parliamodiaustralia

L'avventura di una famiglia expat in Australia (forse)


4 commenti

Up & Down

Ci sono momenti in cui procedo come uno schiacciasassi, mi espongo e mi metto in gioco ottenendo, per fortuna, ottimi risultati. 

Dopo grandi Up, ho quasi regolarmente momenti di grandi Down che fatico a gestire: un mix tra nostalgia, solitudine del lavorare da sola da casa al freddo e lontananza dagli affetti, fatica per tutti i fronti a cui sono esposta, stanchezza per le continue sveglie di 3G la notte, come minimo una per notte intorno alle 2 am che alla lunga si sente. 

Pian piano sto sviluppando le mie strategie. La più importante è il cappuccino vista oceano, al diavolo per una volta il regime latte free ;). Poi ci sono i caffè con le amiche, il mio spazio sul blog, lo yoga e la corsa. 

Finalmente una giornata di sole. Oceano, eccomi!

Cosi’ tra un Up ed un Down procedo lungo questa mia rotta super personale, da architetto a chissà cosa, che però mi sta dando molte soddisfazioni! 

Sento anche che il nostro 3zo anno in Australia si sta quasi per compiere ed ammetto che provo emozione ed anche un po’ di fifa, perché più tempo viviamo a testa in giù, più grande diventerà poi la decisione da prendere! Il 2018 vedrà altri importanti cambiamenti tra cui nonna Z in pensione e le mie bimbe nella stessa scuola con gli stessi orari, un sollievo organizzativo non da poco! 

Intanto cerco di tenere la barra a dritta e concentrarmi sui miei impegni quotidiani:

– dare i voti alla consegna dei miei baldi studenti 😂

– condividere contatti con le ultime due persone abbordate in tema sostenibilità, che mi hanno pure offerto il caffè 💪

– organizzare il mio evento sul tema Sustainable Built Environment per le Nazioni Unite del WA. 

– attendere il prossimo step per il nuovo lavoro casual. Ieri ho fatto il pre-employment health check. Ho incontrato tre medici: una per il drug test e controllo vista. Uno per il fit test, praticamente un test per i marines perché mi ha fatto fare flessioni, addominali, dorsali, squat e pure sollevare più volte 10 e 20 kg. Per fortuna che da quando faccio yoga ho le braccia un po’ pi forti! E l’ultimo per una verifica generale e spero che la mia pressione da formica non risulti un problema! 

– focalizzarmi ed incrociare anche le dita dei piedi per l’altro lavoro full time per cui ho applicato 2 settimane fa. 

– e se proprio non voglio annoiarmi, iniziare un corso gratuito online sulla sostenibilità ambientale, in modo da avere un titolo di studio locale che non guasta mai! 

In tutto ciò, mentre voi vi sciogliete le chiappe dal caldo in Italia, noi invece ce le geliamo, perché la minima di notte è scesa a 4 gradi… Ed in casa al mattino ce ne sono 15…Enjoy!!!

Ps: 3G da brava Aussie si rifiuta di vestirsi. Stamattina prima di andare a scuola ha nascosto il suo pile, così una volta tornati a casa non potevo costringerla a rimetterselo. Ed ovviamente lei nega l’evidenza. Così oggi le ho detto: “sono sicura che il pile è in casa. Lo cerchi e finché non salta fuori niente merenda”. Ecco che di colpo è apparso. Anni 4…cominciamo bene 😈 

Annunci


Lascia un commento

Nippers, a scuola di oceano

​Ogni primavera, i Surf Life Saving Centers delle numerose spiagge di Perth organizzano dei bellissimi corsi per bambini, ragazzi e adulti per imparare a conoscere l’oceano.

Bimbi al corso Nippers

Il servizio di salvataggio sulle spiagge è un’istituzione storica per gli australiani, è organizzata benissimo ed è un servizio che si basa quasi solo sull’attività dei volontari.

Il programma per bambini dai 6 ai 12 anni si chiama Nippers ed è pensato per insegnare ai bimbi le regole dell’oceano, fargli prendere confidenza con le onde e le correnti ed imparare ad usare la tavola da surf, standogli sopra sulla pancia (non a fare surf).

Vengono organizzati anche tanti giochi di squadra sulla spiaggia ed è inoltre un’occasione per conoscere nuove famiglie al club.

Attività in mare e giochi sulla sabbia

È sicuramente un bell’impegno per tutta la famiglia perché il corso si svolge tutte le domeniche da ottobre a marzo…dalle 8,30 del mattino fino alle 11,30…ma una volta arrivati davanti all’oceano, si viene subito ripagati della levataccia 😉
2G non era per niente entusiasta dell’idea perché aveva paura che la “buttassero in mezzo alle onde”. Dopo due domeniche invece è entusiasta, soprattutto di prendere le onde con il boogie board.
Anche G è esaltatissimo (ogni bambino deve essere accompagnato da un genitore che rimane in spiaggia a dare una mano come volontario), tanto che si sta allenando per ottenere il certificato Bronze Medallion per poter aiutare i bimbi quando faranno esercizio in acqua.
Personalmente amo l’oceano ma nutro ancora un grande timore per le onde e le correnti e con la scusa di stare con 3G non vado mai dentro l’acqua oltre il ginocchio 😉
Stamattina però G mi ha fatto parlare con il suo istruttore, un omone di 50 anni super muscoloso, di quelli che si fanno tranquillamente la gara di nuoto Rottnest Channel Swim (20 km in mezzo all’oceano da Cottesloe a Rottnest Island), che gentilmente mi ha spiegato a livello teorico come prendere le onde, come comportarsi con le correnti ma soprattutto come riconoscerle. Week end prossimo se voglio, viene con me in acqua e mi porta nella “zona sicura” cioè oltre la linea dove si infrangono le onde.
Oggi non ero psicologicamente pronta, vedremo il prossimo weekend come sarà il mare 😉
Ho voglia di provare e di superare le mie paure anche per non trasmetterle alle mie figlie e per poterle aiutare in caso di bisogno. Certo che ancora devo lavorare sul concetto di “zona sicura” al di là delle onde, perché sinceramente io laggiù sicura non mi ci sento affatto!!!
In tema squali l’istruttore dice che la cosa più semplice è non pensarci…mah vedremo! Per lo meno ho la certezza che lui mi riporterà a riva!!!