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L'avventura di una famiglia expat in Australia (forse)

“Scegli le tue battaglie”

5 commenti

Lo sfogo di venerdì sera sul blog mi ha fatto bene. I commenti dei lettori anche, e così sono ripartita!

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Zen come una sfinge...ma se azzanno!!!

Sabato mattina giro alla Toy Library per fare il cambio di giocattoli e poi via al mare a City Beach che ormai è il nostro punto fisso: c’è il bar, i bagni, l’ombra, il parco giochi, i bagnini e l’Oceano…perfetto direi 😉

Mentre aspettavamo il cappuccino take away (ordinato senza zucchero e senza cacao secondo le mie nuove “ricerche” in tema di cibo e salute….praticamente farei meglio a non ordinarlo nemmeno!!!), il mio sguardo è andato a posarsi sui movimenti del barista: faceva un caffè alla volta, ogni volta montava il latte praticamente da capo, tempo di attesa per un cappuccino almeno 7/8 minuti!

Il bar dove andiamo è di una signora italiana e prima di natale gran parte del personale erano ragazzi italiani e sarà un caso ma il rempo di attesa era molto diminuito. Poiché in un momento di crisi l’anno scorso avevo chiesto anche a questa signora aiuto per trovare una tata, meglio se italiana per la lingua delle bimbe, ho saputo da una di queste ragazze che la signora ora non vuole più ragazzi italiani a lavorare nel suo bar perché ce n’erano troppi e si stava creando troppo un gruppetto.
Il morale della storia? Anche se il servizio era molto più rapido, siamo comunque in Australia ed il personale è giusto che sia multietnico altrimenti diventa un bar di “italiani”

Il secondo elemento di riflessione è stato un commento fatto ieri dalla mia amica e collega Svizzera, quella del” cerco di non pensarci per non soffrire”. In realtà lei ha detto testualmente: “cerco di non fare paragoni, di fare tabula rasa”. Oggi quelle sue parole mi sono tornate in mente e mi sono resa conto che in realtà noi stiamo continuando a fare paragoni, notando come i colleghi si approcciano al lavoro, come viene preparato un caffè e così via.

Sono paragoni fatti in buona fede, non per criticare ma per analizzare e capire in modo critico, ma sono sempre paragoni che mal si addicono con lo spirito expat di adattamento e portano solo nervosismo e stanchezza mentale.
Lo scorso anno, a parte alcuni momenti di difficoltà, mi ero principalmente focalizzata sull’apprezzare le cose positive e tutto ciò che stavo imparando e vivendo, cercando di non dar troppi peso a tutte le cose diverse che mi lasciavano perplessa.

Anche sul tema “confronto su temi importanti”, oggettivamente con quante persone nate in Australia ho fatto amicizia? Credo solo due. Tutte le altre persone che conosco sono neo australiane o lo diventeranno a breve, pertanto sono persone con mentalità diverse che probabilmente hanno maggiormente il desiderio di capire meglio questo paese come noi. Sono immigrati in cerca della loro strada come noi.

Forse gli australiani preferiscono discutere di temi importanti dopo qualche birra: io ai venerdi sera di aperitivo in ufficio non rimango quasi mai perché a) vado dalle bimbe b) se bevo alle 5 collasso c) sono super stanca e capisco poco d) se loro hanno iniziato a bere e gli si scioglie la lingua…io non capisco più una ceppa di niente!!!

Quindi giusto sfogarsi ma anche ricordarsi che noi siamo i nuovi arrivati e non dobbiamo nemmeno troppo rompere le scatole!
Tra l’altro grazie al cielo che mediamente a lavoro le persone non si sbattono troppo e sono meno critiche e propositive…altrimenti mica ci avrebbero preso a lavorare, arrivati bel belli senza conoscere granché dell’Australia e con una accento italiano che fa pietà 😉

Questo non vuol dire che voglio spegnere il cervello e fare tabula rasa, ma prendere gran parte delle cose “così come vanno”, tipo il tempo di attesa per un caffè, ed indirizzare le mie energie verso ciò che ritengo più importante.
Un po come con 3G quasi treenne, testarda come un mulo: combattere su tutto è impossibile, meglio “scegliere le mie battaglie!”

