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L'avventura di una famiglia expat in Australia (forse)

Bilancio forzato

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Sarà perché fare i bilanci è un “vizio” di famiglia, anche io ho la tendenza a fare spesso dei bilanci che si trasformano in delle grosse autocritiche perché non ho ottenuto “Tutto Subito”.

Questa volta della serie “anche i muli imparano”, mi ero imposta di lasciar andare, di non fare troppi bilanci per i miei 35 anni e per il mio primo anno di rientro in uno studio di architettura, anche se ovviamente il fatto che non mi avessero fatto un vero contratto mi aveva abbastanza infastidito, così come il fatto che non mi avessero affidato nuovi progetti.

L’idea era: manca un mese alle vacanze, goditela, non pensare, a luglio quando torni con il nuovo anno fiscale australiano torni all’attacco per il contratto e se non te lo fanno, ti guarderai intorno per cercare un nuovo lavoro…

Venerdì 27 Maggio alle ore 16,15 arriva però la sorpresina: B, il nuovo direttore dello studio, nonché il genero del fondatore dello studio, mi chiama nella sala riunione e mi dà il benservito.
Ovviamente mi dice che sono molto contenti di me, che è solo una questione che non ci sono nuovi progetti, la crisi, la fine dell’anno fiscale a giugno…bla, bla, bla!!!

Io ci rimango di sasso e pure di mierda, però orgogliosissima non verso una lacrima nonostante la rabbia che mi stava montando dentro, concordo che avrei portato via le mie cose il lunedì successivo, mi alzo, vedo la mia collega tedesca V nella sala riunioni difronte ed esplodo in lacrime abbracciandola!!! Dando però le spalle alla porta 😉

Di base la notizia ha ferito il mio super Orgoglio e ha fatto calare anche tutta l’adrenalina accumulata in questo anno, perché ho fatto i numeri turchi per gestire le bimbe, essere una madre presente ma al tempo stesso non perdere mai un colpo in ufficio.

Durante il week end non sono mancate le pippe mentali sul perché mi avessero licenziato, tanto che lunedi con il giusto distacco ed un discorsetto imparato a memoria, ho chiesto di scambiare due parole con B per “presentarmi” e chiarire il fatto che negli ultimi mesi per esigenza dello studio avevo fatto il disegnatore (drafter), ma che in realtà il mio profilo era ben diverso.

Vi ricordate la famosa frase di Pretty Woman: “Lavora a percentuale? Grosso, grossissimo sbaglio!!!” Ecco, una cosa un po’ così 😉

B mi ha assicurato di essere a conoscenza delle mie capacità, che tutti erano soddisfatti di me e che la loro scelta era solamente basata sul tipo di contratto che avevo (casual) e sul gruppo di lavoro in cui ero (progetti residenziali) che era a corto di nuovi progetti.

Mi premeva anche ricordargli il fatto che due giorni prima mi era stato chiesto in fretta e furia di preparare il mio cv per un concorso in Malesia dove era richiesto un professionista iscritto al Green Building Council…ed io era l’unica dello studio ad avere tale qualifica… E il giorno dopo dell’invio della pratica mi licenzi? Sei uno Stronzo!

Col senno del poi, la mia partecipazione a quel concorso mi è valsa probabilmente un mese di buonuscita, perché la regola aziendale prevede che dopo un anno di lavoro casual hai diritto ad un mese pagato in caso di licenziamento. Se invece ti licenzano entro un anno, hai diritto solo ad una calorosa stretta di mano. Loro mi hanno licenziato dopo un anno e due giorni: o sono idioti oppure mi hanno tenuto solo per inserire il mio nome nel concorso ed avere più chance di vincere 😉

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Finalmente sono andata a vedere la nuova biblioteca in centro a Perth

Ad una settimana dell’accaduto, mi sento pronta a fare un piccolo bilancio guardando il lato positivo delle cose:

