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L'avventura di una famiglia expat in Australia (forse)

Un Australia Day molto australiano

5 commenti

Abbiamo festeggiato questo nostro terzo Australia Day in modo molto australiano! 

Mi ricordo ancora perfettamente il nostro primo Australia Day nel 2015, vissuto praticamente da turisti vedendo i fuochi a Kings Park, mentre l’anno scorso eravamo stati con amici in vacanza a sud e poi,  una volta tornati a Perth, eravamo andati su una collinetta dietro casa a vedere i fuochi e ci siamo sentiti molto local 😉 


Quest’anno, invece, abbiamo iniziato partecipando alla cerimonia per la cittadinanza australiana dei nostri carissimi amici ItaloTurchi, una cerimonia molto easy in un parco vicino casa con tantissime attività di intrattenimento per i bimbi. È stata più che altro una festa informale adatta a tutti, ma al tempo stesso un passaggio molto importante per tutti gli immigrati in Australia! 

Il nostro terzo Australia Day (made by 3G)

Eravamo contenti di esserci e di festeggiare i nostri amici, sentire il giuramento ai valori dall’Australia e le parole del Sindaco. Personalmente ho ancora opinioni contrastanti sulla politica e sui valori locali, ma penso che sia ancora presto per poter trarre delle conclusioni. Mi ha molto colpito quando la Sindaca ha detto chiaramente: “noi scegliamo i nostri immigrati” che in effetti è proprio ciò che abbiamo sperimentato anche noi perché, per ottenere il nostro visto, abbiamo dovuto superare una selezione vera e propria ed alcune volte, specialmente per quanto riguarda la parte medica, questo fatto mi ha dato molto fastidio. 

Comunque, siamo a metà strada del nostro percorso per richiedere la cittadinanza e magari tra circa 3 anni saremo anche noi su quel palco con le nostre bimbe che saranno ormai delle ragazzine, chissà! 

Dopo la cerimonia abbiamo preparato le nostre “piccole” valige per il mare ma soprattutto la mega ghiacciata da tipici australiani e ci siamo diretti verso nord a Jurien Bay, dove ci aspettavano la migliore amica di 2G con la sua mamma ed il suo futuro marito. 

Perth è ancora avvolta in un clima vacanziero e questo sarà per tutti l’ultimo weekend di vacanze estive, con la ripresa della scuola mercoledì 1 Febbraio. 

Ammetto che per me è ancora molto strano associare la parola Gennaio con le vacanze estive e Febbraio con l’inizio delle scuole e sono convinta che in realtà il mio cervello attui una traduzione inconscia e trasformi Gennaio in Agosto e Febbraio in Settembre, in un modo talmente sottile che quasi non me ne accorgo ma che mi permette di accettare questa cosa 😉 

Qui a nord il paesaggio è molto selvaggio e non c’è niente a parte, bush, dune di sabbia e mare blu. È la prima volta che ci spingiamo così a nord, a circa 3 ore di auto da Perth, ma avevamo voglia di fare qualcosa di diverso e andare in vacanza condividendo la stessa casa coi nostri amici australiani mi era parsa una buona idea! 

Un cartello vero in uno dei due bar di Jurien Bay!!

Giovedì pomeriggio (giorno 1) ci siamo sistemati a casa e abbiamo fatto il tipico bbq australiano per celebrare Australia Day. La mattina successiva (giorno 2) in spiaggia è andata alla grande, con G che ha battezzato il suo kyte nell’oceano e io che ho fatto la mia tranquilla corsetta sulla spiaggia se non fosse che ad un certo punto ho visto, con la coda dell’occhio,  una macchia scura in acqua, poi l’ho rivista muoversi e poi ha tirato la testa fuori dall’acqua: un leone marino che mi guardava! 

Il battesimo di G col kytesurf nell’oceano a Jurien Bay

Sono rimasta letteralmente senza parole, poi mi sono guardata intorno e non c’era nessuno, solo il leone marino che chiaramente mi guardava. Tra me e me ho pensato: “e se ora viene fuori dall’acqua, che faccio?” e così a passo lesto ho continuato la mia corsa di ritorno 😉 Però che spettacolo sorprendente!!! 

