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L'avventura di una famiglia expat in Australia (forse)


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Vacanze belle e “consapevoli” 

Tra poche ore i miei genitori saranno su in aereo per tornare in Italia. Sono stati con noi quasi tre settimane, due delle quali passate a sud del Western Australia tutti insieme in vacanza. 

Bunker Bay Beach, una delle nostre preferite

Il bilancio è assolutamente positivo: siamo stati bene, abbiamo visto tanti bei posti, mangiato alla grande, ricevuto mille doni, le bimbe erano entusiaste, ma soprattutto abbiamo trovato un buon equilibrio con i miei genitori, un importante segnale di maggiore serenità e consapevolezza da parte mia e di G 😉 

Cultura per bambini 😉

“Educazione civica” per adulti

Ora ci prepariamo a “reggere il colpo” di ritrovarci di nuovo da soli oltreoceano e di dare supporto alle bimbe, questa volta specialmente a 3G che per la prima volta sta capendo perfettamente cosa sta per accadere e non le va per niente giù, tanto che ha preparato il suo trolley e ha dichiarato che vuole andare anche lei a Milano. E non sta scherzando!!! 

La spiaggia di Prevelly

Io ho già avuto la mia “crisi” qualche giorno prima di tornare a Perth, perché per me gli arrivi dall’Italia portano sempre tanta gioia ma anche pensieri, confronti e valutazioni sul perché stiamo quaggiù dall’altra parte del mondo. Pensieri che mal si accoppiano alla mia situazione attuale del “cosa farò da grande?” 

La selvaggia Injidup Beach

Per fortuna, aver rotto le balle a G in anticipo mi ha permesso di affrontare questo mio ciclico momento di “downa”, di rimettere il timone a dritta e di parlare dei miei dubbi lavorativi con mio padre. Perché anche se in questi anni sono maturata, sono più indipendente e consapevole, l’approvazione paterna ha sempre il suo bel peso per la prodiga figlia femmina 😉 

Yoga all’alba vista oceano: da favola!

Direi che mi sento più padrona della mia situazione e sono pronta ad impugnare il machete per aprirmi una nuova via nel fitto bosco del mio futuro professionale. 

Parole da tenere a mente 😉

Avanti tutta e buon ritorno alla routine di questo 2017!

Ps: i nonni sono andati all’areoporto. 3G ha salutato fastornata ma serena. 2G ha versato mille lacrime insieme alla nonna. In camera noi tre abbiamo letto il libro della buonanotte super appiccicate nonostante il caldo bestiale, perché tenerle vicino a me è il mio modo per rassicurarle tipo mamma chioccia. 

Certamente 2G in lacrime che mi dice: “non voglio vivere in Australia perché e troppo lontano dai nonni” mi ha fatto accartocciare il cuore. Ho trattenuto a stento frasi del tipo: “lo so tesoro, lo facciamo per la vostra cittadinanza australiana e poi vi riportiamo in Europa” e ho puntato su enfatizzare la fortuna di avere nonni viaggiatori, di tutte le nuove amichette conosciute e dei posti bellissimi che stiamo visitando. 

In realtà ha funzionato solo dirle che per Australia Day andremo in gita a nord con la sua amichetta del cuore e che dormiranno nella stessa canera, come fosse uno sleep over. Una povera madre ad un certo punto deve tenersi degli assi nella manica 😉 

Certo che abitare in Europa, col senno del poi, sarebbe moooolto più facile!!! Possiamo solo sperare che i nonni rimangano sempre così in gamba e ringrazio il cielo di aver avuto le mie bimbe abbastanza presto! 

Intanto mi sono dotata di calde “pantofole” per il prossimo inverno

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Festa della Mamma sulle Perth Hills

Domenica scorsa siamo andati per la prima volta in gita sulle Perth Hills ed abbiamo festeggiato in modo diverso la Festa della Mamma.

