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L'avventura di una famiglia expat in Australia (forse)

“Al lupo, al lupo!”

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Siamo ormai alla fine del mese di Luglio e quasi alla fine del mio contratto di prova di 3 mesi in uno studio di architettura.
Devo dire che queste 9 settimane sono state molto intense ed il tempo è quasi volato.

Dopo gli inizi piuttosto impegnativi con la ragazza alla pari, la situazione casalinga è stata più serena, con la nuova tata che si è dimostrata molto in gamba ed affidabile.
In ufficio mi sto ambientando sempre di più ed oggi ho avuto la grande soddisfazione di capire i commenti del mio capo al mio progetto, stando di spalle…mentre lui mangiava il suo panino!!

Vi spiego: l’ufficio è un grande open space, io sono molto vicina alla cucina e quindi mentre aspettava che il suo panino si scaldasse è venuto a chiedermi: “how are you travelling Valentina”, che equivale un po’ al nostro “come sei messa???”. Io gli ho risposto che procedevo bene ma che gli dovevo chiedere un paio di cose.
In realtà spesso le sue domande sono retoriche, come l’onnipresente “does it make sense?”, al quale non devi rispondere nulla, ma soprattutto non è ammessa la risposta negativa!!! Le prime volte ci son cascata, adesso anche se non ho capito granché me ne sto zitta e vado avanti 😉

Tornando alla conversazione di oggi, gli faccio la prima domanda, mi risponde a monosillabi e se ne va! Torna dopo poco col suo panino caldo in bocca e mi chiede se c’è altro…io sbianco ma procedo con i miei quesiti e miracolosamente capisco: ero troppo fiera di me!!!

La fine della scorsa settimana ed i primi giorni di questa settimana sono stati invece abbastanza rilassanti…perché il mio capo era in vacanza!! Io ho continuato a lavorare sul mio progetto sotto la direzione del Director dello studio, cioè del responsabile di tutti i progetti, che è stato molto più tranquillo e molto meno stressante.
Venerdì scorso alle 4 del pomeriggio, quando avevo ormai quasi completato la mia ennesima “finta consegna” , anche il Director mi ha cambiato quei simpatici due o tre dettagli (tra cui mi ha fatto aggiungere degli alberi e ridurre l’altezza di alcune persone!!!) che tra la modifica in Revit, la stampa del pdf e la colorazione in Photoshop mi hanno fatto finire alle 18,30, però il tutto con meno fiato sul collo.
L’ho chiamata “finta consegna” perché in assenza del mio capo mi sono resa conto che non è il cliente a volere i disegni con la massima urgenza, ma è il mio capo a spingere per finalizzare la consegna. Non so se lo faccia per una questione di budget, di ore dedicate al progetto o cosa altro, sta di fatto che mi sono fatta furba, non mi stresso più come all’inizio e cerco di non lavorare più di mezz’ora extra al giorno.
Domani ovviamente di nuovo Consegna, Friday COB ovvero Closing of Business Day, cioè domani a fine giornata orario di Perth.

Santo google che mi aiuta con tutte queste sigle tra cui:

UAT: Universal Acces Toilet = bagno disabili
BOH: Back of House = gli ambienti di servizio di un edificio commerciale
CFC: Compressed fibre cement
ACM: Aluminium Composite Material = Alucobond
VE: Value Engineering = controllo dei costi

E chi più ne ha più ne metta. Capite che in un discorso filato, se non conosci bene tutte queste sigle, capire risulta un filo difficile!!! È come avere dei vuoti nella conversazione, a cui si aggiungono i vuoti di tutte le altre parole che non so, tipo i mitici Porthole Feature Panels…perché ebbene si, ho anche dei pannelli decorativi con bucature ad oblò… Ma Vaaaaaffff….  😉

Comunque in qualche modo me la sono cavata, domani spero di consegnare davvero buona parte delle tavole e lunedi con l’occasione della firma per accettazione del mio foglio ore, gli chiederò un feedback e novità per il mio futuro.

Per il resto solito tran tran, lunedi è ricominciata la scuola, 2G si è già ammalata grazie al clima che cambia molto rapidamente da sole caldo a nuovoloso umidiccio a vento gelido dal Polo Sud. Domani incastro con due babysitter, spesa esorbitante, ma si sa che il mio stipendio serve a pagare Babysitter e nido 😉

La piccola 3G sta prendendo il volo, trotterella per tutta la casa iper indaffarata, parla a macchinetta e fa mille domande in italiano ed inizia ad interagire anche in inglese, complice questi due mesi di babysitter australiana full time.

Il risultato? Spesso io non la capisco!!!

Come stamattina che lei mi diceva “bubble, bubble” riferito alle bolle che fa con l’acqua nel bicchiere (giochino imparato al nido) e io le rispondevo: “autobus? Si, il papà va a lavoro con l’autobus!”. Per fortuna che sua sorella mi ha fatto da interprete!
La sua parola preferita è sempre Flower, a cui ha aggiunto Sleep, Sheep, Nappy, Bye bye, Thanks, Hand, Write, Stickers ed appunto Bubble.

2G conosce perfettamente la differenza tra le due lingue e per ora non mescola. 3G sta iniziando a fare frasi da due/tre parole solo in italiano, mentre in inglese dice una sola parola alla volta. Io cerco di capire quello che mi dice e glielo ripeto tradotto in italiano, in modo da rafforzare il concetto che a casa si parla italiano.

Per fortuna la tata di domani pomeriggio è di origine italiana e le ho chiesto di parlare solo in italiano con le mie bimbe.
Poi arrivano i nonni e sarà un tripudio di italianità, oltre che un grandissimo delirio 😉

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