A) tutto il mondo è paese

B) il lavoro è solo lavoro e sono estremamente felice di aver dato retta al mio sesto senso e di aver rischiato chiedendo i due pomeriggi liberi a settimana per stare con le bimbe

C) fare la mamma full time non fa per me ed è molto più stancante che fare l’architetto 😉

D) i colleghi a cui davo la notizia ci rimanevano di sasso, pensavano fossi stata io ad andarmene ed erano scioccati che fosse stato lo studio a mandarmi via. Ho ricevuti abbracci calorosi da colleghi che mai avrei pensato. Anche il temutissimo D che mi aveva assunto era visibilmente colpito e dispiaciuto. Mi ha fatto piacere toccare con mano che in questo anno mi ero fatta apprezzare e stimare da molti.

D) questa pausa forzata alla fine non ci sta poi tanto male, perché sia io che G eravamo alla frutta, lui con il terzo grosso herpes in soli 5 mesi ed io con un’infezione al dito che non voleva proprio guarire!

Morale che si fa? Mi lecco le ferite, riorganizzo tate e nido, passo più tempo con le bimbe, sbrigo tutte quelle attività costantemente rimandate e cerco di sfruttare questa pausa forzata per pensare a quale lavoro vorrei fare in futuro!

Ovviamente mi sono già mossa con dei nuovi contatti ed ho già aggiornato il cv ed il profilo linkedin.
Settimana prossima mi dedicherò al portfolio (raccolta dei progetti fatti) e una volta rientrati a luglio ricomincero’ a mandare cv a manetta rispondendo agli annunci su Seek.

Nel frattempo ho scoperto/capito che:

1) la mia retribuzione era stata adeguata, cioè in linea con i miei 9 anni di esperienza lavorativa, nonostante il mio titolo di Architetto iscritto all’albo italiano non sia stato riconosciuto e sia stata quindi “definita” sul biglietto da visita Architectural Graduate (laureata in architettura).
In realtà d’ora in poi mi definiro’ M.Arch ovvero Master in Architecture che è il mio titolo di studi (qui molti si fermano alla laurea triennale B.Arch), che tra l’altro fa coppia perfetta con il mio nickname MammArch 😉

2) Nonostante in Australia ci sia una maggiore attenzione all’equilibrio famiglia e lavoro, negli studi di architettura purtroppo è difficile resistere se hai impegni inderogabili tipo andare a prendere le tue figlie all’asilo! Ho scoperto che l’anno scorso il mio studio era stato obbligato ad assumere molte donne per rispettare il Gender Equality Agreement ovvero assumere un numero minimo di donne in azienda.
Io mi ero trovata al posto giusto nel momento giusto, ma nel giro di un anno le donne erano aumentate e chissà come mai io ero l’unica con figlie piccole…a parte la figlia del fondatore con la quale però non mi sento di poter competere.

Questa riflessione non viene da me (che dopo essere stata licenziata dal mio studio di Milano perché incinta ormai a queste cose non ci faccio quasi più caso!!) ma dalla mia collega V che si è arrabbiata moltissimo per il mio licenziamento perché è stato un chiaro esempio che una madre, anche se brava, viene comunque lasciata a casa. Tra l’altro se il problema era puramente economico me ne avrebbero potuto parlare, io avrei anche considerato di fare tutti i giorni part-time…mah!!!

3) Dato il punto 2, sto valutando se cercare di cambiare leggermente settore ovvero lavorare come Project Manager lato cliente ed essere io quella che chiede documenti in fretta e furia agli architetti. Vediamo cosa succederà 😉

Anche la situazione di G non è delle più rosee perché in Western Australia a causa della crisi del mining e dell’oil and gas stanno licenziando a manetta. G dovrebbe avere un nuovo contratto per 12 mesi a partire da luglio. Ovviamente speriamo di averlo in mano prima delle vacanze in Italia ma non è detto.

