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L'avventura di una famiglia expat in Australia (forse)

In una fase un po’ così

11 commenti

Da qualche giorno sono in una fase un po’ così. Quando ero più giovane la definivo una fase di “downa“, ora direi semplicemente che sono un po’ scarica, con meno voglia di fare e meno entusiasmo.

Te credo“, direte voi, con tutto quello che hai fatto!!! Vero e cerco di ripetermelo da sola, però non è giusto che proprio ora che posso tirare un po’ il fiato mi sento un po’ uno straccio!

Forse è solo una di quelle fasi di adattamento che tutti gli expat sperimentano: di solito c’è la prima fase di amore per tutte le cose nuove e belle, poi c’è una fase di odio verso tutto ciò che non ci piace e si rimpiange un po’ casa, poi c’è la fase del compromesso, in cui si cerca di trovare un equilibrio.
Io non credo di aver avuto la fase di amore per l’Australia, per lo meno non questa volta. L’amore era nato 8 anni fa in viaggio di nozze, poi ci abbiamo riflettuto su per talmente tanto tempo che una volta arrivati qua avevamo già lo spirito critico e realistico di chi vuole fare le giuste scelte per far stare bene la famiglia. Però è vero che nel primo mese e mezzo ho cercato di focalizzarmi sulle esperienze positive in modo da tenere su il morale della truppa!

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Un koala allo Yanchep Park

Forse il motivo vero di questo mio umore mugugnoso (alla genovese ;)) è legato al fatto che ho sistemato tutti i membri della famiglia, G a lavoro, 2G a scuola, 3G ha ingranato con la tata e poi andrà anche al nido, io ho quasi finito le burocrazie, e rimango solo io da sistemare, ovvero da decidere cosa voglio fare della mia vita…uno dei 3 motivi che ci ha spinto fin quaggiù!

Credo sia proprio questo, infatti era lo stesso pensiero che ho avuto ieri pomeriggio, poi ho controllato la posta e Plin…c’era una mail di convocazione per un colloquio da parte di uno studio a cui avevo mandato il cv domenica…mi avevano risposto solo dopo un giorno!!! La scarica di adrenalina di ieri (con conseguente puzzle per incastrare le bimbe) mi aveva tirato su il morale, ma stamattina di nuovo “downa”

Questo studio è a Freemantle (20 minuti da casa, sob! ) ed il lavoro sarebbe full-time (e io dove diamine piazzo le bimbe? ), però si occupano di risparmio energetico e sostenibilità ambientale (che sono proprio la mia passione, finalmente!) e quindi domani mi farò un caffè doppio e cercherò di dare il meglio di me!

Perché in cuor mio lo so che mi piace fare la mamma e prendermi cura delle mie figlie, ma solo part-time perché se no sbrocco!!!

Il mio obiettivo è diventare una MammArch per davvero, chissà che downunder il sogno non diventi realtà!
Intanto voi incrociate le dita, anche quelle dei piedi per favore 😉

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11 thoughts on “In una fase un po’ così

  1. La fase down può essere dovuta proprio al fatto che hai finito di fare quasi tutto e quindi l’adrenalina cala ed arriva la stanchezza tutta insieme. Ricordati che hai veramente spostato macigni finora!
    Per il secondo punto è difficile consigliare. Io da sempre, pur non avendolo mai provato, penso che il lavoro part time per una donna sia il compromesso perfetto. Soprattutto in questi mesi in cui hai stravolto loro la vita, non so come potrebbero reagire le tue bimbe vedendoti poco. Però dipende ovviamente anche dal loro carattere. Con i miei figli sarebbe stato impensabile. Detto questo, secondo me valuta se la proposta è per te irresistibile e poi a tornare indietro c’è sempre tempo. Dita incrociate!

