parliamodiaustralia

L'avventura di una famiglia expat in Australia (forse)

Alla conquista dell’orario flessibile!

5 commenti

Un’altra settimana è passata, la terza nel mio nuovo studio in qualità di Graduate Architect…ringiovanita di 9 anni solo per aver cambiato continente non è male 😉

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Il lavoro è interessante, sto rispolverando tutte le mie conoscenze in ambito di dettagli tecnici imparati e stra disegnati all’Università, a cui aggiungo la mia esperienza pratica del cantiere e la mia visione progettuale d’insieme.
Sto usando ed apprezzando alla grandissima il software Revit e tutte le volte che ho un dubbio pratico o di impostazione concettuale posso chiedere ad almeno due colleghe esperte e disponibili. Un sogno dopo 6 anni di lavoro in solitaria!

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Il rapporto col mio capo sta migliorando, anche se spesso non lo capisco al 100% ne’ per quello che mi dice ne’ per il suo umore, però fortunatamente schizza moltissimo e quindi ho visivamente la riprova che quello che mi ha detto era proprio la guaina impermeabilizzazione del tetto, con la sua scossalina, bla, bla, bla!

La notizia più importante è che giovedì non ho più resistito ed ho fatto “outing”, ovvero dopo aver chiesto pareri ad altre amiche ed alla collega in ufficio, mi sono fatta coraggio ed ho chiesto di fare due chiacchiere in privato con il mio capo D. Sono riuscita a beccarlo in una giornata di super buona (al mattino aveva addirittura sorriso sul fatto che l’indicazione delle falda del tetto si disegni in modo opposto in Australia rispetto all’Italia, o almeno io sono convinta di ciò, ma ormai sono anche io tutta sottosopra quindi potrei pure sbagliarmi!!!) e ho vuotato il sacco!
Il discorso è stato del tipo: “sono da tre settimane in questo studio, mi trovo molto bene, il lavoro mi piace, bla, bla  bla (ma nemmeno troppo lunga perché qui sono sintetici). Non abbiamo mai parlato della mia vita privata (perché qui sono molto riservati e non se ne parla), ma io ho due figle e dal punto di vista famigliare la situazione non sta andando come era stato pianificato (perfetta citazione della mia amica B. perché non è facile trovare i termini giusti in inglese situazioni delicate). Volevo quindi sapere se c’è la possibilità di fare un orario flessibile, perché vorrei uscire due pomeriggi alle 2….e mentre lo dicevo mi tremavano le ginocchia e vedevo in sottofondo la mia faccia con una bella X sopra della serie “game over”!!!

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D. invece mi sorride (ve l’ho detto che era la sua giornata superSi) e mi dice:” certo, nessun problema. Quali giorni preferiresti? ”

A quel punto si che mi sarebbero serviti i sali, perché una risposta così proprio non me la sarei aspettata!!!! Niente cazziatoni, niente facce deluse, ma un sorriso!!! Gli ho detto che per me andava bene qualsiasi giorno, che avrei recuperato le ore negli altri 3 giorni, che io al lavoro ci tengo, bla, bla, bla!!!
Mi ha proposto come giornate corte il martedi e giovedi, mi ha detto di pensare ad un orario e di fargli sapere il giorno dopo, tenendo in considerazione che saltare tutti i giorni la pausa pranzo con due bimbi piccoli a casa poteva essere pesante!!!

Sono uscita da quell’ufficio volando a testa in giù, per poi finire chiusa in bagno commossa dalla gioia. Reazione forte lo so, ma quando ribalti letteralmente la tua vita per andare in cerca di un equilibrio vita famigliare e lavoro e forse lo ottieni…un po’ di calo di tensione ci sta!!!

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Una piccola Albisola 😉

Nella splendida favola c’è però un MA, ovvero che l’approvazione dell’orario dipende anche dal Director dello studio, per cui superato il momento di euforia in cui mi sono anche detta “io da qua non me ne vado più!!!”, son tornata coi piedi per terra, la mattina seguente gli ho mandato la mail con la proposta di orario (35 h a settimana invece che 37,5 h pagate, anche se il realtà ne ho sempre fatte almeno 40) e per tutto il giorno non ho ottenuto nessuna risposta.
Venerdì sera prima di andare via ho chiesto a D. se aveva avuto modo di vedere il mio orario, lui mi ha detto di si, ma che il Director aveva qualche concern (dubbio) in merito e me ne avrebbe parlato lunedì.

Ora quali siano questi concern non ne ho idea, spero siano solo economici e non di orario flessibile, perché lo studio paga per 7,5 h al giorno, se lavori di più è apprezzato ma non pagato. Nei tre giorni in cui io devo recuperare, lavorerei circa 8/8,5 h e forse non è previsto nella policy dello studio.
Insomma tengo duro, lunedi spero di riuscire a parlare col director e di portare a casa il mio orario flessibile. Se anche mi dovessero pagare 32 h invece che 35 h a settimana, chissene…

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Incrociate le dita, mi raccomando 😉

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5 thoughts on “Alla conquista dell’orario flessibile!

  1. Incrocio tutto! Evviva la tua esperienza!

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  2. Grande!! Vi seguo costantemente anche se non commento (dal PC non riesco…)!! Lunedì fingers crossed 🙂 Mi sono identificata molto nella gioia chiusa nel bagno 😀 A volte lo faccio nelle
    pause degli interpretariati più difficili: entro, mi guardo allo specchio ed esulto come una scema. Poi di nuovo dita incrociate 😉

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  3. In bocca al lupo! Facci sapere che ti dicono!

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