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L'avventura di una famiglia expat in Australia (forse)

A compartimenti stagni

2 commenti

“A compartimenti stagni” è un po’ il mio motto di questo periodo molto intenso, soprattutto a lavoro.

Mi sono resa conto che la mia inversione di tendenza nella vita extra lavorativa, basata sull’idea di godermi le cose positive del luogo senza fare mille paragoni e preoccuparmi troppo per il futuro che è sempre incerto, mi è stato molto utile. La mia mente ciclotronica si è un po’ fermata ed ho assaporato maggiormente il colore del cielo, i profumi, l’oceano e tutte le cose positive che ci sono a Perth.
Sto anche frequentando una nuova amica molto solare e propositiva e sto cercando di staccarmi un po’ dal cellulare 😉

Sul lavoro, invece, complice il collega A non proprio simpatico prima ed il passaggio ora ad un nuovo progetto con un ennesimo nuovo team di lavoro, sono stata di nuovo risucchiata nel vortice del confronto tra il modo di pensare e di lavorare locale, con il mio modo di pensare e con quella che è stata la mia esperienza in alcuni studi di architettura.
Durante la giornata il mio cervello immagazzinava pensieri, dubbi e perplessità, che mi tornavano poi fuori la sera in una non proprio sana condivisione con G, il quale è ancora pienamente travolto dal vortice dei confronti…morale: non bene!

Da oggi sto provando perciò a ragionare un po’ di più a compartimenti stagni: ovvero la realtà lavorativa di Perth è in un modo e non sono certo io appena arrivata che posso ribaltare la situazione, anche perché lavoro in quello studio solo da un anno e molte cose ancora non le ho fatte ne’ so perché alcune cose si fanno in un certo modo.
Questo non vuol dire ovviamente prendere il mio cervello e chiuderlo in un cassetto o modificare il mio modo di lavorare copiando certi atteggiamenti che non condivido, ma cercare di trarre il massimo da questa esperienza professionale, ampliare il mio curriculum ed acquisire nuove capacità e nuovi metodi di lavoro anche se a mio parere non del tutto efficaci.

Per fare un esempio pratico: se io sto sistemando l’impianto elettrico e vedo che un muro è storto, non vado oltre fregandomene perché a me è stato detto di occuparmi dell’impianto elettrico (come ahimè fanno alcuni!!), ma dirò al capo progetto che ho notato quell’errore e sarà lui a decidere cosa fare 😉

Questo mio tentativo di “scindere” i due mondi che caratterizzano la nostra vita, cioè l’Italia ed il Western Australia, è anche propedeutico al nostro prossimo viaggio in Italia per le school holidays di luglio, per cercare di goderci le vacanze in Italia come vacanze in un paese che così è e così rimarrà, con tutti i suoi pro ed i suoi contro, e tentare di ripartire col piede giusto una volta tornati a Perth.

Chissà, forse funzionerà, forse no. Intanto provo ad essere un po’ più easy sul lavoro…non troppo in realtà, visto che J, il collega che stava lavorando con me sul progetto dell’antipatico A, domani farà il suo ultimo giorno di lavoro, perché finito il progetto, non hanno più bisogno di lui!!!
Va bene che lui è specializzato nei disegni esecutivi e nel prossimo futuro il team dei progetti residenziali avrà più a che fare con nuovi progetti, va bene che non era un fulmine e non era molto propositivo…ma diamine: a me hanno spostato su un altro progetto, mentre lui è stato licenziato…ammetto che il brivido lungo la schiena c’è stato :(.

Capisco G che sono mesi che vede i suoi colleghi cadere come birilli. Domani altri due vengono lasciati a casa. Non è una bella sensazione!

Cambiando discorso, oggi 2G ha ricevuto un Award (Diploma) durante l’assembly a scuola per la qualità ed accuratezza dei suoi lavori. Era davvero molto orgogliosa ed emozionata 😉
Le assembly sono riunioni di tutta la scuola in cui i bimbi sono i protagonisti e si svolgono a settimane alterne dalle 14,15 alle 15.
Di solito io e G arriviamo per le 14,45 ed assistiamo alla fine della cerimonia con il canto dell’inno della scuola. Oggi siamo ovviamente arrivate in anticipo ed abbiamo visto tutta l’assembly che si apre con l’inno dell’Australia cantato da tutti i bimbi!