I festeggiamenti erano già iniziati il giorno prima con una gita all’Ikea e consegna per la prima volta di entrambe le bimbe alla zona giochi dove si sono divertite come matte per un’ora e mezza, mentre io e G giravamo liberamente tra arredi vari… ora che anche 3G ha compiuto tre anni e può accedere alla creche, andremo all’Ikea molto più spesso 😉

Domenica mattina mi sono svegliata presto, sono andata a correre con la mia amica M e poi verso le 11 siamo partiti per le colline dietro a Perth. Questa zona si trova a circa un’ora di macchina da Perth in direzione nord est e come paesaggi ricorda un po’ l’entroterra ligure.
La meta era la visita di una diga con il suo lago, la Mundaring Weird, ma soprattutto il pranzo a base di agnello allo spiedo specialità del ristorante omonimo.

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La diga ed il suo lago

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L'agnello allo spiedo

Le bimbe, uniche nel gruppo perché tutti senza figli, sono state bravissime e mi hanno riempito di regalini per la festa della mamma.

Anche quest’anno la festa della mamma mi ha fatto riflettere e smosso una serie di sentimenti.

L’anno scorso ero rimasta colpita dal bellissimo ritratto che 2G mi aveva fatto e dalla sua dichiarazione davanti a tutta la classe: “I love my mummy because she is happy”… Non proprio la prima caratteristica che io mi attribuisco e forse il nostro trasferimento in Australia aveva contribuito a rendermi più serena.

Quest’anno anche 3G ha preparato tanti lavoretti sia all’asilo che in biblioteca con la tata e vederle entrambe così emozionate nel darmi i loro regali e così fiere di vedermi sorridente mi ha davvero colpito!

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"Mamma, ti amo da impazzire"

È come se tutto a un tratto mi fossi resa conto del grande ascendente che ho su di loro e di quanto un mio sorriso le possa illuminare o un mio rimprovero le possa demoralizzare… e che questo mio ascendente non durerà per sempre (vedi questo post molto carino di una mamma di tre ragazze ormai adolescenti)

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A tutto ciò aggiungiamo che il mio 35 esimo compleanno è ormai dietro l’angolo (aiuuuutoooo!!!), ecco che mi sono trasformata in una mamma un po’ meno rompiscatole, che cerca di fare meno cose a casa e di giocare di più con le sue bimbe, che ascolta di più,
specialmente 2G e si gode (un po’) di più le piccole schifezze che combina 3G 😉

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Canguri al sole

Perché non è mai tardi per imparare a rilassarsi un po’!!!


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Alla conquista dell’orario flessibile!

Un’altra settimana è passata, la terza nel mio nuovo studio in qualità di Graduate Architect…ringiovanita di 9 anni solo per aver cambiato continente non è male 😉

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Il lavoro è interessante, sto rispolverando tutte le mie conoscenze in ambito di dettagli tecnici imparati e stra disegnati all’Università, a cui aggiungo la mia esperienza pratica del cantiere e la mia visione progettuale d’insieme.
Sto usando ed apprezzando alla grandissima il software Revit e tutte le volte che ho un dubbio pratico o di impostazione concettuale posso chiedere ad almeno due colleghe esperte e disponibili. Un sogno dopo 6 anni di lavoro in solitaria!

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Il rapporto col mio capo sta migliorando, anche se spesso non lo capisco al 100% ne’ per quello che mi dice ne’ per il suo umore, però fortunatamente schizza moltissimo e quindi ho visivamente la riprova che quello che mi ha detto era proprio la guaina impermeabilizzazione del tetto, con la sua scossalina, bla, bla, bla!

