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L'avventura di una famiglia expat in Australia (forse)

Pensieri contrastanti…sarà il famoso choc culturale?

11 commenti

È da qualche settimana che l’umore della truppa è assai altalenante.

Sarà la stanchezza che si fa sentire, le piccole sfide che affrontiamo ogni giorno a partire dalla lingua, poi il clima, la fauna con eventi come l’ attacco della gazza ladra, la consapevolezza che alcuni nuovi amici tra 6 mesi lasceranno l’Australia, le certezze lavorative che mancano sia per me che per G…

O forse è “solo” quello che si definisce “choc culturale”…

Non lo so, di certo è una sensazione molto destabilizzante che mi fa cambiare di umore in modo repentino, che mi fa apprezzare le bellezze di questo luogo ma che mi fa anche domandare: “dove siamo realmente? ” ma soprattutto “cosa stiamo costruendo?”

La vita quaggiù non è poi così diversa dalla vita in Europa in termini di routine, specialmente con delle bambine piccole. Gli orari sono più o meno gli stessi e le attività anche.
Non credo quindi di aver cambiato vita, più che altro provo la strana sensazione che la mia vita si sia “resettata”, perché a parte G e le mie figlie, nessuno sa davvero chi siamo e da dove veniamo, culturalmente parlando, perché arriviamo proprio dalla parte opposta del mondo.

Me ne accorgo nella vita di tutti i giorni ed anche a lavoro, quando capita che mi facciano fare delle attività semplici e mi viene da domandarmi se le persone intorno a me sappiano veramente chi sono, cosa ho fatto e cosa potrei fare e la risposta è NO, non sanno dove ho studiato, in che realtà ho lavorato, potrei davvero essere tutto e nulla. Non mi lamento e faccio ciò che mi viene chiesto (quasi) sempre con serenità e con Radio Deejay nelle orecchie, però ogni tanto mi guardo dall’esterno e mi dico “Mah?”.

Su un punto sto rischiando di esagerare, cioè nel rompere le scatole in ufficio per ottenere il contratto Permanent con ferie e malattie pagate, perché se da un lato è quasi dovuto, dall’altro se continuo a chiedere rischio di non ottenerlo mai e quindi cercherò di darmi una regolata almeno fino al mese prossimo 😉

Anche il tema della ricerca casa, che era partito con così tanto slancio ed impegno, si è arenato totalmente e l’idea che tra non molto dovremo decidere per il rinnovo dell’affitto mi lascia perplessa. A volte ho la sensazione che sia passato un anno e che a gennaio 2016 di ritorno dalle nostre vacanze in Italia dovremo ripartire da zero. Razionalmente so che non è così perché abbiamo fatto un sacco di strada in questi 9 mesi, ma inconsciamente proviamo questa sottile sensazione. Ecco perché avere un contratto Permanent ed una certezza lavorativa mi sarebbero di aiuto, anche se in realtà di certezze lavorative non se ne avranno mai, per lo meno non come il vecchio contratto a tempo indeterminato italiano.

Insomma queste le sensazioni non facili da gestire, picchi di emozioni che a volte mi fanno crollare in lacrime chiusa nel bagno dell’ufficio, che ci fanno sclerare al dover prenotare con 9 mesi di anticipo le successive vacanze e che ci fanno passare la voglia di pensare a cosa fare durante le vacanze di Natale, oltre ovviamente a rimpinzarci di cibo a non finire ed a svaligiare il supermercato prima di imbarcarci 😉

A chi mi legge e sogna l’Australia, confermo che è un paese fantastico e che si vive alla grande se si ha un lavoro ben retribuito, confermo però che lo choc culturale esiste e che prima o poi arriva…un po’ come la crisi da asilo nido 😉

Spero che una volta rientrati a Perth nel 2016, tutto diventi un po’ più chiaro!

Buona notte a tutti!

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11 thoughts on “Pensieri contrastanti…sarà il famoso choc culturale?

  1. Mi sembra il minimo che tu abbia stati d’animo altalenanti! Non ho esperienza di trasferimenti, ma credo sia una fase, ti stai assestando dopo un grande cambiamento. Il fatto di essere carta bianca, soprattutto sul lavoro è una cosa che mi affascina molto. Io qui mi sento incatenata, come se essendo un architetto non potessi essere altro, quindi faccio un lavoro che mi piace ma guadagno una miseria, ed è frustrante, davvero non ne posso più. A volte vorrei essere libera di alzarmi una mattina e lavorare in un bar, o in un negozio, o essere qualcos’altro.

