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L'avventura di una famiglia expat in Australia (forse)

Australia un anno dopo…ma stando sempre in Italia! Sottotitolo: gli step per il visto

5 commenti

“Australia un anno dopo?!?”

No, non sono impazzita (del tutto) e non ho una doppia vita! 😉

“Australia un anno dopo” nel senso che un anno fa (Settembre 2013) abbiamo iniziato le pratiche del visto per l’Australia, anche se l’idea risale a molto tempo prima…ma andiamo con ordine!!!

Le motivazioni:

1) La passione per I viaggi: i miei genitori viaggiano alla grande da una vita e mi hanno trasmesso la voglia di  scoprire luoghi nuovi, la voglia di avventura ed il desiderio di vedere con I propri occhi. A tutto questo ho aggiunto il desiderio di capire meglio I luoghi che amo, conoscendo le persone e la vera vita locale… in poche parole di viverci in pianta stabile almeno per un po’!

2) La mia irrequietezza e la sensazione di non “fare” mai abbastanza: se da un lato mi sono sposata giovane ed ho avuto subito due figlie, scelte che vincolano non poco, dall’altra ho sempre avuto un animo avventuriero ed irrequieto che non mi consente di accontentarmi di ciò che ho…sto però imparando a godermi il presente! 😉

3) Il nostro viaggio di nozze in Australia, splendido, strepitoso, voluto ardentemente e da me costruito in prima persona tappa per tappa, hotel per hotel, nonché il nostro “scioccante” (perché tra I primi a farlo) regalo di nozze. Sia io che G avevamo già viaggiato abbastanza e visitato paesi interessanti, ma in Australia abbiamo assaporato entrambi un sentimento di libertà e di possibilità, l’idea che avremmo potuto vivere in modo più “leggero” rispetto all’Italia. Sensazione confermata dal successivo viaggio in Nuova Zelanda!

Le tempistiche:

1) A Natale 2006 (durante il viaggio di nozze in Australia): I nostri genitori ricevevano telefonate ed e-mail talmente entusiaste che mio padre era convinto non saremmo nemmeno rientrati in Italia! Invece rientrammo, perche siamo molto precisi, e portammo avanti I nostri impegni lavorativi in Calabria…anche se l’idea rimaneva lì bella in mostra nella nostra mente

2) A settembre 2007: una volta rientrati a Milano sondammo il terreno delle offerte lavorative ma non ottenemmo grandi risultati. Col senno del poi è molto difficile fare anche solo un colloquio essendo dall’altra parte del mondo, ma a quel tempo non ce la sentimmo di fare un salto nel vuoto e di trasferirci senza un lavoro certo

3) Anno 2009: la vita procede a gonfie vele ed a Novembre arriva la nostra splendida 2G. Seguono un paio d’anni impegnativi per il famigerato passaggio “da due a tre”, rimane il pensiero “estero” ma non per forza Australia.

4) Anno 2013: altro trionfo di felicità ed in Aprile arriva 3G. Sento di aver sistemato la “quarta gamba del tavolo” ed siamo pronti per tornare a volare alto!

5) Giugno 2013: l’idea Australia torna alla ribalta ed insieme ad essa nasce il progetto di insegnare inglese alle bimbe per prepararle all’espatrio, specialmente per 2G che è molto riservata e sensibile.

6) Agosto 2013: siamo in vacanza in montagna, iniziamo a guardare sul serio il sito dell’immigrazione australiana e ci rendiamo conto che la faccenda non è affatto semplice e che l’unico modo per poter trasferirsi e lavorare (se non si ha già un’azienda sponsor australiana) è ottenere uno Skilled Independent Visa 189, per il quale bisogna venire convocati dal governo dopo aver preparato un bel po’ di carte, ottenuto il riconoscimento di titolo di studio ed esperienza lavorativa, superato l’esame di inglese IELTS e pagato un bel po’ di soldi (ca va sans dire!)

7) Settembre 2013: ci mettiamo in moto ed affrontiamo questa strada assai in salita perché con pochissime certezze

Gli step verso il visto ed I consigli per la realtà italiana:

– Novembre 2013: Spedisco le copie certificate dei diplomi di laurea, l’elenco di tutti gli esami sostenuti e gli attestati dei corsi professionali per l’Assessment dell’Ordine degli Architetti australiani. Tutto ciò spedito in originale col DHL.

Consigli pratici:

a) la copia certificata non è altro che la fotocopia dell’originale in cui viene aggiunto il timbro di “copia certificata”, ovvero dichiarata identica all’originale. Questa dichiarazione in Italia può essere fatta da un notaio (ma non so quanto costi) o in Comune all’anagrafe. Il Comune fa però pagare una marca da bollo di 16€ per ogni documento e sono davvero tanti! Noi abbiamo ovviato dichiarando le copie “uso concorso pubblico” che prevede l’esenzione del bollo (tra l’altro il bollo è una tassa valida solo per l’Italia, agli australiani non interessa minimamente) ed abbiamo pagato solo qualche euro per I diritti di segreteria

b) Pagamento dell’Assessment: verificate subito qual’è la modalità di pagamento.  Nel mio caso non era la carta di credito ma un bonifico da una banca estera collegata con una australiana. Sono riuscita a risolvere facendo fare il bonifico ad un’amica australiana, altrimenti avrei rischiato di perdere molto tempo per trovare la banca adatta, sigh!