Anche il fatto di cambiare città dopo due anni, si può fare, ma vuol dire ricominciare da capo, dover capire una città, chi ci abita, la mentalità che sarà di nuovo diversa, farsi conoscere sul luogo di lavoro per poter così pian piano poter dire la mia. L’anno scorso, dopo uno dei miei pippoti in tema ambiente, un amico in giro da anni per il mondo mi disse: “porta pazienza, scala la catena alimentare dello studio e vedrai che ti daranno retta”. Io per ora mi sento un plancton un pochino cresciuto, non sono più invisibile ma nemmeno un colosso a cui gli altri danno retta più di tanto.

Insomma, siamo appena tornati quaggiù, dobbiamo riprendere il ritmo e dosare le forze, quindi nuovo mantra: “Scegli le tue battaglie” e vediamo come va questa relazione con la nostra fidanzata Perth ed i nostri lavori 😉

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5 thoughts on ““Scegli le tue battaglie”

  1. Hai ragione, e’ vero che e’ estenuante fare paragoni e porta solo a galla sensazioni negative anche se a volte invece l’Australia ne esce meglio ma penso anche che sia naturale e istintivo per capire, per riuscire a domare le sensazioni di estraneita’ che a volte si hanno soprattutto in un paese cosi tanto lontano e diverso dall’europa. Anche io dico sempre che vivo a comportamenti stagni, ma ci sono arrivata dopo un po’.
    Quando i nuvoloni neri della negativita’ se ne vanno di solito torna il sereno e soprattutto mi riconcilio con questo paese quando vado nelle mie spiagge preferite e penso ma guarda dove sono! Oppure quando facendo la casa tutto e’ andato abbastanza spedito e non ci sono stati personaggi poco raccomandabili che ci hanno fregato come poteva accadere in un altro paese, in fondo noi si arriva e dall’oggi al domani qui invece si puo’ fare tutto senza grossi rischi.
    Oddio ti ho scritto un pippone di nuovo…..va be’ buon weekend e goditi l’oceano.
    Ps. Leggi The lucky country se ti capita, e’ interessante.

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  2. ciao, non c’entra con questo tuo post, ma stavo guardano FB quando ho visto questa notizia: http://www.portaleaustralia.com/si-cerca-ragazzo-italiano-scomparso-australia. Da quel che leggo è un ragazzo italiano scomparso a Perth. Credo sia una cosa seria perchè nel sito sono riportati i riferimenti telefonici, etc.

    Quando ho letto Perth mi sei venuta in mente, è un po’ che ti seguo sul tuo bel blog.

    Non so magari ora che leggi è già tutto risolto…Speriamo.

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  3. Ciao,
    scusa se scrivo un post che non c’entra nulla con quello che hai scritto tu, ma ho veramente bisogno di un consiglio.
    Sono gia’ in Down Under e voglio applicare per il PR Skilled, ma crdo di non avere tutte le evidenze dei lavori che ho fatto. Pur con Phd etc e’ dura. Prima di applcicare vorrei sapere come il Migration officer controlla i documenti forniti? che tipo di controlli incrociati fanno? come verificano i lavori fatti? ne sai nulla?

    Grazie mille.

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    • Ciao. Dipende dal tipi di lavoro che svogli e con quale categoria devi fare l’assessment. Per gli ingegneri è l’ordine australiano che valuta i documenti e servono relazioni ed altre “prove”. Per gli architetti invece l’ordine aussie approva solo la laurea e non è chiaro cosa venga richiesto dal migration officer in caso di libera professione.
      Ti consiglio perciò prima di capire chi ti fa l’assessment e quali documenti sono richiesti.
      In bocca al lupo

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