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L'avventura di una famiglia expat in Australia (forse)

Come una pentola a pressione

4 commenti

In questi anni di “maturità” ho imparato a conoscermi un po’ meglio e ad accettarmi un po’ di più.

Per una ragazza cresciuta nella Milano iperattiva con genitori iperattivi al ritmo di “op-op-op, din-din-din, menare!!!”, “se una cosa va fatta, meglio farla subito che dopo”…ed ovviamente “tutto” VA fatto, non è stato facile!

Per carità, non mi lamento e tutto questo “ritmo” mi ha permesso di fare tante esperienze super fin da piccola, ma quando poi mi sono avventurata da “sola” nel mondo, ho mantenuto questo ritmo che mi era stato insegnato e ad un certo punto non ce l’ho più fatta!

Ho capito ed ho accettato che sono un essere umano, che se continuo a farmi carico di attività, impegni, scadenze, obiettivi e risultati da raggiungere, mi carico come una pentola  a pressione e se ogni tanto non “sfiato” ad un certo punto la pentola “esplode”.

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L'anno scorso la valvola di sicurezza è saltata per davvero...zuppa ovunque in cucina 😦

La mia valvola di sicurezza è esplosa per la prima volta nella primavera del 2008, in un periodo molto stressante in cui, si badi bene, il 90% delle pressioni me le ero “imposte” da sola, perché voglio fare bene per me stessa ma soprattutto per non deludere gli altri, ci tengo a quello che faccio, mi fa piacere che le mie capacità vengano riconosciute ed ho un elevato senso del dovere.

Risultato una crisi di panico fortissima che mi ha fatto tremare la terra sotto i piedi perché non sapevo cosa fosse una crisi di panico e mai avrei pensato che potesse succedere a me, quella che fa tutto bene ed ha tutto sotto controllo!!!

Da lì pian piano ho capito che per il mio benessere avrei dovuto rivedere il mio modo di vivere le cose, per poter essere felice, soddisfatta ma soprattutto serena.

La prima grande scoperta è stata lo yoga che pratico una volta a settimana e mi permette di ristabilire le giuste priorità 😉

I due pomeriggi a settimana che passo con le mie bimbe dopo il lavoro sono un altro momento importante, perché i loro sorrisi e vederle giocare felici nell’erba mi danno una grande carica e mi ricordano uno dei motivi per cui siamo venuti fin quaggiù!

Il terzo elemento fondamentale per il mio equilibrio è la condivisione delle piccole e grandi questioni di ogni giorno con le altre persone, sia amici che colleghi. Chiedere consiglio e supporto a lavoro, raccontare le mie ennesime ricerche di babysitter alle amiche e riderci su, condividere con le altre mamme le difficoltà di addormentamento la sera di 3G ed i risvegli notturni e scoprire che sono in buona compagnia…

Ovviamente poi c’è il marito che supporta e sopporta 😉

È già capitato che alcune di queste valvole di sfogo siano venute meno e in qualche modo avevo retto la pressione.

Lunedi, dopo la settimana appena trascorsa in modo pessimo senza il minimo supporto a lavoro, G in trasferta, la tata svedese rimpatriata etc etc etc, davanti ad un’altra giornata davvero tosta, ho alzato la testa dal monitor, mi sono guardata intorno nella mia zona dell’ufficio ed ero da SOLA, l’unica di sei postazioni e…non ho retto! Ho sentito quell’orrendo nodo alla gola e mi è mancato il respiro 😦

Per fortuna G era in ufficio disponibile, l’ho subito chiamato, sono scesa sotto il mio ufficio e mi sono fatta un bel pianto liberarorio al telefono condito dai classici “è troppo, non ce la faccio, non voglio più stare così”, ma mentre lo dicevo ero consapevole e determinata a non ricascarci di nuovo!

Il resto della settimana è stato abbastanza tranquillo, il mio progetto prosegue e dovrei consegnare settimana prossima. Sono riuscita a fare un bel “passo di lato” e a ripetere tra me e me: “il progetto non è TUO, non sei tu la responsabile, le decisioni alla fine deve prenderle T e se le fa prendere a te poi non si può lamentare”

La mia priorità sono il mio benessere psicofisico e la mia famiglia. Il lavoro è utile ed è giusto che mi dia soddisfazioni e che io lo faccia bene, ma non è la mia vita 😉

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Oggi splendida giornata di mare!

In futuro cercherò di ridurre al minimo i cambi di pomeriggi perché ho bisogno della routine con le mie bambine e  come i bambini, per i recuperi al nido di 3G la sera mi farò aiutare di più dalle babysitter ed in ufficio proverò a mantenere maggiore distacco perché alla fine… BUB (Battu u belin!!!)*

* “bàttisene u belìn (genovese), batarse o belìn (spezzino) vuol dire “fregarsene, non dare importanza”; es.: «de ti me ne battu ù belìn!» esiste anche la lezione battu ù belin n’ sci scheggi (mi ci/me ne batto il belino sugli scogli) come estremo rafforzativo.” Fonte Wikipedia

Buona Pasqua a tutti!

