente e mi ricarica per iniziare col piede giusto la settimana!

Quindi buon oceano a tutti ed un abbraccio forte alla mia super amica C. ed alla sua mamma 😉


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In una fase un po’ così

Da qualche giorno sono in una fase un po’ così. Quando ero più giovane la definivo una fase di “downa“, ora direi semplicemente che sono un po’ scarica, con meno voglia di fare e meno entusiasmo.

Te credo“, direte voi, con tutto quello che hai fatto!!! Vero e cerco di ripetermelo da sola, però non è giusto che proprio ora che posso tirare un po’ il fiato mi sento un po’ uno straccio!

Forse è solo una di quelle fasi di adattamento che tutti gli expat sperimentano: di solito c’è la prima fase di amore per tutte le cose nuove e belle, poi c’è una fase di odio verso tutto ciò che non ci piace e si rimpiange un po’ casa, poi c’è la fase del compromesso, in cui si cerca di trovare un equilibrio.
Io non credo di aver avuto la fase di amore per l’Australia, per lo meno non questa volta. L’amore era nato 8 anni fa in viaggio di nozze, poi ci abbiamo riflettuto su per talmente tanto tempo che una volta arrivati qua avevamo già lo spirito critico e realistico di chi vuole fare le giuste scelte per far stare bene la famiglia. Però è vero che nel primo mese e mezzo ho cercato di focalizzarmi sulle esperienze positive in modo da tenere su il morale della truppa!

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Un koala allo Yanchep Park

Forse il motivo vero di questo mio umore mugugnoso (alla genovese ;)) è legato al fatto che ho sistemato tutti i membri della famiglia, G a lavoro, 2G a scuola, 3G ha ingranato con la tata e poi andrà anche al nido, io ho quasi finito le burocrazie, e rimango solo io da sistemare, ovvero da decidere cosa voglio fare della mia vita…uno dei 3 motivi che ci ha spinto fin quaggiù!

Credo sia proprio questo, infatti era lo stesso pensiero che ho avuto ieri pomeriggio, poi ho controllato la posta e Plin…c’era una mail di convocazione per un colloquio da parte di uno studio a cui avevo mandato il cv domenica…mi avevano risposto solo dopo un giorno!!! La scarica di adrenalina di ieri (con conseguente puzzle per incastrare le bimbe) mi aveva tirato su il morale, ma stamattina di nuovo “downa”

Questo studio è a Freemantle (20 minuti da casa, sob! ) ed il lavoro sarebbe full-time (e io dove diamine piazzo le bimbe? ), però si occupano di risparmio energetico e sostenibilità ambientale (che sono proprio la mia passione, finalmente!) e quindi domani mi farò un caffè doppio e cercherò di dare il meglio di me!

Perché in cuor mio lo so che mi piace fare la mamma e prendermi cura delle mie figlie, ma solo part-time perché se no sbrocco!!!

Il mio obiettivo è diventare una MammArch per davvero, chissà che downunder il sogno non diventi realtà!
Intanto voi incrociate le dita, anche quelle dei piedi per favore 😉