La notizia più importante è che giovedì non ho più resistito ed ho fatto “outing”, ovvero dopo aver chiesto pareri ad altre amiche ed alla collega in ufficio, mi sono fatta coraggio ed ho chiesto di fare due chiacchiere in privato con il mio capo D. Sono riuscita a beccarlo in una giornata di super buona (al mattino aveva addirittura sorriso sul fatto che l’indicazione delle falda del tetto si disegni in modo opposto in Australia rispetto all’Italia, o almeno io sono convinta di ciò, ma ormai sono anche io tutta sottosopra quindi potrei pure sbagliarmi!!!) e ho vuotato il sacco!
Il discorso è stato del tipo: “sono da tre settimane in questo studio, mi trovo molto bene, il lavoro mi piace, bla, bla  bla (ma nemmeno troppo lunga perché qui sono sintetici). Non abbiamo mai parlato della mia vita privata (perché qui sono molto riservati e non se ne parla), ma io ho due figle e dal punto di vista famigliare la situazione non sta andando come era stato pianificato (perfetta citazione della mia amica B. perché non è facile trovare i termini giusti in inglese situazioni delicate). Volevo quindi sapere se c’è la possibilità di fare un orario flessibile, perché vorrei uscire due pomeriggi alle 2….e mentre lo dicevo mi tremavano le ginocchia e vedevo in sottofondo la mia faccia con una bella X sopra della serie “game over”!!!

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D. invece mi sorride (ve l’ho detto che era la sua giornata superSi) e mi dice:” certo, nessun problema. Quali giorni preferiresti? ”

A quel punto si che mi sarebbero serviti i sali, perché una risposta così proprio non me la sarei aspettata!!!! Niente cazziatoni, niente facce deluse, ma un sorriso!!! Gli ho detto che per me andava bene qualsiasi giorno, che avrei recuperato le ore negli altri 3 giorni, che io al lavoro ci tengo, bla, bla, bla!!!
Mi ha proposto come giornate corte il martedi e giovedi, mi ha detto di pensare ad un orario e di fargli sapere il giorno dopo, tenendo in considerazione che saltare tutti i giorni la pausa pranzo con due bimbi piccoli a casa poteva essere pesante!!!

Sono uscita da quell’ufficio volando a testa in giù, per poi finire chiusa in bagno commossa dalla gioia. Reazione forte lo so, ma quando ribalti letteralmente la tua vita per andare in cerca di un equilibrio vita famigliare e lavoro e forse lo ottieni…un po’ di calo di tensione ci sta!!!

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Una piccola Albisola 😉

Nella splendida favola c’è però un MA, ovvero che l’approvazione dell’orario dipende anche dal Director dello studio, per cui superato il momento di euforia in cui mi sono anche detta “io da qua non me ne vado più!!!”, son tornata coi piedi per terra, la mattina seguente gli ho mandato la mail con la proposta di orario (35 h a settimana invece che 37,5 h pagate, anche se il realtà ne ho sempre fatte almeno 40) e per tutto il giorno non ho ottenuto nessuna risposta.
Venerdì sera prima di andare via ho chiesto a D. se aveva avuto modo di vedere il mio orario, lui mi ha detto di si, ma che il Director aveva qualche concern (dubbio) in merito e me ne avrebbe parlato lunedì.

Ora quali siano questi concern non ne ho idea, spero siano solo economici e non di orario flessibile, perché lo studio paga per 7,5 h al giorno, se lavori di più è apprezzato ma non pagato. Nei tre giorni in cui io devo recuperare, lavorerei circa 8/8,5 h e forse non è previsto nella policy dello studio.
Insomma tengo duro, lunedi spero di riuscire a parlare col director e di portare a casa il mio orario flessibile. Se anche mi dovessero pagare 32 h invece che 35 h a settimana, chissene…

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Incrociate le dita, mi raccomando 😉


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Giugno, alla ricerca di nuovi equilibri

Il mese di Giugno è il mese della ricerca di nuovi equilibri. Me lo ripeto spesso per non correre a conclusioni affrettate come spesso rischio di fare, anche se qualche momento di tensione c’è stato!

Perché non è facile accogliere una ragazza di 21 anni in casa propria, tornare a lavorare full time in un paese straniero dopo 6 anni di libera professione, vedere solo per qualche ora al giorno le proprie figlie e cercare di far quadrare il tutto includendo anche un marito!!!