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    • Grazie, cerco di ricordarmelo ogni giorno! Anche io durante tutta l’attesa del visto mi sentivo incatenata, in realtà nulla ti vieta di ripartire da zero anche in Italia, cambiando lavoro completamente. A casa propria però è più difficile farlo, io alla fine facevo volontariato in un negozio no profit per bambini e già solo quella è stata una boccata di osdigeno!
      Qui la vita costa cara ma gli stipendi sono un’altra cosa rispetto all’Italia 😉

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  2. Lo spero, è proprio quello che mi fa paura adesso, alla luce del nuovo bambino in arrivo. Mi chiedo continuamente se, almeno per un periodo, potrebbe essere possibile campare in cinque con un unico stipendio.

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  3. Si, ci siamo buttati, o adesso o mai più! Solo che è adesso o mai più per un sacco di cose…

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  4. Caspita ci mancherebbe che ad essere dall’altra parte del mondo tu non abbia momenti di cedimento! Penso sia normale e sano, penso anche che tu faccia bene a parlarne perchè è troppo facile pensare a un expat come a qualcuno di fortunato che ha trovato il paradiso.
    Un abbraccio forte!

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  5. Da quando siamo arrivati in Oz 4 anni fa abbiamo vissuto in 3 citta’ diverse. Per me non e’ stato facile apprezzare questo paese, ti garantisco che tu sei gia’ piu’ avanti di come stavo io al primo anno venendo da Londra che ho amato alla follia e odiando Sydney con la stessa intensita’!
    Poi l’anno scorso al rientro dalle vacanza di natale ho pensato esattamente questo che tu hai scritto: cosa stiamo costruendo qua? Ci restiamo o con la cittadinanza ce ne andiamo e ciao?
    Abbiamo comprato la casa, va be’ io sono fissata con la casa, forse e’ l’unica cosa in comune che ho con gli australiani. Da quando abbiamo comprato, non senza una buona dose di stress, dubbi, eccitazione e paure, mi sono calmata.
    Non so bene cosa e’ successo ma certo e’ che non pensiamo di restare qui per sempre, soprattutto non ad Adelaide ma la casa dopo tanti anni di giri, affitti, vita in citta’ carissime e velocissime, ci ha dato una base che ha cancellato o almeno adombrato per un po’ le sensazioni di precarieta’.
    Qualsiasi decisioni prenderete in futuro, ricordati che quello che state facendo ha un senso, il mondo poi e’ cambiato, anche se vivi qui sei in stretto contatto con il resto non e’ mica come una volta che era un altro mondo.
    Aspetta di tornare in Italia, ascolta le tue sensazioni, non puoi sapere adesso che cosa sentirai, magari ti accorgerai che qui hai costruito piu’ di quello che pensi, ne sono certa, certissima!!

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    • Ciao e grazie del tuo commento! Noi abbiamo cambiato città ogni due anni in Italia ed abbiamo comprato la nostra “casa base” a Milano, che io ho progettato e curato nella realizzazione nel minimo dettaglio, con uno stress ed una dedizione unica…ed infatti così non lo farò mai più ;).
      Ora è in affitto e ci dà la serenità di dire: qualsiasi cosa succeda abbiamo sempre un posto sicuro dove tornare e non è affatto male come sensazione!
      Le nostre dinamiche famigliari ed il rapporto contrastato con il lavoro non è minimamente cambiato quaggiù. Lo sapevamo ed infatti si è avverato. G, che non ha mai provato a stare senza un lavoro, al terzo giorno a Perth era già in crisi nera e per fortuna che al quinto giorno aveva già un lavoro!!!
      Insomma abbiamo un po’ di cose pregresse su cui lavorare e tante novità da capire, dovremmo solo avere un po’ di pazienza in più 😉
      Sulla questione risultati ottenuti (ecco il terribile costrutto della frase in inglese che salta sempre fuori!!!), razionalmente mi rendo conto che già solo il fatto di stare crescendo due bimbe bilingue e di lavorare con orario flessibile in uno studio da 5 sedi e 60 persone sono già un ottimo risultato. In 5 mesi ho partecipato alla progettazione di un piccolo centro commerciale e di 80 appartamenti!!!
      Insomma, come spesso capita, io posso essere la mia peggiore nemica!
      Avanti tutta e buon week end!

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  6. Posso dirti che le tue sensazioni sono totalmente naturali e comprensibili. Io ancora adesso spesso mi chiedo cosa ci faccio qui, e questo nonostante il matrimonio, la casa, il PHD….. So che sono sensazioni sciocche e passeggere, ma penso sia normale di tanto in tanto porsi delle domande!

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