Nell’ipotesi peggiore di rimanere entrambi senza un lavoro, ci metteremo a cercare in tutta l’Australia e ci sposteremo dove uno dei due troverà un lavoro.

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E se mi sveglio all'alba con pensieri vari, mi godo quest'alba 😉

Questi gli insegnamenti più importanti che ho imparato da quanto accaduto:

– goditi il presente

– take it easy

– rimani focalizzata su ciò che conta di più, cioè la tua famiglia e la salute

– segui il tuo istinto

e…

– ricorda che il destino è il più grande direttore d’orchestra 😉

Ps: questo post è stato scritto il 2 giugno 2016 ma pubblicato solo oggi, perché per evitare di creare il panico in Italia, la notizia del mio licenziamento è stata tenuta privata per un po’ 😉

Pps: lo pubblico solo oggi 20 giugno, perché ho anticipato la notizia ai nonni, il mio dito ha bisogno di un terzo round di antibiotico perché non è ancora guarito, non sto riuscendo a mettere in pratica tutti i miei propositi zen ed il rientro in Italia “ad orecchie basse” tra 5 giorni mi sta mettendo un po’ in crisi…quindi sono graditi commenti carini per tirarmi su il morale 😉

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9 thoughts on “Bilancio forzato

  1. Rieccomi! Per tirarti su il morale ti consiglio di guardare questo film: https://wwayne.wordpress.com/2014/05/09/agire-secondo-giustizia/. Fa spanciare dalle risate, e quindi con me funziona sempre. 🙂

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  2. Oh cara. E ci mancherebbe che proprio a te che mi fai sognare ad occhi aperti con le tue avventure down under (per me un sogno destinato a restare tale, ma viaggiare ad occhi aperti non costa e non fa male!) lesini un incoraggiamento ed una virtuale pacca sulla spalla! Goditi la meritatissima pausa australiana, e con il nuovo tax year vedrai quante novità! Arrivano quando meno uno se l’aspetta…e propiziarsi la sorte disseminando il continente con cv a pioggia direi che sicuramente aiuta! E sai una cosa, cara? Non ti incoraggio perché scherzosamente la chiedi, sai? ma perché è grande ed evidente la passione che metti nel tuo lavoro, l’entusiasmo con cui ne parli, la grande professionalità, l’impegno, la costanza che ci vanno a braccetto. Sei bravissima e sarà fortunato che metterà a segno il colpaccio! Forza forza forza forza e…buone vacanze italiane, e che vacanze siano!
    Con affetto taurinense
    Kiara

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  3. Forza e coraggio che hai comunque portato a casa un risultato. Hai ripreso il lavoro, hai lavorato bene e questo resta nel cv e hai fatto un’esperienza pazzesca e l’affetto dei tuoi colleghi dimostra che oltre ad essere un bravo arch sei stata brava a fare squadra e a gestire tutto. La cosa positiva dell’Australia e’ che tutto si muove, il lavoro c’e’, cerca di restare forte e non pensare all’italiana, magari sara’ l’occasione per spostarvi in un altra citta’ e ampliare ancora di piu’ l’esperienza. Sydney ti accogliera’ sempre e comunque, vedrai…troverai presto un altro lavoro, scommettiamo?

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    • Grazie cara, avevo proprio bisogno di messaggi di conforto! La stanchezza è grande dopo questi 18 mesi impegnativi e spesso spazza via tutto il pensiero positivo. Stamattina gita per me all’ospedale per cercare di capire meglio il mio dito che era migliorato e ora sta di nuovo mutando…per non annoiarsi mai 😉 buona continuazione di vacanze

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  4. On no…mi dispiace molto questo epilogo dopo tutto quello che hai dato per barcamenarti fra lavoro e figlie. Immagino non sia stato facile accettarlo, ma hai mosso le montagne per arrivare lì quindi sono certa che troverai un nuovo lavoro. Intanto spero che arrivi il contratto di tuo marito in modo da essere spensierati nelle vacanze italiane…ve lo meritate!

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