Però passin passetto ci stiamo organizzando e trovando insieme i nostri spazi 😉

Il cambio di prospettiva è stato comunque interessante, perché capisco meglio cosa vuol dire tornare a casa stanchi e magari con ancora del lavoro in testa e venire assaliti dalla routine di casa, dalle bimbe che attirano la tua attenzione e non avere un secondo per fermarti.
Abbiamo anche assaporato dei bei momenti di gioco a quattro, mentre di solito la sera io mi occupavo delle faccende di casa e G aveva il suo momento con le bimbe.

Insomma tutte nuove scoperte che fanno bene anche alla famiglia, se prese nel verso giusto e con spirito propositivo 😉

L’inizio della settimana a lavoro è andato bene, mi è stato chiesto di portare avanti un mega progetto a Melbourne, di cui per ora seguo un piccolo ampliamento che è comunque articolato ed interessante.

Ho anche abbordato in modo spudorato la mia collega L, una delle poche mamme in ufficio, e l’ho invitata a bere un caffè. Lontano da orecchie indiscrete abbiamo chiacchierato dei nostri rispettivi arrivi in Australia e poi ho fatto outing, ovvero le ho detto che sono anche io mamma di due bimbe!
Se già ci eravamo simpatiche, ora siamo proprio sulla stessa lunghezza d’onda, perché mamma architetto a lavoro in uno studio è davvero dura per il semplice fatto che un progetto può sempre essere modificato e migliorato e quale orario migliore per una bella revisione alle 6 di sera!!!

Dato che lei lavora solo 3 giorni a settimana e passa gli altri due con sua figlia, le ho chiesto consiglio su come muovermi per chiedere un pomeriggio libero a settimana, rendendomi disponibile a lavorare come un mulo gli altri giorni.
In base alla sua personale esperienza in questo studio, L. si è mostrata molto positiva e mi ha consigliato di parlarne apertamente col mio capo.

Dopo aver ascoltato anche altri consigli di amici, ho in animo di muovermi così: lavorare bene questa terza settimana in modo da farmi conoscere un po’ di più e poi settimana prossima chiedere un incontro con il mio capo e spiegargli la mia situazione.
Ovviamente mi mostrerò disponibile a varie soluzioni, anche se il pomeriggio libero mi permetterebbe di stare un po’ di tempo con entrambe e di poter parlare con la maestra di 2G.

Mi devo prepare anche una buona risposta alla domanda: “Perché non mi hai detto subito che avevi dei figli?!!?”

Perché dirgli la verità, ovvero: “Perché ero certa che non mi avreste mai fatto il contratto”  non credo sia una buona risposta!!!

Voi cosa gli rispondereste????


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Due settimane!

Questo post poteva avere più di un titolo, a rappresentare tutte le diverse emozioni che sto vivendo.

Provo a fare un riepilogo:

– “Thin & healthy” ovvero magra ed in forma, il commento della segreteria dell’ufficio della proprietaria di casa dopo aver ascoltato il mio racconto della settimana, caratterizzato da:
* rottura del boiler dell’acqua calda con sostituzione da parte di due giovincelli idioti che hanno fatto un lerciume in casa ma soprattutto hanno sfiatato il gas in casa senza aprire le finestre!!!
* malattia di 3G con notti in bianco, febbroni, corsa di G dal pediatra ed antibiotico
* impegno lavorativo intenso con frequenti consegne

Numero di corse avanti ed indietro dall’ufficio a casa (per fortuna vicino) per gestire il tutto: minimo 4 al giorno, ecco perché Thin &  Healthy