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  2. Non essere giù! Alla fine i full time sono spesso più gestibili di quelli italiani. Hanno orari più ragionevoli (poi ovvio dipende dall’azienda con cui lavori). Fremantle è un bellissimo sobborgo, lo preferisco a Perth. Ed è anche raggiungibile con il treno comodamente, che secondo me è un mezzo da preferire agli autobus!! più veloce e pulito! Ti auguro tanta buona fortuna per il colloquio 🙂

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  3. Che meraviglia! E poi, comunque hai sempre tempo a dire no, oltre che mi sembra ottimo anche aver avuto subito una risposta ad un cv.

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    • Infatti, devo cercare di stare tranquilla e valutare a mente lucida. Certo che anche le mie bimbe sono in una fase bella tosta…forse perché vedono la mamma un po’ giù? Misteri! Certo è che è un continuo correre di qua e di là 😉

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  4. Non ci azzecca niente eh, ma sai che leggevo l’altro blog e …abbiamo lo stesso nome, siamo delle stesso segno zodiacale, stesso lavoro. Sono mica l’altra te e tu l’altra me, tipo Coraline e l’altra famiglia?

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  5. Io ti direi di non rinunciare, vai e dai il meglio di te stessa!! E se ti danno il lavoro prendilo! Ora ti chiedo una cosa che ti potrà sembrare strana, ma capiscimi dopo più di 10 anni in Svezia, (un Paese dove la parità dei sessi sta molto più avanti che in altri Paesi), ed aver visto come funziona qui mi viene normale chiederti (per curiosità) come funziona in Australia. Cioè è sempre la donna che deve stare a casa con i figli? No, perché qui in Svezia la maggior parte delle donne non ci pensa proprio a rinunciare al lavoro per accudire i figli e marito/compagno, nel senso che questa “mansione” (scusa il termine ma non mi viene niente altro in italiano in questo momento) viene divisa tra uomo e donna. Uno magari accompagna i bambini a scuola ed entra un po’ più tardi al lavoro e resta più a lungo e l’altro invece inizia prima al lavoro ed esce prima per prendere i bambini dalla scuola o asilo. Magari puoi trovare una soluzione con il datore di lavoro e avere orari flessibili. Poi le faccende di casa si dividono equamente tra uomo e donna, NATURALMENTE 🙂 Si cambia Paese, si cambia mentalità 🙂 Dai, dai, speriamo che vada bene!!! Incrocio le dita per te!

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    • Ciao. Grazie del racconto della vita in Svezia, magari prossima tappa vengo lì!!! ;). Scherzi a parte, qui in Australia funziona meglio che in Italia, nel senso che qui i part time esistono davvero ed anche l’orario full time è molto più fattibile che in Italia specialmente negli studi di architettura, dove in Italia lavori come un mulo fino alle 8 di sera e non hai una vita perché “sei sempre in consegna”. Motivo per cui dopo la nascita delle mie figlie mi sono data alla libera professione. Mio marito è molto disponibile ed anche a Genova portava 2G all’asilo alle 8,45 ed entrava in ufficio alle 9/9,30. Qui c’è un problema di sfasamento di orari perché tutti sono in ufficio dalle 8 e la scuola inizia alle 9. Però ci sono le strutture pre ed after school in alcune scuole…e la scuola che ho scelto io le ha ;). Insomma basta organizzarsi e si fa tutto. È un grosso cambio per me ma sono qui apposta, perciò “avanti tutta!!!”

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      • Guarda, ti devo dire che qui in Svezia è il paradiso per chi ha figli. Come genitore di bambini fino a 8 anni ti è permesso praticamente tutto. Arrivare tardi al lavoro, saltare riunioni, non consegnare i lavori che dovevi fare. Puoi chiedere il part-time e il datore di lavoro è costretto a dartelo, c’è una legge che obbliga a questo, tant’è che il lavoro di babysitter qui NON ESISTE!! Sarà l’unico Paese in Europa dove le babysitter non ci sono?? Quindi qui sarebbe il paradiso…se non che ci sono molte altre cose che proprio ti fanno cadere le braccia. Una di queste sono i rapporti sociali…non mi dilungo…da quello che leggo qui da te in Australia è molto meglio 🙂 quindi come dici tu “avanti tutta” 😉

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