Sentire cantare un inno nazionale mi smuove sempre molte emozioni. Vedere poi mia figlia che lo canta ancora di più.
Ammetto che io non so le parole a memoria e dopo solo un anno e mezzo di vita qui non sono ancora in grado di sentirlo mio e di approvare al 100% il modo di vivere e di pensare di questo paese.

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Intanto studiamo un po' meglio questa Australia 😉

Sicuramente in Australia ho trovato un’ambiente più rilassato e sereno per le mie figlie, la possibilità (per ora) di conciliare il mio lavoro con la mia famiglia e la sensazione di “poter fare” (crisi a parte) senza troppi condizionamenti.
In qualità di immigrata sono stata accolta col sorriso, nella maggior parte dei casi aiutata e supportata da persone appena conosciute che non hanno chiesto nulla in cambio.
Non ho per ora avuto alcuna sensazione di essere discriminata una volta arrivata in territorio australiano, mentre non ho dimenticato la sensazione di essere stata “selezionata” durante il processo di ottenimento del visto, culminato con la visita medica a cui ho dovuto sottoporre anche le mie figlie all’epoca di 1 anno e mezzo e 5 anni!!

Il tema aborigeni è poi un altro macrotema del quale non sono ancora abbastanza a conoscenza perciò evito di commentare, ma è sicuramente un elemento delicato per questa nazione.

Credo che sia presto per trarre delle conclusioni. Sapere però che 3G ha ormai vissuto metà della sua giovane vita in Italia e metà in Western Australia mi fa effetto 😉

Di seguito il testo dell’inno dell’Australia:

“Australians all let us rejoice, 
For we are young and free; 
We’ve golden soil and wealth for toil; 
Our home is girt by sea; 
Our land abounds in nature’s gifts; 
Of beauty rich and rare; 
In history’s page, let every stage 
Advance Australia Fair 
In joyful strains then let us sing, 
Advance Australia Fair

Beneath our radiant Southern Cross,
We’ll toil with hearts and hands,
To make this Commonwealth of ours
Renowned of all the lands,
For those who’ve come across the seas
We’ve boundless plains to share,
With courage let us all combine
To advance Australia fair.
In joyful strains then let us sing,
Advance Australia fair.”

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2 thoughts on “A compartimenti stagni

  1. Sono con te sul concetto dei compartimenti stagni se no non si sopravvive e sono assolutamente in prima linea sull’apprezzare tutte le gioie e la bellezza forte che la natura australiana puo’ regalare anche se non sempre e’ human friendly.
    C’e’ pero’ un modo di pensare e difare le cose di questo paese che a me suscita ancora molte perplessita’ e anche se sono andata al di la’ del paragone mi rendo conto che mi sento molto piu’ felice quando finalmente mi trovo nella situazione in cui le cose vanno come dovrebbero andare. Non la situazione perfetta ma quella che mi sembra piu’ sensata, che io personalmente riconosco come normale e mi ci sento a mio agio. Che sia una situazione di vita sociale o di rapporto professionale. Detto questo sono convinta che vedere le tue figlie crescere spensierate in questo paese sia motivo di gioia e orgoglio e sicuramente una scelta fortunata per il loro futuro.
    La questione degli aborigeni e’ tristissima, non ci sono molte sfumature, e’ purtroppo una situazione triste e difficile senza molte soluzioni, sono stati distrutti, annientati e questo e’ irrimediabile. Ciao

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    • I compartimenti stagni stanno aiutando. Il prossimo step sarà cercare di vivere il più possibile le vacanze in Italia come “vacanze in Italia” e ancora più difficile riuscire a gestire bene il rientro a Perth. Ma siamo solo al secondo round…abbiamo tempo per migliorare 😉
      In tema aborigeni, sia il presente che il futuro non li vedo dei più rosei… Mah!

      Mi piace

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