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L'avventura di una famiglia expat in Australia (forse)


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Imparare a scegliere

Fino a poco tempo fa, fare una scelta era per me una cosa difficilissima. Questo era dovuto a tanti fattori diversi correlati tra loro, tra cui un grande senso del dovere, il desiderio di non volere mai “deludere” nessuno, ma anche un certo gusto per le sfide.

L’ esperienza australiana sta contribuendo ad invertire questa rotta per me deleteria, un po’ perché sto finalmente imparando ad ascoltare me stessa, un po’ perché qui siamo da SOLI e so perfettamente che se io crollo siamo nella M…. più totale 😵.

La mia migliore amica Downunder si è sposata sabato. Lei è la mia famiglia quaggiù, quella su cui so di poter sempre contare e che mi aiuta a capire questo mondo capovolto. Lei è il vero motivo per cui non lascio questo quartiere e questa scuola 😉

Cosi sono bastate 2 settimane senza nonna Z e 4 settimane di lezione per capire che ho decisamente troppi impegni e non voglio andare avanti così.

Lavorare durante il weekend e durante la settimana, svenire nel letto la sera senza forze dopo aver fatto un miliardo di cose incluso aver lavorato (ancora!) e preparato i lunch box del giorno dopo ed alzarmi alle 6 del mattino col pensiero di come poter incastrare tutto, non va bene. O meglio l’ho fatto per tanti anni, ce l’ho sempre fatta e potrei farcela anche questa volta….ma ho deciso che non voglio più farlo!!!

Cosi come ho deciso di lasciare il lavoro di progettista perché costruire l’ennesimo edificio di cemento di infima qualità mi fa venire la nausea, così ho deciso che tra le mille attività di cui mi sto occupando, ne devo lasciare almeno una. Sono tutte attività che singolarmente mi piacciono, ma tutte insieme diventano un incubo.

Il mio ecomostro, ovvero il progetto di cui sono stata responsabile 2 anni fa. Ovviamente non è tutta farina del mio sacco, ma mi sento lo stesso responsabile. Speravo non lo costruissero mai ed invece l’hanno fatto. L’ho visto weekend scorso per la prima volta, ho avuto i brividi e mi sono detta: “mai più!” 😩

Il bastoncino corto è stato “vinto” dal mio lavoro di insegnante nel corso di interior designer, perché nonostante mi piaccia e mi richieda poco lavoro di sistemazione delle lezioni perché sono gli stessi corsi dell’anno scorso, mi richiede però un’intera mattinata di insegnamento ed in questo momento quelle ore sono per me vitali per recuperare le ore che ho tagliato dal mio lavoro principale per andare a prendere le bimbe a scuola. Quelle ore al giovedì mattina sono anche una valvola di sfogo personale per un caffè davanti all’oceano per ossigenare il cervello ed occuparmi delle diverse attività di volontariato a cui tengo molto. Ed è giusto ricordare che in Australia il volontariato è considerato importante quanto un lavoro.

Le opere di 3G valgono molto di più la pena 😍

Il lavoro da insegnante non ha nemmeno un futuro perché la sede di Sydney ha deciso di interrompere il corso di studi a Perth. Vedo poche possibilità di passare ad insegnare al TAFE ed ho già provato e scartato in passato l’opzione di insegnare online perché è alienante.
Ora sta a me controllare le clausole del mio contratto casual da insegnante, trovare tempi e modi per comunicarlo al mio responsabile, garantendogli comunque la mia presenza fino alla fine di questo term. Mancano ben 2 mesi, ma già aver scelto ascoltando il mio istinto mi fa stare nettamente meglio 😊.

“A black spot could be…”

Avanti tutta e buona domenica!
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Un saluto che spacca il cuore! 

Stasera un altro saluto di quelli che spaccano il cuore! 

Praticamente la mia sorella maggiore quaggiù, che mi ha supportato in questi 2 anni e mezzo downunder….tanto che l’ho soprannominata per prenderla in giro Suor Germana! Lei che è più grande di me, ha figli più grandi ed è in giro da più tempo, mi ha aiutato a capire tutte le novità che mi circondavano, a dargli un senso e ad affrontarle un passo alla volta. 

Ci provo a pensare positivo, a ripetermi che se non fossi venuta quaggiù non l’avrei mai conosciuta, che se è una vera amicizia durerà. 

Ma fa male, cavolo se fa male, essere di nuovo tutti in lacrime ad ogni maledetto saluto!!! Perdere la quotidianità che mi sono faticosamente costruita, caffè dopo caffè, chiacchierata dopo chiaccherata, condividendo dubbi e difficoltà ma anche le mille conquiste fatte in questa terra a testa in giù. 

Fa male e ci piangerò su ancora un po’, godendomi gli amici rimasti e cercandone di nuovi…fino al prossimo saluto importante che ahimè già si intravede all’orizzonte. 

Buon viaggio Suor Germana 😉