– “Unità di Crisi” ovvero il corridoio davanti ai bagni dove faccio tutte le mie telefonate personali per gestire:
* appuntamento dal pediatra, pietendo per il giorno stesso con segreteria che ogni volta mi riempie di domande e parla a manetta ed io alla fine sono talmente in pappa che sbaglio pure la data di nascita delle mie figlie!! E certo che un cognome più corto per fare lo spelling sarebbe stato utile e magari pure dei nomi con qualche vocale in meno (stronza me!!!)
* aiuto dalle mamme di amichette di 2G per accompagnarla e riprenderla da scuola, in modo che la tata potesse stare a casa con 3G malata
* aggiornamenti col marito
* consulenze con nonna farmacista

– “Panico Liquido” ovvero tutte le volte che mi viene affidato un nuovo compito e tendenzialmente non so usare al meglio i software percui ho bisogno di supporto dai colleghi. Fortunatamente sono tutti molto disponibili, specialmente la mia “compagna di banco” del Sudafrica…peccato però che lavori solo tre giorni a settimana!!!
Ovviamente mi affidano sempre dei lavori da fare velocemente e non ho il tempo di cercare su Google come si possa fare!!!

– “Coperta troppo corta” ovvero qualsiasi cosa faccia, mi sembra che i piedi spuntino sempre dalla coperta! Perché ovviamente non si può fare tutto, ma solo definire delle priorità, o almeno credo.

Comunque sono sopravvissuta alle prime due settimane di lavoro e sono contenta!
Al momento ho un ruolo facile, ovvero trasporto sul pc i progetti fatti a mano dal mio capo. Peccato però che mi ritrovi ad usare Autocad 2015, Revit  2015…mentre io ero ferma alle versioni del 2009 e pure SketchUp che non ho mai usato ma al colloquio gli ho detto che ero una good user perché era richiesto 😉

I sftw sono tutti in inglese, devo imparare mille comandi nuovi, le procedure ed il modo di lavorare dello studio (perché gli architetti in tutto il mondo sono una razza strana!) ma cosa più difficile è capire cosa mi dice il mio capo, in australiano stretto biascitato!!! Praticamente ad ogni revisione mi appiccico alla sua scrivania per cercare di vedere cosa disegna, ascoltare cosa dice e leggere il labiale per capirci qualcosa…e giuro che a detta di tutti io parlo un buon inglese!!!
Ho già messo le mani su tre progetti: un centro residenziale per anziani usando SketchUp, delle residenze con Revit ed un edificio con ristoranti ed asilo nido al primo piano sempre con Revit.

Il lato famigliare è un filo allo sbando: se avete consigli di organizzazione e su come incastrare il tutto tra spesa, cucina, tempo per le bimbe e magari anche tempo per voi stesse e per un povero marito…mi siete molto di aiuto 😉

Ps: sto facendo la brava e me ne sto come minimo dalle 8,30 alle 5,30 seduta alla mia scrivania a lavorare. Intorno a me però c’è un grande via vai, nel senso che c’è chi lavora 3 giorni a settimana, chi due, chi uno, chi arriva dopo e va via prima, chi lavora come un mulo ed è sempre lì…spero di trovare l’occasione nelle prossime settimane per parlare con la mia compagna di banco L. e scoprire come funziona in azienda se hai dei figli.
Perché mi va benissimo iniziare con calma e fare la disegnatrice, ma ho bisogno di almeno un pomeriggio con le mie bimbe, poter parlare con la maestra di 2G ed essere un minimo presente nella loro giornata…vediamo 😉


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Western Australia Day

Oggi in Western Australia è festa, uno degli ultimi giorni di festa di questo 2015. Il prossimo sarà il 28 Settembre con il Queen’s Birthday e poi si va tirati fino a Natale!

Noi abbiamo festeggiato con due famiglie di italiani, le cui mamme sono del segno dei gemelli come me, quindi quale migliore scusa per una colazione al mare tutti insieme?
La mattina mi ha rigenerato perché ho avuto modo di condividere tutte le mie questioni e pippe mentali da mamma con B ed R, expat di “lungo corso” con molta più esperienza di me!