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4 thoughts on “Come una pentola a pressione

  1. Accidenti, mi aspettavo un post tutto colomba e uova e guarda tu che mi sei andata sul personale; brava, se riesci a raccontarlo secondo me sei gia’ avanti, tanto x restare sul milanese stretto.
    Personalmente non ho mai sperimentato gli attacchi di panico ma innumerevoli volte sono andata a recuperare una mia amica che guarda caso aveva una carriera molto impegnativa e lo stesso atteggiamento tuo nei confronti degli impegni. E’ andata in terapia e come te ha imparato a lasciare andare .
    La coppia di australiani che frequentiamo qui ha lo stesso problema, cioe’ lei ha avuto attacchi di panico recentemente e adesso e’ in cura con dei farmaci che secondo me sono un po’ esagerati ma forse non tutti sanno tenere a bada il mostro quando sta x arrivare.
    Penso che ancora un paio d’anni in questo paese e sarai molto piu’ rilassata perche’ secondo me se c’e’ una nazione che ti puo’ dare una di qualita’ senza sforzi sovrumani e’ questa ma certo che non e’ affatto facile crearsi tutto da zero quindi non dimenticartelo, sii gentile con te stessa, passeggia tanto sulla spiaggia, appena puoi. Per me questo e’ il supporto piu’ potente di tutti, respirare l’aria dell’oceano, guardare tutto quel blu, lo spazio aperto, il vento, il movimento fisico e tutto torna piu’ o meno a posto.
    Grazie x la lezione di slang genovese, rende decisamente bene l’idea!
    Buona pasqua e pasquetta.

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    • Ti ho spiazzato, eh!!! ;). Qui pioviggina sia oggi che domani, ma lunedì speriamo in una bella gita fuori porta.
      A Perth tutti sono molto più rilassati che in Italia e finora ero piacevolmente colpita dell’ambiente lavorativo tanto da essere proprio felice di andare in ufficio.
      In realtà, se ci ripenso bene, i primi mesi con il capo sclerotico D è stato abbastanza stressante e solo dopo col mio attuale capo T è stato proprio un “sogno” o come dovrebbe sempre essere per la sanità mentale di tutti noi!!!
      Ora anche a Perth il ritmo sta cambiando, complice la crisi del settore delle miniere ed oil&gas, tanta gente che perde il lavoro ed i più devono lasciare l’Australia per questioni di visto. Ho letto sul giornale che più di 100.000 hanno lasciato il WA tra fine 2015 e inizi 2016 ed il numero di richieste per nuovi visti è molto diminuito. Insomma la pacchia sta finendo anche qui ma è giusto mantenere un proprio equilibrio e l’umore del mio capo non può influire così tanto su di me!
      Tu l’hai chiamato giustamente “mostro”, io non volevo sembrare esagerata con le definizioni, ma per me è proprio un piccolo “fantasma” che sta lì nell’ombra e so che può saltare fuori in qualsiasi momento. Posso solo accettarlo come un campanello di allarme e tenerlo a bada riducendo la pressione con i miei trucchetti ;).
      L’attività fisica è fondamentale, ovviamente tra lavoro, figli e trasferte del marito non è facile trovare dello spazio per me, ma ci provo!
      Questo blog è un altro importante elemento di condivisione ed è per questo che ho piacere di raccontare i fatti “miei” in pubblico, sono felice di ricevere commenti e seguo altri blog che raccontano le avventure di famiglie all’estero, perché stare da soli quaggiù non è affatto facile 😉
      W il Belin ed il mio caro amico M con i suoi BUB!!!

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      • In effetti anche un nostro amico inglese che era appena arrivato a Perth ha deciso di spostarsi a Sydney dove in realta’ il boom sembra non finire mai. Lui pero’ e’ uno scavezzacollo single quindi tutto piu’ facile ma non lasciarti abbattere, ricordati che siete in australia dove davvero cambiare citta’ e ricominciare e’ possibile e meno difficile di quanto si pensi. Se poi ti vuoi proprio rilassare vieni ad Adelaide dove l’unico stress e’ che sono talmente lenti e un po’ campagnoli che alla fine ti stressi il doppio per cercare di non addormentarti troppo ! Buon weekend e goditi l’oceano anche se non c’e’ il sole che fa sempre bene.

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      • Lo terrò a mente, grazie 😉
        Domani domenica in “famiglia” a casa di amici e lunedì oceaaaanooooo!

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