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L'avventura di una famiglia expat in Australia (forse)

Il mio rapporto con l’Architettura

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Il mio rapporto con l’Architettura è sempre stato molto tribolato.

I motivi sono vari, principalmente legati al fatto che nella progettazione architettonica vi è una grande componente creativa ed artistica, che male si abbina alla mia personalità precisetta, ultra esigente con me stessa, a tratti insofferente e bisognosa di chiarezza. Insomma non sono il classico animo artistico, “sciallato” (come si diceva ai miei tempi al liceo), che se la prende con i giusti tempi.

Per queste ragioni all’Università amavo le materie più tecniche, dove potevo avere la certezza di stare facendo giusto e bene. I laboratori di progettazione mi gettavano invece nello sconforto: davanti a quel foglio bianco dove tutto o quasi era possibile, io non ero per niente elettrizzata!!! 
Col tempo e con l’esperienza ho trovato la mia strada, ho imparato a muovermi partendo dai vincoli progettuali e sono arrivata in fondo all’Università con grandi soddisfazioni, ho superato l’esame di stato (al secondo tentativo perché al primo sono entrata in panico da foglio bianco e da “non sono abbastanza capace”…. col senno del poi ero arrivata ad un soffio dal passarlo al primo round, se solo mi fossi preoccupata di meno ed avessi disegnato di più ;)) e sono entrata nel mondo del lavoro!

Questa volta vi evito l’excursus sulle mie esperienze negli studi di architettura italiani e sui miei 6 anni di libera professione (anche perché in parte l’ho già fatto ;)), per passare al mio presente in Australia.

Anzi prima un passetto indietro ci vuole!!!

All’interno del “progetto Australia” avevo fatto un patto chiaro con l’Architettura: “Cara Architettura, mi sono fatta un super mazzo in 5 anni di Università, con numerosi notti in bianco e continue rincorse, ho sgobbato come non mai negli studi di architettura per ottenere le mie prime soddisfazioni, ho tenuto duro in questi 6 anni da MammArch libera professionista, ora in Australia ti do’ l’ultima chance: se mi rendo conto che si può fare andiamo avanti con questa professione, altrimenti è stato bello, molto intenso, ma farò dell’altro!!!

Ed eccomi all’oggi!

Da circa due mesi ho iniziato a collaborare con uno studio di architettura australiano, uno studio abbastanza grosso con la sede principale a Perth ed altre sedi in tutte le principali città dell’Australia, ovvero a Sydney, Adelaide, Darwin e Brisbane. Gli manca giusto la sede a Melbourne perché lì non hanno così tanti progetti da giustificare una sede fissa e quando capita seguono i progetti direttamente da Perth, che non è poi così lontana!!!
Motivo per cui io mi sto proprio occupando di un progetto a Melbourne.

Bilancio di questi primi due mesi?

Sono molto soddisfatta di me, orgogliosa di essere tornata in uno studio e di avere dei colleghi con cui pian piano sto entrando in sintonia, cosa più facile ovviamente con gli “immigrati” che con gli australiani doc, anche se ormai riesco a far ridere anche la collega australiana S. mia salvatrice nell’uso di Revit!!!

In questi due mesi mi è stato principalmente richiesto di disegnare e far funzionare ciò che il capo progetto pensava, schizzava e disegnava con Sketch Up (un software di Google che permette di creare dei modelli 3D in poco tempo con una buona resa tipo schizzo a mano libera).
La cosa non mi pesa assolutamente, perché ho il mio bel da fare tra la lingua, i nuovi software, socializzare nello studio, l’orario ridotto per poter stare anche con le bimbe e le faccende di casa.

Per una volta ho messo da parte la mia capacità di coordinare, gestire e tenere le fila del progetto ed in cambio sto avendo l’opportunità di colmare almeno 5 anni di buco a livello di software e di imparare ad usare Revit davvero bene. Per darvi un’idea sul mio portatile ho ancora Office 2000 e gli altri prodotti grafici non superano l’annata 2008!!!!

Pian piano mi sto anche rendendo conto del tipo di architettura che si fa da queste parti, assai diverso da ciò che siamo abituati in Italia.
Esteticamente gli edifici sono molto accattivanti, la differenza principale sta nella “materia”: qui è tutto una questione di profili metallici, pannelli di rivestimento e piccole tettoie. È tutto un po’ di latta, insomma.

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I muri sono fatti con due file di mattoni da 5,5 cm di spessore l’uno con in mezzo un po’ d’aria. Ben che vada il muro esterno è di 15 cm!!!
I muri di cartongesso spesso hanno solo una lasta di finitura e può capitare che siano anche dei muri perimetrali!!
I vetri sono rigorosamente singoli, su telaio di alluminio nero e sono praticamente tutti così a Perth. Quando ne vedi uno diverso, magari in legno, è perché “arriva dalla costa est”. Sydney è praticamente New York per un’abitante della costa ovest!!!

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Perth mi da l’idea di un luogo effimero, che così come hanno creato la città dal nulla, da un giorno all’altro possano smontare tutto ed andarsene. Non lo percepisco come un luogo dove poter mettere radici serenamente, forse perché quasi tutti sono di passaggio, nessuno sa per quanto resterà qui e gli australiani in generale sono un popolo di grandi viaggiatori…

Al momento mi limito ad osservare, capire e dare una bella sistemata al mio curriculum, poi si vedrà.
Fatico ancora a lavorare senza pensare alle questioni organizzative, specialmente quando il mio capo mi pressa lunedì e martedì per una consegna del giovedì sera e poi da mercoledì non mi considera più di pezza…tanto che ieri me ne sono andata dall’ufficio senza avergli ancora parlato e senza avergli consegnato nulla da spedire al cliente. Però alla fine sono problemi suoi e pian piano sto imparando la lezione 😉

Weekend appena spunta un raggio di sole tutti al mare e la sera a casa a preparare un po’ di sana fugassa!!

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Buon week end a tutti e buona estate! (qui di notte la temperatura scende fino ai 2 gradi, ma di giorno si arriva tranquillamente a 16/18 gradi)

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