Sabato (Giorno 3): sto scrivendo dall’imboccatura di una caxxo di grotta immersa nel bush australiano. Gli altri incluse le mie figlie sono andate a fare una simpatica camminata dentro la grotta. Io non mi trovo affatto bene se non vedo l’uscita della grotta e così ho deciso di stare qui e nell’attesa scrivo per evitare di pensare a quali incontri potrei fare quaggiù. In realtà al massimo arriverà un’altra coppia di “simpatici” turisti e a me verrà un coccolone nel sentirli arrivare frusciando. 

L’ingresso della grotta: arriverà un serpente, un dingo o “solo” uno sciame di vespe??!!??

Per arrivare qui abbiamo percorso 15 km di pista sulla sabbia, con G che ha messo alla prova la sua abilità di guida sulla neve e ghiaccio. Se sul ghiaccio non devi mai toccare il pedale del freno, sulla sabbia non devi mai staccare il pedale dall’accelleratore se no ti impantani e non esci più. Peccato che G non abbia mai guidato sulla sabbia in vita sua, ma il copilota è un ragazzo australiano e all’andata tutto é filato liscio. Ora però ci aspetta il ritorno in auto di nuovo sulla pista di sabbia dopo aver lasciato la grotta e fatto i 350 metri di “passeggiata” a 45 gradi nel bush. 

Io povera innocente avevo proposto di fare il picnic sul mare prima di metterci in moto per la nostra gita, ma l’idea è stata bocciata e così abbiamo preparato wraps con avocado e salmone affumicato all’imboccatura della grotta, con un bel freschino ma anche tante mosche e inquietanti nidi di vespe a pochi metri dall’ingresso della grotta. Il nostro spirito di adattamento sta aumentando alla grande! 

Non era meglio rimanere alla spiaggia di Sandy Cape?!!?

Io intanto sto qua ferma e scrivo, sperando che nessun essere vivente mi noti e se dovesse farlo sono pronta alla fuga abbandonando la borsa frigo come merce di scambio, anche se non saprei che direzione prendere, probabilmente andrei verso gli altri nella grotta. 

Il succo dell’avventura è: boccaccia mia statti zitta invece di proporre di andare all’info center per vedere cosa offre la zona!!! Per noi italiani qui è come stare su Marte, per fortuna che i nostri amici sono tutto un “no worries”, “it will be fine”, “yeah!” 

Fino ad ora sono io che ho fatto venire un coccolone ai turisti all’ingresso della grotta, perché mi hanno visto all’improvviso nascosta nella penombra a godermi il freschetto ;). Alla fine tutto è filato liscio e siamo approdati ad un baretto vicino al mare a Green Head, dove abbiamo bevuto un caffè col gelato che ci è parso il più buono del mondo!!! 

La dynamite bay a Green Head

Domenica (giorno 4) purtroppo è venuto a piovere e così abbiamo chiuso casa e ci siamo pian piano avviati verso Perth. Abbiamo fatto uno stop a Lancelin e visto le dune di sabbia davvero spettacolari, questa volta però senza avventurarci troppo con la macchina onde evitare di mettere di nuovo alla prova la nostra fortuna! 

La vista dalla cima delle dune a Lancelin

L’esperimento di condivisione della casa coi nostri amici è andata bene. Le bimbe hanno dormito abbastanza tranquille e sono andate d’accordo. Io e G eravamo cotti per il continuo passaggio da italiano ad inglese, ma ci è piaciuto vivere questa avventura molto local. 

Ora che la scuola abbia inizio, così mi riposo un po’ 😉  

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5 thoughts on “Un Australia Day molto australiano

  1. Quella grotta è spaventosa! Non siamo riusciti ad avventurarci più di 20m perchè, come te, appena la luce dell’entrata sparisce, vado in panico! E dire che avevamo anche una torcia da cantiere, ma non ce l’abbiam fatta. :/ Però la strada per arrivare fino lì è stata divertente.
    V

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  2. Bellissima avventura, ma in quella grotta non sarei entrata nemmeno io, che paura!!!!

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  3. Questo tuo post trasmette gioia ed energia quindi bravi che vi siete spinti oltre i confini del conosciuto. Per me il lato più wild dell’Australia è la maggior ragione di essere qui in questa terra ancora in parte inesplorata e decisamente incontaminata con una natura spettacolare….io ero tanto orgogliosa di vedere i delfini ogni giorno ma il leone marino wow! Che bel l’incontro solitario! Anche noi siamo diventati cittadini il 26 gennaio e in effetti ci sono tanti lati discutibili di come si è svolto tutto il processo del visto e la questione degli aborigeni ecc ma ormai è andata…no worries mate😏

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