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L'avventura di una famiglia expat in Australia (forse)

Il tallone di Achille di ogni expat: l’essere lontani dalla famiglia! 

6 commenti

Complici il freddo e la notte movimentata per il raffreddore di 3G, oggi sono travolta da pensieri preoccupati per il futuro dei nonni. 

In Australia è iniziato l’inverno!

Cosa fare se per caso uno di loro si dovesse ammalare? Se dovessero aver bisogno di un’assistenza costante? 
L’ Australia è terribilmente lontana 😦

Uno dei pregi di essere in piedi dall’alba… 

E ovviamente questi ragionamenti si collegano al fatto che adesso sono in forze per godersi appieno le nipotine e loro sono strafelici di passare il tempo coi nonni. Col tempo le bimbe probabilmente perderanno un po’ di interesse ed i nonni un po’ di energie. 
Siamo solo dei grandi egoisti o tutto ciò fa parte della vita? 
A volte è davvero dura! 

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6 thoughts on “Il tallone di Achille di ogni expat: l’essere lontani dalla famiglia! 

  1. Pensare a queste cose è normale quando si vive cosi lontani ma dato che da quanto mi sembra di capire al momento il problema non si pone perché tutti stanno bene e in forze forse non dovresti preoccuparti per questo. Hai scritto che forse dopo la cittadinanza tornerete in Europa e allora avrai tutto il tempo per far vivere bene il rapporto con i nonni alle tue figlie. Nel frattempo goditi questa esperienza e i tuoi genitori mi sembra che siano in grado di godersela anche loro venendoti a trovare quindi non ti fasciare la testa prima di rompertela! Detto questo credo che non sia egoismo scegliere di vivere all’estero e far vivere questa esperienza alle tue figlie. Potevi scegliere altre cose ma in questo momento storico credo tu abbia fatto bene ad aprire dei canali che in futuro potrebbero rivelarsi molto preziosi e i nonni lo sanno. Ps. I tuoi genitori secondo me se leggono questo post si toccano e fanno ke corna a più non posso ha ha ciao😉

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    • Hai ragione e staranno facendo gli scongiuri!!!
      Di solito la mia tattica è di far fruttare al massimo questa esperienze perché ne valga lo a pena.
      A volte vacillo, ma credo sia umano 😉
      Grazie del conforto!

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  2. Mio padre è morto a febbraio. Io vivo in Francia e sono riuscita ad arrivare giusto in tempo, ma tra la sua operazione e la sua morte non sono rimasta là, sono dovuta rientrare. Non serve spiegare quanto mi sia sentita in colpa…
    Però è così, non è più come una volta che si vive tutti nello stesso paesino. Anche se io rimassi nel mio paese, per esempio, mio marito sarebbe comunque lontano 8 ore dalla sua famiglia. Questa è la vita ora.
    Certo è che l’Australia è proprio lontana…mio marito stava passando degli step per un lavoro là. Ci siamo interrogati tante volte se valesse la pena…poi alla fine il lavoro non è andato, ma probabilmente no ci saremmo certo tirati indietro…

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    • Caspita mi dispiace tanto!
      E’ davvero dura a volte.
      Come genitori ci preoccupiamo per i nostri figli e come figli dei nostri genitori.
      L’ Australia è lontanissima, ma come dici tu anche stando in Francia sei dovuta comunque rientrare. E se non vivi nella stessa città comunque non puoi esserci sempre.
      Certo noi potremmo vivere bene a Milano, non avevamo motivi forti per andare, se non la nostra voglia di metterci alla prova e di fare nuove esperienze.
      Tra qualche anno rimetteremo tutto sul piatto della bilancia e vedremo il da farsi.
      A volte però questi nuovoloni di pensieri arrivano e fatico a gestirli. Poi per fortuna passa 😉
      Grazie per aver scritto

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  3. Mi permetto di intrufolarmi e scriverti visto che mi tocca molto questo argomento.
    Io credo che la bilancia debba sempre pendere dalla tua parte. Io dopo undici anni qualche risposta ce l’ho (per me, naturalmente) ma in questo mondo mutevole non sempre le mie priorità sono rimaste le stesse. E ora che i miei genitori invecchiano, che i miei fratelli sfornano nipotini e io non ci sono, mi sembra che l’affetto e la presenza partecipata salga di qualche posizione in classifica rispetto ad un tempo.
    Quello che mi ha sempre spinto ad andarmene è stata la curiosità e la voglia di mettermi in gioco, ma se questo dovesse diventare un peso troppo forte (e in certi momenti, soprattutto con la malinconia invernale che si respira quaggiù, sappiamo che diventa davvero fortissimo) ri-considererei la mia collocazione futura.
    Detto questo, tu stai dando un futuro e delle nuove opportunità alla tua famiglia (e a te stessa). Prenditi tutto il buono di questa esperienza, e se dovesse rimanere tale (un’esperienza che poi finisce e si torna tutti in Italia) avrà comunque dato i suoi frutti.
    Ps: non è che mi spediresti una fetta di crostata? Sembra deliziosa! 🙂

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