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L'avventura di una famiglia expat in Australia (forse)

Approccio Anglo-Francese con un pizzico di Norvegia

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Quest’ultima settimana la mia insofferenza verso alcuni atteggiamenti delle mie figlie è aumentata. Il risultato è che ho urlato molto più del solito, mi sono arrabbiata un’infinità di volte ed in modo direttamente proporzionale mi sono poi sentita svuotata e molto rattristata da tutto ciò.

Perché lo so che hanno solo 2 e 5 anni, che stanno scoprendo cose nuove e che tutto risulta eccitante, interessante ma anche a volte pauroso e molto stancante, però certe volte sono proprio difficili da reggere, specialmente quando inseriscono quel simpatico ritmo alternato che se una è tranquilla, l’altra rogna, poi si danno il cambio e per concludere la ballata alla fine litigano tra di loro. Perché 3G è prepotente, 2G fa di tutto per darle fastidio ed istigarla…il risultato è il classico dramma tra due sorelle!

In tutto ciò io ho iniziato a cercare lavoro, il che vuol dire che ogni tanto cerco di guardare gli annunci sul cellulare (peste mi colga), se c’è il papà a casa provo a lavorare col pc (povera illusa) e se lo faccio mentre dormono sicuro che si svegliano ed inoltre io vado in deficit di energie…il risultato uno schifuz!

Stamattina sono fuggita alle 7,30 di casa e sono andata a yoga, c’era un’insegnante diversa dalle altre volte, molto solare e piacevole che mi ha detto: “Hallo, good morning, how are you today?” e nel mio cervello si è accesa una lampadina: “è mattina, quindi ho dormito ma non ne sono proprio certa, sta parlando a me che sono qui davanti a lei ma non me ne sono molto accorta, mi chiede come sto…e chi lo sa???” Diciamo che la cosidetta consapevolezza di sé è andata un po’ persa!!! (Per fare una citazione per le mie Zie di Yoga: “Ed ora afferrate l’alluce”… “L’alluce di chi??? “)

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Oceano spettacolare oggi a Swanbourne

Morale a partire da questo weekend cercherò di essere meno di corsa schiacciata dalle cose da fare ma di prenderle con più filosofia, di lasciare che le mie figlie se la sbrighino un po’ di più da sole ed intervenire solo in casi davvero importanti senza arrabbiarsi ma cercando di salvare il salvabile. Qui  è assai difficile che le mamme urlino, non ripetono le cose mille volte e lasciano che i figli si arrangino da soli.

Chissà, magari questa esperienza mi aiuterà ad essere una donna ed una madre più Wait A While! 😉

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