– Dicembre 2013: partono I documenti di G per l’ordine degli ingegneri australiani, inclusa tutta una parte di descrizione del suo lavoro per verificarne la pertinenza e convalidare I suoi anni di esperienza lavorativa.

Consigli pratici:

a) se non ricevete alcuna lettera di risposta, contattate l’ente perché a volte le lettere vanno perse. Nel nostro caso per ben due volte…ed il tempo passa!

b) Se volete ricevere la lettera ufficiale di assessment col DHL, onde evitare che vada persa, dovete avere (nel caso dell’Ordine degli Ingegneri) un account aperto come “importatori”, in modo che il dhl o similari, prepagato da voi, vada a ritirare la lettera e ve la consegni. In Italia tale account viene attivato solo alle aziende, sgrunt! Santi i miei genitori che mi hanno creato l’account 😉

– Febbraio 2014: IELTS test primo round a Milano. Va tutto bene tranne la prova di listening in cui l’audio è davvero pessimo…facciamo complain

– Marzo 2014: IELTS test secondo round. Si rifà la prova di listening

– Fine Marzo 2014: IELTS test esito: buono ma non ottimo. G rischia di doverlo ripetere, ma prima aspettiamo gli esiti degli assessment

– Maggio 2014: l’ordine degli Architetti mi chiede ancora qualche carta e poi arriva l’esito: APPROVED!

– Giugno 2014: anche l’ordine degli Ingegneri vuole ancora documentazione per l’esperienza lavorativa (inclusa la reference letter dal suo attuale datore di lavoro). Inizia il balletto del dhl per importare la lettera finale e poi finalmente: APPROVED!

Consigli pratici:

a) se non volete rischiare il vostro lavoro attuale, potete fare un’autodichiarazione al posto della reference letter firmata dal vostro capo. L’auto dichiarazione non è come quella italiana, ma deve essere una sorta di dichiarazione giurata fatta davanti ad un notaio. Si chiama Statutory Declaration. L’ho scoperto dopo ovviamente!

– 16 Giugno 2014: carico tutte le info sul sito ed inoltro l’EOI (Expression of Interest) con 60 punti. Inizia la roulette e si aspetta di venire convocati

– 23 Giugno 2014: primo round: non veniamo convocati

– 14 Luglio 2014: secondo round: CONVOCATI!!! Riceviamo la mail nel porto di Genova di ritorno col traghetto dalla Sardegna…tripudio di gioia per due motivi: si va avanti e G non deve rifare L’IELTS Test 😉

– 16 Luglio 2014: veloce come un fulmine e grazie al lavoro preparatorio di raccolta, traduzione e scannerizzazione di tutti I documenti fatto prima delle vacanze, carico tutti I dati sull’ImmiAccount, pago una vagonata di euro e mi metto in lista di attesa per CO (Case Officer), colui/colei che prenderà in mano la pratica e deciderà se darci il Permanent Visa oppure no!

Consigli pratici:

a) Il pagamento su ImmiAccount avviene solo con carta di credito. Assicuratevi di avere una carta con il limite sufficientemente alto. Nel nostro caso W l’Amex dei nonni!

b) per gli uomini serve anche il foglio di fine servizio/congedo del militare. Cercatelo e se non lo trovate richiedetelo subito, perché non è così facile recuperarlo!

– 26 Agosto 2014: faccio richiesta delle fedine penali per noi adulti, quella santa di mia madre le ritira, le porta a legalizzare (per l’Australia serve la Apostilla), le ritira una seconda volta ed io le porto a tradurre. Le fedine vanno richieste al tribunale della città di residenza, che ovviamente non coincide con il luogo in cui abitiamo. Lo stesso vale per i certificati di nascita, di matrimonio etc etc…

– 9 Settembre 2014: visita medica a Milano per tutti e quattro (seguirà post con dettagli)

– 11 Settembre 2014: carico le fedine sull’ImmiAccount. La visita medica delle bimbe è già stata caricata, per noi invece il medico è ancora in attesa dell’esito degli esami del sangue

Che dire, la strada è molto lunga, stressante e costosa!

E’ stata una follia? Forse di…

Ne è valsa la pena? Chi lo sa…

Noi ci crediamo, pensiamo che sia una bella occasione sia per noi che per le nostre bimbe…ai posteri l’ardua sentenza! 😉

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5 thoughts on “Australia un anno dopo…ma stando sempre in Italia! Sottotitolo: gli step per il visto

  1. Vi ammiro, vi ammiro davvero! E’ una trafila incredibile, noi ci siamo spaventati solo quando ci siamo informati. Vi seguiro’ con piacere e in bocca al lupo!

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    • Grazie di essere passata e del supporto! Una volta arrivato il visto ci aspetta la decisione più difficile: licenziarsi (mio marito, perché io sono libero professionista e da un anno a questa parte non va proprio a gonfie vele, sigh) e andare a cercare lavoro downunder. La speranza è di trovare lavoro già durante il preavviso…speriamo!!!

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  2. Ne vale la pena, si’.
    Bravissimi. 🙂

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