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Eccomi quindi più serena, con le idee più chiare e motivata a fare bene ma anche a godermi un po’ questo importante risultato. In fondo dopo solo tre mesi di ricerca lavoro e dopo soli tre colloqui ho portato a casa un contratto casual di tutto rispetto come architetto in uno studio abbastanza quotato con sedi in varie città australiane. Ah, il contratto è di tre mesi, che il tre mi porti fortuna? 😉

Archiviati per un attimo i pensieri sul tema lavoro ed armonia famigliare, ieri ci siamo dedicati alla definizione di alcuni importanti parametri con la au pair, perché alla fine A. ha solo 21 anni, è in Australia per fare un’esperienza di vita e lavoro ma anche per divertirsi, per cui chiarire bene le nostre priorità è stato utile per tutti. Anche se la conosciamo da solo una settimana ci sembra una ragazza in gamba e responsabile, ovviamente se penso a tutte le sfighe che potrebbero capitare mi manca il fiato, ma sono le stesse cose che potrebbero capitare ad un’altra babysitter qualsiasi .
Oggi le ricorderò gli itinerari che ho piacere faccia durante le giornate con le bimbe, evitando gli attraversamenti pericolosi (qui i pedoni NON hanno MAI la precedenza) e facendo attenzione alle Lane, le stradine secondarie dietro le case per accedere ai posti auto, dove di solito non passa mai nessuno, ma mai dire mai, specie se 2G va avanti col monopattino!

Questo weekend lungo con le bimbe è stato intenso, stancante ma molto piacevole. Me le sono coccolate al massimo ed ho potuto constatare che al momento sono serene e molto felici che A. viva con noi.

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2G ormai è bravissima ad andare in bicicletta senza rotelle ed ha iniziato a leggere e scrivere sia in italiano che in inglese!

3G sta imparando ad usare il monopattino a 3 ruote da seduta, si sta appassionando al disegno e dice le sue prime parole in inglese: “flower”, “sleep” e “gentle”, tutte parole imparate al nido dove si parla solo inglese.
“Gentle” (sii gentile/fai piano), “sharing” (condividere) e “we don’t do….” (noi non facciamo questo o quello tipo spingere, tirare la sabbia etc) sono la parole ricorrenti dei genitori al parco giochi. Tendenzialmente i genitori non perdono mai le staffe, lasciano i loro figli liberi di giocare ma li controllano in modo molto attento e se serve intervengono in modo diretto e risolutivo. Concedono ai figli una sola ammonizione, se il bimbo non si rimette in riga, abbandona il gioco al suono autorevole di “if you don’t share, you don’t play”, punto e basta, fine della storia…ed il bimbo di solito non dice nemmeno bah!!!
Devo dire che li ammiro molto perché quasi raramente si assiste a scenate e strepiti, cosa che invece le mie bimbe a volte fanno.

Credo che la chiave stia in parte nel fatto che i bimbi già dall’asilo sono molto spronati a parlare e a dire la loro opinione. I genitori li ascoltano molto e questo crea buone basi di dialogo. Ho notato questo cambio anche in 2G: lei prima davanti ad un’obiezione o ad un no reagiva chiudendosi a riccio e scoppiando a piangere (atteggiamento aumentato dopo l’arrivo della sorellina). Ora, complice anche il fatto che è più grande, ascolta di più, valuta le nostre argomentazioni e a volte accetta anche il nostro consiglio (con mia grande sorpresa!) ed anche io mi sono resa conto che la ascolto di più.

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Altra novità importante è che 2G da qualche settimana a scuola parla quasi con tutti i bimbi, non solo con le sue amichette del cuore, ed anche con le maestre che sono entusiaste dei suoi progressi 😉

Credo di avervi aggiornato su tutto, buon WA Day, buona festa della Repubblica e buona settimana 😉

Ps: le foto sono del nuovo parco giochi nella scuola di 2G finalmente terminato. Me lo ha fatto vedere lei ieri pomeriggio mentre la sorellina dormiva a casa col papà!